Baby: tanto – troppo fumo – e niente arrosto.

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Protagonista dei dibattiti online delle ultime settimane, è stata la serie scandalo “Baby” lanciata da Netflix. Questa volta nessuna vicenda allucinante o oltre oceano, si tratta di una storia che trae le sue radici dalla realtà italiana.

Andrea De Sica – il produttore – ha voluto inscenare la vicenda svoltasi ai Parioli (quartiere della “Roma bene”) che ha visto protagoniste due giovani – giovanissime – squillo di soli quattordici anni che non volevano rinunciare alla loro sfarzosa vita.

Babyripartendo da questo punto, racconta la vita di due ragazze: Chiara (interpretata da Benedetta Porcaroli) è una ragazza modello, apparentemente timida, diligente ed impegnata nel sociale; completamente diversa è Ludovica (Alice Pagani), un connubio di nervi fragili che si ritrova in mezzo alla faida tra due genitori troppo presi da se stessi per curarsi di lei che, nel frattempo, cerca di vivere la sua vita come meglio crede.

Entrambe alunne della stessa scuola ma in due sezioni differenti, si incontrano casualmente nel bagno della scuola e da lì le due diventeranno magicamente inseparabili. 

La storia si dipana dal loro punto di vista e mostra come anche il mondo perfettamente patinato della bella gente, mostri faglie molto più profonde di quel che ci si aspetta.

Chiara è soffocata da questa realtà e non fa che vivere nelle menzogne – prima verso i suoi amici, poi verso i suoi genitori – vive con malessere la scelta dei genitori di rimanere sotto lo stesso tetto seppur separati, ogni evento negativo sembra minare il suo, già instabile, equilibrio mentale; è qui che giocherà un ruolo importante Ludovica, la ragazza-scandalo evitata da tutti perché vittima della diffusione di un video intimo, Chiara resta ammaliata dalla sfacciataggine della compagna verso la vita e dalla sua promessa di libertà… 

Sarà proprio questo che le porterà a frequentare uno dei locali più in di Roma, essendo inizialmente inconsapevoli burattini di Saverio, il gestore del locale che aveva ben altri progetti per loro.

La serie, sebbene tratti di un tema accattivante, non ha riscosso il successo desiderato, gli spettatori più che una serie scandalo, si sono trovati davanti un classico drama teen; di quanto accaduto a Roma nel 2014 infatti, si parla poco e niente, solo in alcune scene si inframezzano spaccati della loro prostituzione, rendendo quei momenti quasi romanzati e privandoli della gravità che invece dovrebbe contraddistinguerli.

Il ritmo della storia poi non è mai stabile, si alternano lunghi periodi in cui la scena sembra non finire mai, a scene decisamente troppo repentine che meriterebbero invece più attenzione

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare però, il cast di Baby è davvero talentuoso e riesce a giostrare molto bene la scena, non scandendo mai – o quasi mai – nello squallido, si tratta di attori emergenti e interessanti che sicuramente hanno mostrato la loro capacità di stare davanti la telecamera. 

Non tutto è perso, la serie – composta da sei episodi – ha lasciato un finale decisamente troppo aperto ed infatti una seconda serie è stata annunciata, Babyè ancora in tempo per non cadere nello stereotipo della minestrina americana riscaldata, basta solo alzare l’asticella.

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Andreamaria Santoro

Nata a Catania il 29/12/1998.
Diplomata al Liceo Classico “Gorgia” di Lentini.
Studentessa della facoltà di Giurisprudenza presso L’Università degli Studi di Catania.
Amante della cultura greca e giapponese.
Anima gattopardiana.