Democrazia clandestina

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I 47 migranti a bordo della ONG Sea Watch sono in mare da quasi due settimane, a qualche miglio della costa di Siracusa. Il ministro dell’Interno ha negato lo sbarco. I soliti slogan (iononmollononarretrodiuncentimetroportichiusicuoriaperti) e le solite farneticazioni sulla difesa dei confini. C’è uno zoccolo duro che darà sempre ragione a Salvini, che lo appoggia incondizionatamente.

Ma la collaudata macchina da consensi leghista registra qualche scricchiolio: domani in Senato si voterà sull’autorizzazione a procedere contro il ministro per i fatti della Diciotti (di agosto). Se inizialmente il leghista aveva mantenuto toni sprezzanti (“mi processino pure”) ieri –in una lettera al corriere della sera– ha chiesto che non si procedesse contro di lui. Si è arrampicato sugli specchi, affermando che ha agito eseguendo la volontà popolare. Evidentemente ha valutato eccessivi i rischi cui andava incontro nel processo.

Ora i 5S sono in difficoltà: da sempre ululanti giustizialisti, stavolta dovranno negare l’autorizzazione a procedere. Non è un caso se (il sempre concentratissimo) Toninelli e quel disgraziéto di Di Maio hanno fatto sapere che processare Salvini è “un processo all’intero governo”. Non necessaria, è l’ulteriore conferma che Lega e 5S sono diversi e irriducibili su molti punti, ma sono entrambe formazioni politiche di Destra. Neanche moderata. E hanno voglia –Grillo su tutti- di liquidare la questione con sufficienza: “destra e sinistra sono morte, opposizioni vecchie e superate”, perché, se la sinistra è moribonda, la destra scoppia di salute.

E’ ormai il quarto caso -dall’insediamento del governo- di una nave carica di immigrati impossibilitata a sbarcare: una fetta dell’opinione pubblica comincia a dissociarsi, ad avere dei dubbi. E’ mai possibile che 47 fra uomini donne e minori possano rappresentare “un pericolo per la sicurezza”? E’ mai possibile che una vicenda del genere impegni giornali e televisioni per giorni e giorni? E’ mai possibile che l’ottava potenza del mondo non riesca a farsi carico di meno di 50 esseri umani? I fatti di questo gennaio sono stati destabilizzanti: le ONG, ma anche lo sgombero a Castelnuovo di Porto.

Lì, vicino Roma, un CARA (centro accoglienza richiedenti asilo) è stato chiuso e fatto sgomberare. Centinaia di africani, di persone con regolare permesso di soggiorno sono stati costretti ad abbandonare la struttura. Non c’è logica né progetto, né destinazione per gli “sgomberati”: ingrosseranno le file dei tanti disperati che dormono e bivaccano alla stazione Termini. Si rimane sgomenti, attoniti.

Ma come si reagisce? Nessuna forza politica riesce a dar voce a chi non ci sta, a chi è contro. Assistiamo con impotenza alla rarefazione della democrazia: perché -pur tra mille affanni- questo governo durerà almeno fino alle Europee. I risultati delle elezioni di maggio saranno decisivi: se Salvini –come è probabile- supererà i grillini, potrà far saltare l’esecutivo e spostare gli equilibri a suo vantaggio. Ma saranno da tener d’occhio anche le percentuali: il capo della Lega è attualmente popolarissimo, sembra ubiquo e infallibile. Ci si attende un exploit straordinario e ogni risultato sotto il trenta per cento potrebbe rivelarsi deludente.   

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Marcello Fisichella

Nato a Napoli nel '98, dagli anni del liceo, classico, mi sono trasferito a Catania. Frequento il primo anno di lettere moderne qui a Catania.