La Pompei che vive

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La forza della storia, che neanche la natura riesce a cancellare, è nuovamente emersa, con tutto il suo splendore ritratto su volti antichi.
Pompei fa all’uomo un altro regalo: un grande affresco venato di erotismo, un’iconografia molto esplicita: un’insolita scena dell’amore tra Leda, moglie di Tindaro re di Sparta, e il grande cigno, sotto le cui spoglie si nasconde Zeus, innamorato della bella regina. 

I colori e le fattezze sono vividi, lineari e sensuali, sopravvissuti alla furia dell’eruzione e del tempo. La donna appare quasi del tutto nuda, appena accarezzata da un drappo dorato, con lo sguardo rivolto all’osservatore, e le gambe aperte ad accogliere il Cigno. 
Gli archeologi e il direttore di Pompei, Massimo Osanna sono concordi dell’affermare «Posa più esplicita di questa non poteva esserci: un’immagine che nella cittadina romana, che pure quel mito arrivato dalla Grecia lo conosceva bene, non si era mai vista». 
Il modello di riferimento sembra essere particolarmente colto, la Leda del greco Timòteo, grande scultore del IV secolo avanti Cristo. 

Dopo il ritrovamento, per esigenze di sicurezza del sito, gli altri ambienti di questa ricca dimora non potranno purtroppo essere riportati alla luce. 
Tanto che per mettere in salvo gli affreschi, anticipa Osanna, «si valuterà con i tecnici e con la direzione generale archeologia l’ipotesi di rimuoverli e di spostarli in un luogo dove potranno essere salvaguardati ed esposti al pubblico».

Il ritratto si trova infatti, nello scavo della Regio V (la porzione mai indagata della città vesuviana, e al centro di un vasto intervento di ricerca, che continua a regalare sorprese ormai ininterrotte da cinque mesi di lavoro). In particolare, è situato sulla parete di una piccola camera da letto, che appartiene a una domus affacciata sul lato orientale di via del Vesuvio: una parallela della ormai famosa Via dei Balconi. Una dimora opulenta e piena di decorazioni che rimarranno ancora celate, per salvaguardarne di altre.

Il rigorismo della storia insegna questo: salvaguardare il presente, imparando dal passato per preservare il futuro.

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Costanza Agnello

Agnello Costanza Maria, nata in provincia di Catania il 09/04/97.
Diplomata al liceo scientifico di Scordia e ad oggi studentessa di giurisprudenza presso la facoltà di Catania.
Vivo di associazionismo, osservo la realtà e rifletto cautamente.