Confine Usa-Messico. Cocaina e armi passano, ma non uomini, donne e bambini.

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Centinaia di migranti nei giorni scorsi hanno cercato di forzare i blocchi per entrare negli Usa. Subito gli americani hanno chiuso gli accessi di Tijuana e San Diego, ma il 26 notte hanno riaperto i confini. Il governo messicano per rassicurare gli Usa, rimpatria e rimpatrierà tutti i migranti che hanno valicato o che valicheranno in modo violento e illegale il confine con gli Stati Uniti D’America.

Essi scappano da una situazione economica e sociale drammatica, cercando di lasciarsi alle spalle disoccupazione, violenze, povertà e conflitti civili. La maggior parte dei migranti provengono dall’ Honduras, uno Stato, anzi un NarcoStato, situato nella parte centrale dell’America Latina. La situazione è molto grave, il fratello del presidente Hernández, Juan Antonio Hernández è stato arrestato per traffico di cocaina. Secondo gli investigatori Hernández avrebbe passato l’ultimo decennio a trasportare cocaina dal Centro America agli Usa. Gestiva tutto lui, dalla sicurezza dei carichi al riciclaggio di denaro, anche con l’aiuto di contratti con le agenzie del governo honduregno. Inoltre, l’Honduras è una sorta di deposito di cocaina proveniente da: Bolivia, Colombia e Perù; successivamente i messicani dopo averla raccolta, la “esportano” negli Stati Uniti. Scappano, come detto prima dall’eccessiva violenza, il tasso di omicidi in Honduras è tra i più alti al mondo e fa notizia nei giornali, solo i pochi giorni dove non vengono commessi omicidi. L’ultimo è stato l’11 ottobre, dopo ben 716 giorni. L’esercito in nome della lotta alla criminalità risponde con posti di blocco, città militarizzate e repressione violenta. Intere aree si svuotano, e i quartieri vanno in mano alle gang, il cui principale ruolo è quello di fare da intermediari tra i narcotrafficanti e i circuiti di distruzione nord americani ed europei.

L’unica speranza è l’accoglienza, non è possibile che da una frontiera passi cocaina ed armi e non uomini, donne, bambini che scappano da una situazione disperata. La politica americana non può girarsi dall’altra parte. Nei territori del Centro America l’unica economia che vince e di conseguenza domina, è quella criminale. Se continuiamo a far finta di niente, non lamentiamoci se poi “bussano alla nostra porta”, loro cercano soltanto un posto migliore in cui vivere, perché nei loro paesi tutto questo gli viene negato.

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Carmelo Schillaci

Nato a Cuneo il 15/01/2001. Frequenta il quinto anno del liceo "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
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