La modifica della prescrizione spacca la maggioranza

2' di lettura

Se in questi giorni siete stati completamente dediti alle evoluzioni (drammatiche) della storia d’amore tra Matteo Salvini ed Elisa Isoardi, sappiate che nel frattempo una rivoluzione ha investito, o sta per investire, il mondo della giustizia.

All’interno del Decreto Anticorruzione è stato infatti inserito da alcuni parlamentari del M5S un emendamento che intende, con formula snella, quasi inesistente, eliminare l’istituto della prescrizione in costanza di processo. Puntualizziamo.

L’istituto della prescrizione, in diritto penale, si basa sul decorso del tempo e fa sì che il reato si estingua per mancanza di interesse dello Stato di reprimere il comportamento penalmente riprovevole, e anche di interesse nei confronti di una risocializzazione del reo, il quale a distanza di tempo non presenta più quei caratteri di antisocialità che giustificano appunto la risocializzazione.

Sulla Riforma della prescrizione M5S e Lega convergono: entrambe le forze politiche intendono eliminare o comunque modificare quello che viene visto come uno stratagemma dei furbi per eludere il processo. La modifica voluta dal M5S consiste in questo: la prescrizione continua a decorrere dal momento del compimento del reato al momento della sentenza di primo grado, successivamente a tale sentenza la prescrizione cessa il suo decorso. Attualmente, cioè prima della riforma, la prescrizione continua a decorrere anche dopo la sentenza di primo grado: è ben possibile che un soggetto, di cui si è accertata la colpevolezza in primo grado, possa poi non incorrere nella pena dal momento che tra questa sentenza e quella di secondo grado interviene la prescrizione, eliminando gli effetti del reato. Quel soggetto è colpevole per il giudice di primo grado, ma non subisce la pena perché il tempo ha cancellato il reato.

La prescrizione è un istituto fortemente garantista nei confronti della persona del reo, ma per come esso si configura nel nostro ordinamento esso necessita sicuramente di una modifica. Si tratta di un istituto inesistente nel diritto inglese e sicuramene meglio congegnato in altri ordinamenti. Una sua modifica, oltre che lodevole, è necessaria. Tuttavia, M5S e Lega divergono sul modo con cui questa modifica dovrebbe essere operata: due righe di emendamento all’interno di un decreto, anziché modificare in positivo un istituto che paralizza il nostro diritto, potrebbero conseguire l’effetto contrario di portare confusione. La Lega vorrebbe una legge ad hoc, che effettivamente tratti la modifica in maniera analitica e che puntualizzi modi e termini della prescrizione. Si tratta quindi di una modifica condivisa nei fini, ma sicuramente non nei mezzi.

Scopriremo solo con il passare dei giorni, al momento delle discussioni e delle votazioni in Parlamento, se il muso duro tenuto dal Movimento 5 Stelle sul tema della prescrizione spaccherà la maggioranza, o se un arretramento della Lega sul tema riuscirà a tenere in vita il Governo che già sul Decreto Genova si è diviso: non solo M5S e Lega dibattono in merito a quell’inspiegabile inserimento nel Decreto della sanatoria per l’abusivismo di Ischia, ma anche all’interno dello stesso Movimento si sono fatti avanti Senatori dissidenti che affermano un conflitto tra tale condono edilizio e i principi che animano lo statuto del Movimento.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
Michele Tarantello

Nato a Carrara il 05-08-1997. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Di Rudinì" ed oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'università di Catania.
Pensatore per natura e giornalista per passione.