Polemica sulla scuola al Sud, raccolte 25 mila firme per lettera al ministro Bussetti

Una petizione lanciata da una associazione studentesca di Catania: "Parole del ministro esprimono disprezzo verso il meridione"

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Dopo le parole del ministro dell’Istruzione Marco Busetti contro gli insegnanti del Sud che “devono mettersi a lavorare e fare di più”, un’associazione studentesca di Catania, Nike, vicina al centrosinistra, ha lanciato una petizione su change.org. E in poco tempo ha raccolto 25 mila adesioni per una lettera-appello al ministro chiedendo più investimenti al Sud e meno parole di “disprezzo e odio” nei confronti dei meridionali.

“Caro ministro Marco Bussetti, Abbiamo ascoltato con interesse, ma senza stupore, le sue parole pronunciate ieri ad Afragola, in provincia di Napoli. Non Le nascondiamo che siamo davvero delusi da una tale dichiarazione,totalmente inaccettabile, nonché ingiusta ed immeritata basata su retaggi di oltre un secolo fa – si legge nella lettera – è noto a tutti che vi sianocospicue differenze tra Nord e Sud, ma in termini di fondi e di opportunità, non certo per mancanza di impegno o di sforzi.Da giovani studenti non ci sentiamo riconosciuti nel suo modo di pensare, chiara manifestazione dell’area politica che conserva ancora disprezzo e odio nei confronti del Sud, sentendosi legittimato a paventare una presunta superiorità geografica. Che fa male a noi e all’Italia intera. Sappiamo che dovete mandare un messaggio chiaro a parte dei vostri elettori, che già non hanno visto di buon grado la scomparsa della parola “Nord” dal vostro simbolo. Per voi non avrebbe senso, come già visto nella legge di bilancio, attuare delle politiche volte alla crescita per i nostri Atenei e per gli istituti scolastici – così da darci l’opportunità di garantire manutenzione, sicurezza, formazione specializzata, orientamento nei nostri centri di formazione – come ovviamente non ritenete opportuno investire nelle nostre eccellenze, che ogni anno permettono a questo Paese di brillare all’estero.  Chiediamo a lei e a questo governo una immediata inversione di marcia sul diritto allo studio, sulla formazione, sui servizi, sulle infrastrutture e sulle politiche del lavoro”.

“Il dato più importante è la fuga di migliaia di giovani che ogni anno abbandonano la propria terra per continuare gli studi o lavorare al nord o all’estero. 900 mila giovani negli ultimi 16 anni – commenta Giuseppe Trovato – è noto a tutti che vi siano cospicue differenze tra Nord e Sud ma in termini di fondi e di opportunità, non certo per mancanza di impegno o di sforzi. Il ministro come può minimamente pensare che in questa situazione le sue dichiarazioni non abbiano effetto? Che non siano offensive nei confronti della nostra generazione? Un irresponsabilità alla guida del ministero che più di tutti soffre dei tagli alla spesa pubblica. Non possiamo minimamente permettere che dal danno si passi immediatamente alla beffa. Io mi impegno per questo! Noi ci impegniamo perché un giorno sarà meglio di oggi”

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Giuseppe Trovato

Nato a Catania, il 02/01/1998.
Studente di Giurisprudenza, attivista per l'Associazione "Nike" e appassionato di politica e di cinema.