Joker o Batman? Chi è davvero il cavaliere oscuro?

Oltre il sì o il no, il vero ed il falso, il bianco ed il nero, c’è sempre e comunque, una zona d’ombra.

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Uno spaventoso e spietato clown dalla faccia sfigurata che agisce senza alcuna logica, con il solo scopo di creare il caos, conosciuto semplicemente come Joker (Heath Ledger). Seppur non compreso fino in fondo dai capi mala, Joker viene da questi assoldato per eliminare dalla piazza l’uomo pipistrello che, nel frattempo, ha unito le sue forze col valente e integerrimo (?) procuratore distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart).

Se, da una parte, abbiamo un uomo che ha scelto di operare per il bene per far sì che non ci sia più bisogno di altri giustizieri mascherati nati dalla violenza come lui, dall’altra c’è un individuo che non agisce in maniera razionale, intelligibile. L’unico stimolo che lo muove è il desiderio di dare origine al caos, di mettere letteralmente fuoco all’ordine prestabilito delle cose mettendo in luce le ipocrisie degli abitanti di Gotham tramite “esperimenti sociali” perversi.

 Tutto ruota attorno al concetto “d’identità”. Cos’è che ci rende ciò che siamo? Sono le nostre scelte a determinare quello che realmente siamo e, anche se lo spietato Joker afferma che, in realtà, la vera natura di un uomo si scopre solo negli ultimi istanti di vita, la scelta di Batman di vivere nell’ombra e di sorvegliare Gotham senza godere dell’amore e del clamore normalmente attribuito ad un eroe, vanificherà, almeno in parte le profetiche parole dello psicopatico.

Sei solo un mostro…come me!”, sentenzia il Joker rivolto a Batman in una scena. Mostri diversi mascherati!

Le due metà della mela, le due facce della medaglia che si completano a vicenda, tanto che il vero interesse del Joker è continuare questo perverso passatempo di morte perché, a conti fatti, lui e Batman si completano a vicenda. Tanto che diviene lecito chiedersi “ma è davvero Batman l’eroe di cui Gotham ha bisogno?”. Ed è nella zona d’ombra che nasce da quest’interrogativo che si pone la figura di Harvey Dent, il procuratore distrettuale di Gotham che agisce nei sentieri, parimenti pericolosi, della legalità alla luce del sole, che combatte il crimine nei tribunali piuttosto che corazzato di Kevlar nei vicoli bui della metropoli. Contrariamente a Batman che, nelle parole del saggio e paterno maggiordomo Alfred, è l’unico a poter sostenere il peso dell’odio della gente per perseguire un fine ben più elevato, Dent è il Cavaliere della Luce, colui che senza bisogno di falsificare la propria identità, può ridare speranza ai cittadini di Gotham. Il dubbio è se la sua volontà sarà così ferrea da annichilire la forza eversiva del Joker. Chi vincerà? Forse è il caso di lanciare una monetina. Testa o testa bruciata?

La domanda è: chi sono i buoni e i cattivi nel “Cavaliere Oscuro”? La prima cosa certa è che il regista ci ha mostrato che di base, non esistono persone buone o cattive, esistono “persone”. Chiunque può cadere in un burrone, può commettere errori, in quanto la mente umana, per quanto brillante e flessibile possa essere, è un filo di rasoio sottilissimo. Siamo tutti umani e tutti possibili vittime della corruzione (del denaro prima di ogni cosa).

Joker è il nemico perfetto di Batman, non si riconoscono in lui dei punti deboli, è l’uomo del caos, dell’anarchia. È un personaggio altamente politico. È l’incarnazione di una visione del mondo alternativa (forse) a quella che ci viene mostrata, di una società corrotta, anarchica e senza una vera guida.

Certe persone vogliono solo vedere bruciare il mondo” (Alfred a Bruce Wayne).

È un personaggio confondente ma sicuramente non confuso in sé. Cerca sempre di confondere e creare illogicità a chi si trova davanti; basti pensare alle diverse storie che racconta sulle cause delle sue cicatrici facciali. Non sono messe li a caso quelle menzogne e tutta quella confusione: la confusione che crea è il sinonimo dell’anarchia, della mancanza di regole, della capacità dell’uomo di distruggere un proprio simile. Non siete convinti? Nel film ci sono tanti esperimenti sociali (come definito dal clown), in cui Joker tenta di dimostrare le sue “teorie”del caos: le bombe messe sulle due navi ed i detonatori di queste dati direttamente ai passeggeri di entrambi gli scafi. Lui è sicuro, nella sua (il)logicità, che in una delle due navi, qualcuno, avrebbe scelto di far saltare in aria l’altra nave, ossia abbia agito in modo caotico e crudele, ma cosi non è stato. Sarà lo stesso Batman a ricordarglielo: queste persone ti hanno appena dimostrato che c’è ancora qualcuno disposto a credere nel bene.”

Alla fine, cerca di sconvolgere la mente di un’intera città – e la città capisce il suo bluff. Oppure anche questo rientrava nel suo piano? Sembra precipitare verso la sua stessa morte, ridendo come un bambino. E quando viene salvato da Batman, l’unico individuo che non era riuscito a manipolare o spezzare, è beato e sollevato (e visivamente trasformato).

Ma, Joker qualcosa è riuscita ad ottenerla. Harvey è infatti il suo esperimento più riuscito, quell’uomo che agiva alla luce del sole, amato dalla gente, il cavaliere della luce, il paladino della giustizia di cui tutti avevano bisogno. Joker è riuscito a trasformarlo in un mostro (non solo fisico), ma un mostro psicologico, un assassino che affida la vita degli altri alla sua moneta, al caso (caso è anagramma di caos, ci pensate?). Se una persona di tale spessore e benevolenza è stata letteralmente catapultata nel mondo buio di Joker, quali altre speranze di redenzione ci sono per noi tutti?

Ed ecco a cosa serve Batman, a cosa serve un eroe come lui, ad addossarsi ancora una volta le colpe, a prendersi e farsi carico di tutte le responsabilità dei crimini di Dent. Ha una sua logica questa presa di posizione del nostro eroe; la speranza della gente era tutta nelle mani di Dent e nessuno sarebbe mai riuscito ad averne ancora, scoprendo cosa invece avesse fatto “due facce”. L’unica soluzione era continuare ad agire nell’ombra, prendersi la colpa e sparire nell’oscurità…questo è il vero Cavaliere Oscuro, a mio avviso.

Perché certi uomini non cercano qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare, né dominare. Non ci si ragiona, né ci si tratta. Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo“.

Joker ha vinto, ma forse, in fondo, nessuno lo ha mai saputo…

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Endrio Zanti

Mi chiamo Endrio Zanti, 29 anni, studio comunicazione e lingue a Catania, aspirante giornalista, aspirazione dovuta alla passione per l'informazione e la scrittura, relative a tematiche storiche, culturali e di attualità.