Decreto Genova, la polvere sotto il tappeto

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Emergenze di tutti i tipi sono disciplinate all’interno del Decreto Legge 28 Settembre 2018 n°109, noto come Decreto Genova. Emanato per far fronte alla emergenza conseguente al crollo del ponte Morandi (nomina del Commissario per la ricostruzione, poteri del Commissario, gestione dell’appalto e coperture), contiene in realtà anche misure discutibili su altre emergenze italiane.

Nell’agosto del 2017 Ischia e i territori limitrofi sono stati colpiti da un terremoto che ha danneggiato numerosi edifici pubblici e privati. In un Paese normale, davanti a una tragedia come quella di Ischia, lo Stato si mette una mano sulla coscienza e una sul portafogli e paga i danni, per permettere a quelle persone che hanno perso la casa e con essa parte della loro vita, quantomeno di ripartire con un tetto sulla testa. Apparentemente il Decreto Genova dà l’immagine di un Paese normale. Il Governo dispone, oltre alla sospensione di alcune imposte per privati e attività produttive, anche contributi per ricostruzione e ristrutturazione delle abitazioni fino -che bella cosa- al 100% del costo totale!

Sarebbe l’immagine perfetta di uno Stato funzionante, se non fosse che il trucco c’è, ma non si vede.

Ischia conta poco più di 60 mila abitanti. Ad Ischia quasi una casa su due è abusiva. Esistono allo Stato attuale circa 27 mila pratiche di sanatoria per abusivismo. Quasi una casa su due, appunto. Se l’Italia fosse un Paese normale, non avrebbe case abusive. Ma l’Italia è un Paese non troppo normale, e qualche casa abusiva ce l’ha; solo che anziché demolirla, la condona. E poiché noi italiani nell’assurdità ci sguazziamo, se quella casa abusiva, che non è stata demolita, crolla a causa del terremoto, benchè abusiva, la ricostruiamo con soldi pubblici (proprio quei contributi statali fino al 100% contenuti nel Decreto Genova).

Fino a che punto può, una situazione di emergenza come la perdita della casa a causa di un terremoto, giustificare una misura quale quella adottata per Ischia? Fino a che punto la condanna dell’abusivismo deve farsi da parte davanti, anzi dopo, una calamità naturale? Quelle case erano abusive prima del terremoto. Ciò che ne resta, case lesionate, case crollate, case da rimettere in sicurezza, sono sempre case abusive. E i soldi pubblici non possono essere utilizzati per ricostruire case che, senza quel terremoto, sarebbero state demolite o, più verosimilmente, sanate.

Il Decreto Legge, cioè l’atto avente forza di legge che ai sensi dell’art. 76 Costituzione serve al Governo per emanare misure urgenti senza che queste debbano attendere l’iter di approvazione della legge ordinaria da parte del Parlamento, non può nascondere sotto il tappeto della necessità e dell’urgenza anche misure e provvedimenti di natura quantomeno, come quelli che riguardano Ischia, discutibile.

Questo Governo si conferma ancora border line. Irrispettoso dei binari istituzionali entro i quali esso può o non può operare. Ma forse i nostri Ministri non agiscono scientemente. Forse alcuni di loro, la Costituzione, neanche la conoscono.

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Michele Tarantello

Nato a Carrara il 05-08-1997. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Di Rudinì" ed oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'università di Catania.
Pensatore per natura e giornalista per passione.