Dio di un nuovo mondo

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“Questo mondo è marcio”

Difficilmente qualcuno si trova in disaccordo con questa frase, poiché tutti sono ormai consapevoli del male che avvolge il nostro mondo , la nostra era, nella quale l’odio, la criminalità, il conformismo, la paura per il diverso e l’ossessione per il guadagno  regnano da supreme governanti, annebbiando la mente dell’uomo con la  fantomatica chimera di un opportunità di ascesa  sociale, ottenibile solamente con la distruzione, morale e fisica, delle ambizioni del prossimo, escludendo a priori chi vorrebbe sottrarsi, perché ancora crede nei valori umani, da questo circolo vizioso fatto di morte, egoismo , odio, che a nessuno lascia scampo, perfino a chi lo fomenta, una sorta di imperatore oscuro che, cerca di insidiarsi in ogni cosa e persona,  mostrandosi come il giudice la giuria ed il carnefice, capace di elargire apparenti  premi  in accoppiata a nefaste punizioni, a chi merita e viceversa. Se è vero che tutti sono consapevoli di ciò, è anche vero che  più o meno tutti, in modi diversi , ne siamo responsabili e fomentatori, pronti ad elargire critiche e giudizi su qualcuno o qualcosa di cui a volte non si conosce nulla, e certamente se qualcuno si trovasse di fronte la possibilità di divenire il cosiddetto imperatore oscuro, difficilmente  utilizzerebbe tale opportunità per non fare il proprio interesse, a discapito di chi si oppone ad esso, anche in buona fede, divenendo dunque il malefico flusso che precedentemente criticava e con tanto fervore combatteva. 

La situazione sopradescritta è proprio quella in cui si ritrova Light Yagami, un giovane studente che si ritrova tra le mani uno strumento tanto potente quanto pericoloso, che gli permette di giostrare a proprio piacimento e secondo le proprie regole il mondo degli uomini, il Death Note, dal quale prende il nome l’intera omonima opera.

Death Note è un cartone animato, o anime, giapponese, diretto da Tetsuro Araki, tratto dal manga omonimo, scritto da Tsugumi Oba, e illustrato da Takeshi Obata.

Death Note riuscì a riscuotere grande successo sia tra gli appassionati di tali produzioni artistiche, sia tra i neofiti di tali prodotti, ciò è dovuto  all’onirica sceneggiatura nella quale aleggiano argomenti di universale interesse, non riguardanti esclusive classi sociali e culturali, ma  l’intero genere umano, che inevitabilmente si sente coinvolto, capito, e criticato da questa incredibile opera, capace di non risparmiare niente e nessuno dalla sua invettiva morale.

La storia si incentra principalmente intorno alla figura di Light Yagami, un popolare e geniale studente giapponese, che trascorre le sue giornate tra varie letture  e l’infinita noia e rabbia che ormai l’oblio della sua società  gli reca, una società in mano a signorotti corrotti, ai criminali,  all’ignoranza e all’odio razziale,  e proprio verso questa Light dimostra un odio  pressoché totale, ma consapevole di non essere in grado di cambiare le cose, sviluppa un  principio di enfatizzato egocentrismo che lo porta a sminuire, mediante un agghiacciante ed apatica indifferenza, tutto il genere umano, dai suoi compagni di classe fino alle persone a lui più care, considerati da lui mentalmente inferiori e noiosi. Questo lo porta a recludersi per quasi tutto il tempo nell’oblio della sua stanza, dove freme, consapevole della sua impossibilità di cambiare il mondo che lo circonda.

Light, durante un tedioso, ed apparentemente comune, giorno della sua vita da studente, trovò, all’uscita da scuola, per pura coincidenza umana, un semplice  quaderno nero, che recava la scritta “Death Note”, messo questo nella propria borsa, il giovane si diresse, come se nulla fosse, verso casa. Il ragazzo durante il suo pomeriggio di studio, era spesso distratto, la noia  e la curiosità lo dilaniavano dall’interno,  alzatosi dalla sedia di scatto prese il quaderno, trovato precedentemente  e lo aprì, la prima frase che catturò la sua attenzione  fu “ L’umano il cui nome è scritto  su questo quaderno morirà”, una frase inquietante, insolita, comica  al cospetto di una mente tanto geniale quanto superba come quella di Light, che si fece beffe di ciò e richiuse il quaderno.

Un pomeriggio il giovane studente, sempre più annoiato, si mise a guardare il notiziario in tv; omicidi, rapine, stupri, light era disgustato da ciò e sull’orlo di una crisi nevrotica scrisse il nome del criminale, pocanzi citato dal notiziario, sul celeberrimo quaderno, dopo 40 secondi pervenne immediatamente la notizia dell’improvvisa morte del criminale, ciò lasciò  di stucco ed impaurì Light, che titubante , continuo a scrivere nomi su quel quaderno, ottenendo il medesimo  definitivo effetto. La consapevolezza del giovane di possedere uno strumento di morte  dotato di cotanto potere,  impaurì fortemente Light che in preda al panico nascose immediatamente il quaderno, cercando di dimenticare tutto, ma ovviamente non riuscì nell’impresa.

Giornalmente, la voglia di capire e di scoprire da dove provenisse ed a chi appartenesse tale strumento, cresceva sempre più, superando la paura che lo stesso strumento gli aveva provocato. La risposta a tali domande non tardò, poiché appena Light fece rientro nella sua stanza, si trovò di fronte un’ ignobile creatura, dalla forma umanoide,  caratterizzata da un pallore lunare e da grandi, scrutanti  e viscidi occhi.

Inutile dire che il ragazzo cadde tramortito in preda alla più totale angoscia, ma questa in un brevissimo lasso di tempo venne occultata dalla curiosità di sapere di fronte a cosa o chi si trovasse davanti. La suddetta creature portava il nome di Ryuk, e si identificò come uno shinigami , figura del folklore giapponese  vicina alla morte, poiché ne rappresentava la personificazione, proprietaria dunque del death note, che aveva appositamente gettato nel mondo degli umani , mediante il quale giostrava la vita e la morte degli uomini.

Dopo aver appreso da Ryuk il potere posseduto dal quaderno, Light sostituì  il suo sentimento di angoscia con il desiderio di vendetta e di giustizia verso il genere umano, verso il quale decise di avviare un piano di pulizia dalla criminalità, per fare del mondo il posto perfetto in cui vivere,  di cui lui sarebbe stato l’anonimo  Re e Dio.  Iniziò dunque l’era  del terrore di Kira, il nome che le gente affidò a questa misteriosa entità omicida che ripuliva il mondo dal crimine, o da chi manifestasse pubblicamente la volontà di opporsi al nuovo Dio del nuovo mondo. Questa furia omicida attirò ovviamente l’attenzione della polizia , che si rifiutò di credere all’esistenza di questo nuovo Dio, attribuendo tutte le esecuzioni alle azioni dirette o indirette  di un serial killer.

Si aprirono dunque delle indagini approfondite, il cui scopo era l’identificazione e la cattura, qualora fosse possibile, di Kira. La direzione di questa difficile, se non impossibile, indagine, venne affidata  al  detective migliore e più intelligente del mondo, “L”, entità  inizialmente  anonima,  che dimostra da subito delle disumane capacità deduttive, un atteggiamento molto simile a quello di Light, ed un’intelligenza  se non superiore, almeno pari a quella dell’anonimo killer, inizia così dunque uno scontro  di menti che andrà avanti per 6 anni, diventando ancor più forte quando le persone nascoste dietro tali entità si troveranno faccia a faccia  ignari l’uno del ruolo dell’altro, ed è proprio durante questa fase che le molte analogie presenti nei due personaggi emergono in maniera ancor più esplicita, mostrandosi come due facce della stessa medaglia, spinte da obbiettivi diversi, ma forgiate dalla stessa materia  emotiva.

Si scontrano dunque due fazioni , la giustizia e la vendetta il bene ed il male, ma è cosa difficile identificare quale sia l’uno e quale sia l’altro, poiché la caratteristica che più colpisce duro di quest’opera, è proprio la sua capacità di scavare ed arrivare nei più profondi meandri  dell’animo umano,di colpire e sollecitare le  più  occultate  volontà dell’uomo, quelle libere da ogni apparente  vincolo politico, sociale e morale , per  uscirle allo scoperto, e solo ad allora colpire l’uomo  con lo schiaffo  morale che merita , quello schiaffo che lo rende consapevole della sua umile condizione di esistenza, che lo solleva dalla possibilità e soprattutto dalla capacità di  lanciare definitivi giudizi su tutto e tutti, senza avere nemmeno la minima concezione di ciò che giudica, facendo scendere molti uomini dall’immaginario piedistallo di superiorità sociale e morale, sul quale da soli si sono posti .

Death note si qualifica a pieno titolo come uno dei massimi capolavori di questo genere di produzione artistiche, rendendosi però accessibile ad un pubblico più vario, poiché contiene tracce tipiche degli shonen giapponesi , abbinate a caratteristiche tipiche dei thriller o polizieschi  americani, ed infine una trama e dei dialoghi che non conoscono distinzione politica, etnica, religiosa, sociale,  riuscendo in sole 37 puntate a valicare i confini del morale e dell’immorale, ad ascendere al di la del bene e del male.

“ Se uccidi un uomo sei un assassino
Se ne uccidi dieci sei un mostro
Se ne uccidi cento sei un eroe
Se ne uccidi mille sei un conquistatore
Se ne uccidi a migliaia sei un DIO…..”


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Alberto Pantò

Nato a Bronte.
Studente di Beni Culturali - Storico Artistici presso l'Università di Catania.
Semino dubbio, raccolgo cultura, vivo di bellezza