Moody’s declassa il nostro rating da Baa2 a Baa3. Sono a rischio i nostri conti pubblici?

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Lo scorso venerdì Moody’s ha declassato il nostro rating da Baa2 a Baa3, portandolo sia a 7 “gradini” sotto la Germania e sia ad un passo da “junk” (spazzatura) o meglio dire “speculative grade”, cioè il livello più basso. Se si dovesse arrivare a quel punto, Goldamn Sachs stima che le vendite di BTp potrebbero arrivare a 100 miliardi. Mongan Stanley, invece calcola che gli investitori nazionali ed internazionali, sarebbero molti propensi a vendere. I primi investitori detengono 436 miliardi di BTp, i secondi 405 miliardi. Non è solo il DEF (Documento di Economia e Finanza) a non convincere, ma anche lo sforamento del tetto massimo consentito da Bruxelles e il rapporto deficit/PIL tra i più alti al mondo. Inoltre, qualora il debito dovesse crescere ancora, secondo Moody’s, l’Italia potrebbe vendere con grande fatica i titoli di Stato. Pensando anche, che nel 2019 dovremmo rimborsare ben 200 miliardi di titoli a medio e a lungo termine.
L’agenzia oltre a sottolineare l’importanza di non creare tensioni tra Roma e Bruxelles, come successo in queste settimane, riconosce anche degli elementi positivi nel DEF. Essi sono: il programma di investimenti pubblici e la flat tax. Il primo elemento può essere positivo se le procedure messe in atto accelerino l’apertura di cantieri. Il secondo elemento, secondo Moody’s è un passo in avanti e potrebbe creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale, Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ed anche Confindustria aggiungono che, una riduzione delle imposte dirette va compensata con aumenti di altre tasse, preferibilmente legate al consumo, che garantiscono un gettito duraturo. Infine, sempre Moody’s indica riforme strutturali da troppo tempo attese come:

1) Lo snellimento della Pubblica amministrazione
2) L’accelerazione dei processi in sede civile.
3) il rilancio dell’Università.

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Carmelo Schillaci

Nato a Cuneo il 15/01/2001. Frequenta il quinto anno del liceo "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
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