L’educazione fisica tra ieri ed oggi

La genesi storica dell'educazione fisica ha comportato una sua trasformazione da fine a mezzo

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Se chiedessimo ad un campione di studenti di età tra gli undici ed i sedici anni quale è la materia scolastica che essi prediligono, non sarebbe complesso rilevare che la risposta data sarebbe, con ogni probabilità, educazione fisica. Ma siamo così sicuri che se avessimo posto questa domanda circa un secolo e mezzo fa, la risposta sarebbe stata la stessa? Non può dirsi, ma talune valutazioni storiche ci consentono di ipotizzare che il responso potrebbe essere diverso.


Fu solo verso l’inizio del XX secolo che il concetto di educazione fisica entrò a far parte del curricolo scolastico, e contrariamente a quanto si possa pensare, l’ingresso non fu per nulla semplice e scontato.


Per moltissimo tempo la scuola si era identificata con un sistema di istruzione e formazione meramente intellettuale. L’insegnamento dell’educazione fisica era, quindi, stato ab origine concepito come un semplice strumento per addestrare il corpo, considerato alla stregua di una macchina da mantenere in stato di efficienza tramite l’esecuzione di gesti ripetitivi, e talvolta noiosissimi. Questa concezione del corpo come macchina perfetta fu fatta propria dai regimi totalitari, su tutti quello tedesco e quello russo-bolscevico: l’obiettivo era l’addestramento della persona con una serie di tecniche attraverso le quali l’allievo doveva fortificare il proprio fisico, utile ad un soldato forte e sano, ed apprendere l’obbedienza e la disciplina, anch’esse requisiti fondamentali del soldato perfetto.


L’insegnamento della ginnastica era pertanto aderente agli obiettivi politici di un periodo dominato dal continuo contrasto bellico tra le potenze occidentali:esso serviva a disciplinare il comportamento sociale degli individui con riguardo all’ideologia nazionale.


La rivoluzione copernicana si verifica nel corso del secondo dopoguerra, momento nel quale il mondo della scuola si mostra progressivamente aperto all’attività agonistica ed allo sport. La scuola si propone di valorizzare, adesso, le qualità fisiche e morali di tutti gli studenti e le studentesse, considerando in ogni aspetto la persona ed impegnandoli in una vasta gamma di attività che mirano allo sviluppo di tutte le loro capacità personali. La novità clamorosa consiste nel fatto che tutte le attività sportive richiedono di essere affrontate come un mezzo e non come un fine, divenendo così mezzi privilegiati per il raggiungimento degli obiettivi formativi ed educativi che la scuola si propone.


Ciò che in un primo momento non si coglie ma lo si fa mediante una riflessione accurata è il fatto che piccoli fattori determinano il modo d’essere di una società: non sarebbe strano asserire che anche l’educazione fisica come intesa attualmente sia un pilastro della democrazia liberale

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Massimiliano Marletta

Massimiliano Marletta, nato a Catania il 24 Aprile 1997 è studente presso la facoltà di giurisprudenza di Catania. Sin da piccolo mostra una grande passione per il calcio e per la lettura. Oggi non è cambiato molto ed affianca a queste la passione per lo sport in generale e per tutto ciò che è legato al mondo della cultura (letteratura, moda, spettacolo). È anche amante dei cinepanettone.
I grandi risultati si ottengono col duro lavoro, con perseveranza e con la fede in Dio.