L’indie come fenomeno della generazione 2.0

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Da qualche tempo sta spopolando tra i ragazzi compresi nella fascia che va dai 15 ai 25 anni circa, quello che viene definito “genere” indie. Peccato che l’indie, in realtà, non è altro che un aggettivo che indica un gruppo di artisti slegati dalle grosse case discografiche e che non sono emersi grazie ad un talent show.

Inoltre l’indie va distinto in due branche : nel pop e nel rock. 

I colossi negli anni ’90 in Italia, per l’indie rock, risultavano essere band come gli Afterhours e i Marlene Kuntz. Più tardi, nel 2000, si sono affermati i Baustelle che già nel loro primo album “Sussidiario illustrato della giovinezza” affrontano temi esemplari per l’attuale indie pop: sulla scia di un’adolescenza romantica, ma tormentata al tempo stesso.

Nel 2007 nascono “Le luci della centrale elettrica” con la voce del cantautore Vasco Brondi. Di recente, il 3 ottobre 2018, ha rilasciato un’intervista a Rockol in cui si possono trovare spunti interessanti.

Brondi è stato visto come un poeta generazionale dell’indie rock anche se afferma :”(…) Ero convinto di scrivere cose che riguardavano me e i miei quattro amici, non me ne sono reso conto. Ha avuto un impatto forte e nel bene e nel male ha lasciato una traccia. Ho dimostrato che puoi parlare delle cose che conosci con le parole che sai. Che parlare del tuo piccolo mondo va benissimo. La grande forza dell’arte è quella di essere inconsapevolmente documento storico”. 

Nel 2010 si affermano I Cani, nome insolito scelto dal solista Niccolò Contessa.

I Cani ,come nome,ha il vantaggio di avere tantissime connotazioni perché  il cane è :l’attore che non sa recitare, è il migliore amico dell’uomo, è fedele, può essere randagio, il cane che fa il combattimento fra cani” 

Il nome già la dice lunga su ciò che vuol dimostrare Contessa:”Conta comunicare, non l’approvazione dello scrittore italiano impegnato”.

“Aurora” , album più recente dei Cani, esplica la sofferenza provocata dall’amore, dove si passa dal cinismo al sentimentalismo. Da una realtà in cui l’uomo è solo un puntino e quindi insignificante e l’unica soluzione è sparire.

Due anni dopo, nel 2012, esce “Turisti della democrazia“, primo album dell’ormai nota band Lo Stato Sociale. Agli esordi i temi affrontati toccano maggiormente la politica, senza fare sconti a nessuno. Vi è una lotta contro il capitalismo, contro i clichè creati dalla società 2.0 ,una critica agli “arrivisti” e gente senza lode, si criticava il sistema.

Poi la loro produzione ha preso una piega diversa, passando quindi al sentimentalismo che in ambito commerciale funziona sempre e proprio per questo oggi Lo Stato Sociale ha una risonanza tale.

Tra il 2015 e il 2017 spopola nell’indie pop Edoardo D’Erme, in arte Calcutta. 

Nel suo album “Mainstream” , il secondo, che ha anche avuto un discreto successo, troviamo la chiave della sua produzione cantautorale. Calcutta si dichiara  apolitico, ma non lo è così tanto. Tra le varie provocazioni troviamo nel singolo Gaetano: “Ho fatto una svastica in centro Bologna, ma era solo per litigare”, il che è un ossimoro.

In “Evergreen”, invece, i temi cambiano -“Forse noi dovremmo fare come Dario Hubner“ -scrive.

Briciole poi è un inno alla fragilità umana : “Il mondo è un tavolo e noi siamo le briciole”, veniamo spazzati via e calpestati senza pietà.

Gazzelle, autore indie pop, invece, si mostra nel 2015, la sua è una scrittura “auto-psicanalitica”. In molte interviste dichiara di scrivere seguendo un flusso di emozioni e pensieri. Le canzoni che si distinguono nella sua produzione sono per lo più a carattere malinconico che la nuova generazione gradisce. Odia arrogarsi la presunzione di affermare di essere un’icona del momento Gazzelle , ma è proprio così. Con la sua musica offre un cantuccio perfetto per chi vuole adagiarsi nella propria sofferenza con la sua voce particolarissima.

I Canova ,band indie pop milanese , si afferma tra 2016 e 2017. Affrontano uno dei problemi più delicati e si, chiamiamoli tabù, delle nuove generazioni: ”Siamo in un momento in cui molti non hanno un obiettivo nella vita, una passione da seguire e in questo ci sentiamo molto fortunati.”

Con la loro musica tentano di far risvegliare le coscienze da questa inettitudine dilagante.

Citando gli Eugenio in via di Gioia, “Siamo giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico

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Benedetta Muscato

Benedetta Muscato
Nata a Catania il 22/10/1998
Ha conseguito il diploma presso il liceo classico "N. Spedalieri".
Attualmente frequenta Lettere moderne presso l'Università di Catania