Blow, ecco in cosa consiste il “soffio” nella pellicola con Johnny Depp.

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Blow è un film del 2001 diretto da Ted Demme. Blow è arrivato per la prima volta nelle sale italiane il 21 settembre 2001; la data di uscita originale è il 6 aprile 2001 (USA). Il film è stato in produzione per il periodo compreso fra febbraio e maggio 2000; le riprese sono state svolte in Canada, Messico e USA. Attori principali sono Johnny Depp e Penelope Cruz.

La trama racconta della storia ascensionale di George Jung, il più noto criminale e trafficante di cocaina tra gli anni 70 e 80; chiamato anche Boston George. Fu arrestato in Messico con diverse centinaia di chili di cocaina e fu condannato con tre capi d’accusa, è stato scarcerato il 2 giugno 2014 per buona condotta all’età di 71 anni. Dopo il rilascio, dovrà scontare altri 8 anni di libertà condizionata. Quando Kristina Jung (la figlia) vide il film nel 2001 venne presa dal rimorso per non aver mai visitato il padre George (come raccontato nel finale) e andò a trovarlo nella primavera del 2002, affermando di essere dispiaciuta di non esserci mai andata prima di allora. Una volta rilasciato nel 2014, Jung ha cercato di riallacciare definitivamente il rapporto con Kristina ma la speranza è svanita nel 2017, a causa dell’impossibilità da parte della figlia di perdonarlo.

Il film sembrerebbe la classica storiella dell’uomo in ascesa, dal nulla (quando spacciava pochi grammi di erba In California), all’apice (quando diventa il maggior trafficante di cocaina a livello internazionale). Viene tradito da tutti, dall’amico fidato Diego, dalla moglie e persino dalla madre, che lo ripudia totalmente come figlio alla fine del film. Un film che sembra avviarsi verso un finale scontato, quello dell’uomo che perde tutto e tutti, che viene tradito, dell’uomo che ha costruito tanto e perde tutto in un attimo. Viene descritto bene il suo successo professionale, tra agganci e voli per il traffico di cocaina, ma la trama sembra qualcosa di ripetuto.

A mio avviso, però, una cosa, la più importante si salva di tutto il film. Il titolo non è scontato, non è messo li a caso, è qualcosa che racchiude tutta la sua storia, racchiude tutte le cose che sono davvero importanti nella vita e svaniscono come un “soffio” (Blow, appunto).

Facciamo ordine però: George è un uomo che perde la sua prima compagna stroncata da un male incurabile e di lei ne era davvero innamorata. Importante si, ma non è questo l’elemento attorno al quale riflettere. Il soffio del film riguarda essenzialmente due rapporti: quello con il padre, al quale il trafficante è fin da piccolo legatissimo, una figura che lui tenta, invano, di prendere come esempio. Il padre era un gran lavoratore, ma divenne presto povero e George voleva avere una vita diversa da quella, senza rendersi conto che tutto quello che avrebbe costruito, lo avrebbe perso in un attimo. Il padre da piccolo glielo diceva sempre: “i soldi non sono la realtà, sembrano ma non lo sono”.

George capirà queste parole soltanto alle soglie della morte del padre, attraverso un audio inviato al padre dalla prigione; un audio da pelle d’oca! Il rapporto padre e figlio che si snoda è lo scheletro del film, le delusioni che infligge al padre sono evidenti e nonostante questo George viene sempre perdonato dal suo vecchio. C’è qualcosa di più importante delle cose materiali e sono i rapporti umani, con la propria famiglia, qualcosa che devi tenere stretto a te, che non devi mai mollare, perché saranno sempre un padre o una madre a salvarti anche dalla notte più buia. Il loro amore sarà sempre incondizionato, per quanto possiamo deluderli.

Il secondo rapporto rilevante è quello con la figlia. Alla sua nascita George dice una frase: “quando vidi nascere Kristina scattò in me qualcosa”.

Cercò in tutti i modi di dare a sua figlia l’amore che aveva ricevuto lui dal padre, ma alla fine, purtroppo, ha tradito quell’unica promessa che avrebbe dovuto mantenere; la bambina aspetterà invano l’arrivo del padre fuori da casa sua, per essere portata in California e ricominciare a vivere. Per fare questo, George fece un’ultima trafficata di cocaina, per avere i soldi necessari; questo lo porterà in prigione e non poté cosi raggiungere sua figlia.

Avevo tradito una promessa, tutto quello che amo della mia vita scompare”.

Qui l’uomo ha perso davvero tutto, ha perso la figlia, il suo amore e la sua fiducia, ha perso l’unica cosa che abbia avuto un senso, in una vita fatta di tradimenti e perdite. Le cose importanti, quelle che danno valore alla nostra vita, una volta perse, portano via con se una parte di noi.

Il soffio, che nel film è anche la metafora dello “sniffare” la cocaina, segna i due momenti chiave della pellicola. Si può sempre perdere tutto in un attimo.

Il film sicuramente a tratti è noioso, lento e scontato. Johnny Depp interpreta bene il suo ruolo. Depp è bravo a tracciare il percorso decadente (anche fisico) dell’arricchito e poi redento spacciatore, mentre Penélope Cruz, esagitata compagna, è stata nominata come peggior attrice ai Razzie Awards del 2001. Tutto il resto è socialmente spiegabile, dai tradimenti dei soci, come avviene in ogni ambito della vita professionale, legale e non, alla follia di una moglie divorata dalla droga che riesce a mandarlo in carcere senza alcuna valida ragione, se non quella di ottenere alimenti dal marito.

La colonna sonora si salva bene, dalle musiche dei Rolling Stones a quelle di Bob Dylan.

Il mondo della cocaina (dalle sequenze iniziali sulla lavorazione) è ben spiegato nel film, ma dubito ci sia, nel mondo di oggi, inesperienza sui traffici illegali. Per questo, tecnicamente è un film discreto e niente di più. Il lato umano del film, che stenta a venire fuori nei primi trenta – quaranta minuti, è invece la vera anima di questo film, che volge al termine con l’atroce scena in cui George immagina di vedere la figlia che lo va a trovare in carcere. È solo un’immaginazione, è solo un sogno, è solo un soffio passato che non torna più.

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Endrio Zanti

Mi chiamo Endrio Zanti, 29 anni, studio comunicazione e lingue a Catania, aspirante giornalista, aspirazione dovuta alla passione per l'informazione e la scrittura, relative a tematiche storiche, culturali e di attualità.