“Cara mamma, mi dispiace che sei morta”. Corinaldo: il concerto che si trasforma in tragedia

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Quella dello spray al peperoncino è, a nostro malgrado, una moda divenuta sempre più frequente tra i giovani, anche e soprattutto in occasione di concerti di musica trap che arreca gravi danni alla salute e situazioni di grande disagio. Questo è proprio quello che è accaduto nella notte, tra le 12 e l’1, di venerdì 7 dicembre nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, provincia di Ancona. Dove, lo spray inalato nell’aria ha causato la morte di cinque giovanissimi, dai 14 ai 16 anni, e di una donna di 39 anni che aveva accompagnato la figlia undicenne al concerto di Sfera Ebbasta, cantante trap, che si sarebbe dovuto tenere quella sera.

Mamma mi ha protetto fino all’ultimo istante, cercava di farmi spazio con il suo corpo per non farmi schiacciare, poi è caduta in basso.” Racconta la figlia a un noto quotidiano. “Stavamo ballando in attesa che cominciasse il concerto, quando abbiamo sentito un odore acre” dice un ragazzo lì presente. “Abbiamo cominciato a tossire e lacrimare, tantissimi ragazzi volevano uscire e hanno cominciato a spingere, sono caduti tutti sopra di me e io stessa sopra altre persone” dice un’altra al quotidiano “La Repubblica”.

Dalle testimonianze, si pensa che sia stato un ragazzo incappucciato minorenne, a spruzzare lo spray nell’aria rendendola irrespirabile. L’identificazione del ragazzo suggerita dai presenti, fu confermata dai video dei soccorsi. Per di più, il presunto colpevole è stato fermato dalla polizia nella giornata del 9 dicembre in possesso di cocaina e eroina e una somma di contanti. Trattandosi di un minorenne e non avendo elementi o video contro la sua persona, la procura ha deciso di procedere lentamente e con cautela. I nonni, con i quali il ragazzo vive, hanno affermato che il ragazzo non era andato in discoteca ma che quella notte si trovava con la fidanzata ma, di contro, ci sono tre ragazzi che lo hanno identificato come “quello che ha spruzzato lo spray”.  La situazione è infatti molto complicata.

Il ragazzo è comunque stato inserito nel registro degli indagati per “Atto dovuto” e per “Omicidio preterintenzionale”. Con lui sono indagate altre sette persone, tra cui i 4 titolari e i 3 soci della discoteca per “Concorso in omicidio colposo aggravato”.

Le indagini, infatti, non si sono dedicate esclusivamente a quanto causato dallo spray ma anche sulle misure di sicurezza adottate della discoteca. “I buttafuori hanno aperto le uscite del retro della discoteca, io sono uscito dalla porta principale e ho visto che c’era una scalinata in discesa senza parapetto, come se ci fosse un burrone.” Dice un testimone al “Messaggero”. 

 Anche il questore di Ancona si è espresso in merito alla vicenda, smentendo le voci di chi sostiene che l’uscita di sicurezza fosse chiusa, affermando invece che i due parapetti laterali dell’uscita sono venuti meno facendo cadere le persone una sull’altra.

Capocasa, per il quotidiano locale “Cronache di Ancona” sottolinea il fatto che, il numero dei partecipanti all’evento era di gran lunga maggiore rispetto al numero massimo di posti consentiti dalla sicurezza. “Sono stati venduti, dalla discoteca, più biglietti rispetto al numero di persone che il locale potesse contenere” spiegano i carabinieri alla testata marchigiana. Si parla di circa 1400 biglietti venduti per una sala adibita per 500. La capienza massima del locale è di circa 800 persone ma quella sera, l’evento si sarebbe tenuto nella sala principale.

Il cantante, che sarebbe dovuto salire sul palco alle 2, si mostra profondamente addolorato per quanto accaduto, annunciando che, per rispetto nei confronti delle vittime e dei loro parenti, cancellerà tutte le date del tour e degli instore, ricordando che la musica dovrebbe unire e fare divertire.

Non è la prima volta, che, durante i concerti, venga utilizzato questo tipo di spray, molto spesso, allo scopo di mettere a segno dei furti. Ricordiamo il caso similare del 7 novembre scorso all’Alcatraz di Milano o quello dell’8 settembre a Cuneo proprio durante il concerto di Sfera Ebbasta. Fortunatamente, in questi casi, non ci sono state vittime gravi. Ad Ancona, invece, circa 120 ragazzi sono rimasti feriti di cui 7 gravemente.

Le ultime notizie confermano, però, che una ragazza si è fortunatamente risvegliata dallo stato di coma. La situazione è, invece, critica per i familiari di Eleonora Girolimini madre 39enne rimasta uccisa dalla calca. Eleonora lascia 4 figli: l’undicenne che la donna aveva accompagnato all’evento, un neonato e due gemelline di 7 anni. Queste ultime hanno voluto scrivere un biglietto d’addio alla madre: “Cara mamma, mi dispiace che sei morta”.

La vicenda portatrice di un inspiegabile dolore per chi ha perso la madre e per chi ha perso i figli, ancora troppo giovani, non si risparmia a inutili polemiche: il terribile accaduto si è diffuso anche tra il popolo meno giovane del web, riservando critiche e aizzando polemiche alquanto inconsistenti e poco pertinenti al doloroso epilogo.

C’è chi, senza troppo riguardo, assalta i testi del cantante considerandoli “diseducativi” e dai contenuti eccessivamente espliciti, quasi a voler addossare la responsabilità di quanto è successo al trapper e ai suoi testi. Ci sono invece, coloro che offrono parole rimproveranti ai genitori che “disattenti” permettono ai loro figli, eccessivamente piccoli, di frequentare le discoteche e di ascoltare e seguire, andando persino ad un concerto, questo tipo di musica paragonandola a quella che, “ai loro tempi”, faceva tendenza considerata di gran lunga migliore.

Queste non sono nient’altro che polemiche sterili, futili che hanno poco a che fare con questa tragedia, la cui responsabilità non è certo quella di un cantante o della sua musica che, se pur non apprezzata da qualcuno, è seguita dai più giovani aventi il diritto di assecondare i propri gusti e di divertirsi. La responsabilità ricade, piuttosto, su chi acquisisce comportamenti dannosi che fanno presto a diventare pericolose tendenze. E di chi, incurante delle conseguenze, si dedica all’organizzazione di eventi senza il dovuto rispetto e riguardo alle norme di sicurezza.

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".