La tragedia di Desirée Mariottini è più di quel che sembra?

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Desirée Mariottini era una ragazza sedicenne deceduta, tre settimane fa, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre. I fatti avvenuti in quelle ore convulse ed estremamente confuse, rimangono una traccia indelebile del degrado sociale in cui oggi l’Italia si ritrova. Desiré, infatti,  si era recata, giovedì 18 ottobre scorso, presso il quartiere San Lorenzo (un quartiere della periferia di Roma) conosciuto per lo spaccio di droga, notevolmente diffuso e altre attività nere. 

In quel capannone abbandonato in “Via dei Lucani”, Desirè e le sue amiche vi si recavano spesso; alcune persone che conoscevano la ragazza sostengono che spesso barattava la droga con il sesso, pur di farsi qualche dose. Molte, comunque, sono state le dicerie riguardo la vita della ragazzina. Basandoci sui testimoni chiamati in causa in questa storia; la ragazza aveva un pessimo rapporto con i genitori, non viveva con loro bensì con i nonni, era solita frequentare luoghi di spaccio e provare diverse droghe, insieme alle sue amiche. Le stesse “amiche” che, quella sera, hanno barattato il silenzio sulla violenza che la ragazza stava subendo per qualche “striscia”, le stesse che non hanno chiamato i soccorsi in tempo, le stesse che, avevano paura potesse succedere la stessa cosa a loro.

Molte e contorte sono le voci in questa vicenda, dalle amiche ai familiari al supertestimone che raccontava di vedere spesso Desiré in quella zona e in compagnia di quelle persone: con molta probabilità, Desirè conosceva i suoi aguzzini, si fidava di loro. L’autopsia fatta sul corpo della giovane rivela il decesso per overdose, mix letale realizzato con eroina, metadone, pasticche di Rivotril(antidepressivi spacciati come droga), crack e molti sedativi; in seguito, lo stupro ripetuto, la polizia sostiene “per dodici ore” da parte di tre, forse quattro o addirittura sette, individui di sesso maschile, che hanno visto nel corpo di Desirè, agonizzante in un letto sudicio, un ottimo strumento per svuotare la mostruosità che erano, che sono e che saranno.

Per la ricostruzione dei fatti, sono inoltre molto rilevanti le testimonianze di altre ragazze che erano solite frequentare quello stesso posto: Quelli manco sapevano che l’avevano stuprata, gliel’ho detto io. “Pezzi de m… state tutti a fumà crack, guardate che colore c’ha sta pischella”», dice Giovanna. 

“Potevano limitarsi a fare sesso, basta e ciao. E invece no, hanno dovuto giocà così co la vita de na ragazzina di 16 anni. Ma poteva tenè pure 30, non si fa” il commento di Noemi. La stessa Noemi, avrebbe consigliato alla ragazza di calmarsi e accettare i loro “sporchi comodi” e poi avrebbe avuto la dose.

Gli aguzzini della ragazza sono in stato di fermo, hanno età comprese dai 26 ai 46 anni, vivevano in luoghi abietti ed erano tutti extracomunitari; uno di loro era stato fermato qualche anno fa per possesso di droga. Si vuole porre l’accento, in questa sede, sul degrado sociale di cui si è fatto menzione all’inizio. Un imbarbarimento delle esigenze, delle richieste, che diventano di giorno in giorno più cruente, spietate, forti. 

Molti hanno sostenuto che la ragazza si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma vi è da riflettere sul perché si trovasse in un capannone dove asservimento e schiavismo (tanto alla droga, quanto alle richieste sessuali) erano le parole chiave. Dall’altro lato, l’assenza di umanità, unico documento necessario che serve davvero per poter essere chiamati “cittadini”, non ha mai avuto personificazione migliore come i tre fermati: Mamadou Gara, Brian Minteh (senegalesi irregolari, in Italia), Alinno Chima(nigeriano) e se ne stanno cercando altri. Una vita  Salvini twetta, immediatamente, contro i responsabili, la Raggi chiede giustizia e verità, il presidente della camera Roberto Fico parla di comunità solidale, di amore e partecipazione per togliere i conflitti.

Tutti chiusi nelle proprie fortezze politiche, ideologiche, assolutamente inconfutabili, osservano l’orrore che avviene nel nostro paese lasciando che prosegua imperterrito a falciare uomini, coscienze e vite, nel disinteresse più assoluto di tutti, come nella fattispecie. 

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Giulia Giardina

Nata a Catania, il 23/09/1998 si é diplomata presso il Liceo Classico statale "M. Cutelli". Studentessa di Lettere presso L'università degli studi di Catania.