Realtà perverse

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Da sempre la perversione ha assunto un carattere negativo nella società e nel mondo.

La sua visione è legata ad una difficoltà individuale di procedere la propria vita nella normalità, nel seguire gli stili sociali oggettivi di ogni società.

Proprio per questo motivo, il termine è soggetto a diverse interpretazioni secondo la società in cui è collocato.

Andando più in fondo possiamo dedurre che la sana forma di perversione è data da un conflitto interno all’individuo tra il suo conscio e inconscio. In questa chiave di lettura, la perversione si libera dei suoi caratteri negativi per andare oltre.

Sigmund Freud fu’ il primo ad eliminare questa dalla sua visione negativa, collocandola invece al suo polo opposto: liberazione, fuga dalla nevrosi.

Lo scontro continuo tra Es e Io dà vita a nuove realtà, a nuovi mondi.

La sua forma più sana potrebbe essere intesa come il conseguimento di piacere, qualsiasi esso sia. Sembrerebbe che proprio il seguire la propria pulsione dia vita ad un rifiuto della massa, allontanamento dalle norme sociali ma anche soggettive e intime approdando al soddisfacimento di sé stessi attraverso l’appagamento dei propri desideri.

Se ogni individuo segue i propri istinti, i propri desideri nutriti da piacere e cerca di portarli a compimento ne consegue che ognuno di noi è perverso.

L’arte, la musica, la cultura creano in noi nuovi mondi, nuove realtà che possono procurarci più o meno piacere.

E’ proprio in questa visione che la vita di ogni individuo assume reale importanza: diviene un’opera d’arte diversa da tutte le altre.

Il possedimento di un tale fattore, non del tutto negativo quindi, porta l’uomo all’affermazione di sé stesso e del mondo in cui questo vive.

A conclusione di tutto ciò possiamo intendere come vera forma di perversione il contrario di quanto detto: la chiusura, la censura, la castità, il rifiuto, e tutto ciò che di proibitivo ci sia.

Come sostenne Friedrich Nietzsche,”la madre della dissolutezza non è la gioia, bensì la mancanza di gioia”.

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Alessio Di Carlo

Nato a Siracusa, il 26/06/1997.
Studente di Filosofia presso l'Università Degli Studi di Catania.

Curioso e aperto verso ogni forma di cultura.