Provocazione.

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Nulla di ciò che leggerai ora ti resterà per sempre.

Sentirsi diversi ed unici è il nostro cliché generazionale. Io scrivo cazzate su internet, tu scatti fotografie insulse di tramonti sempre uguali e ripresi dalla stessa stereotipata angolazione, il tuo amico rapper scrive banali strofe sui cash, le fighe e la malavita e la tua ragazza condivide l’ultimo post di Alberto Angela per  affermare implicitamente la sua presunta vena culturale ed artistica.

Cosa ci accomuna? L’egocentrismo.

Oggi funziona così, oggi più di ogni altra epoca. I social network hanno dato la possibilità a chiunque di poter mostrare se stessi ad una platea potenzialmente sconfinata. La ricerca di consensi ha scaturito una guerra dell’ostentazione, dove culi, tette e addominali scolpiti fanno a botte con foto di paesaggi mozzafiato, citazioni di Bukowski e arredamenti vintage.

Il premio? Una tantum di consenso, oppio dei poveri, che ci faccia dimenticare per un istante la mediocrità delle nostre vite.

Siamo puttane da esposizione, regressi allo status di beni di consumo.

Ogni nostra azione è concepita per l’istante, per uno sguardo fugace, senza ambizione alcuna di eternità. La quantità ha surclassato la qualità, la moda comune ha cancellato il gusto personale.

Probabilmente i 1246 caratteri che fino ad ora hai letto sono fin troppi per questa moderna concezione del tempo, dove tutto deve essere usufruibile immediatamente, in pochissimi istanti.

Io fingo di saper scrivere un articolo, tu scatti fotografie senza capirne nulla del mestiere, tua zia dispensa perle di saggezza sui vaccini dall’alto dei suoi studi interrotti a quattordici anni, ed è giusto così.

Viviamo in questa bella epoca dove tutto è concesso, dove concetti sacri quali talento e creatività hanno perso il loro originale significato a favore del più becero ed insensibile egocentrismo che ci vuole tutti unici e speciali.

Quando anche l’ultima traccia di bellezza sarà stata cancellata da questo mondo pagheremo il conto. Quando moriranno gli ultimi grandi scrittori, musicisti, artisti e fotografi resteremo solo noi,

noi e la nostra presunzione, noi ed il nostro nulla interiore.

Una nuova era glaciale sconvolgerà questo mondo,

cristallizzando per sempre la storia dell’umanità.

Sopravviveranno solo gli stolti ed i vanesi,

ed anche l’ultima foglia di umanità si sgretolerà sotto il gelo dell’insensibilità umana.

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Simone Curcuruto

21/09/1994
Studente presso il corso di Laurea in Beni Culturali dell'Università degli Studi di Catania.

Appassionato di Storia, cultura ed arte bizantina, innamorato della Letteratura del Novecento italiana ed europea.