Progresso o Regresso?

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E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Michelangelo Buonarroti, protagonista del Rinascimento italiano, è stato uno scultore e pittore più noto in quei tempi. L’artista realizza nella volta della Cappella Sistina una finta architettura per accogliere diversi episodi biblici, tra questo l’affresco della “Creazione di Adamo” strettamente legato al precedente passo della Genesi. L’affresco, infatti, rappresenta la creazione dell’uomo, dove quest’ultimo è riconosciuto come il creato mentre in contrapposizione si identifica il creatore.

L’energica mano del creatore è diretta in senso di ordine verso il creato; mentre quest’ultimo, raffigurato come un adolescente appena sveglio e fragile, solleva il braccio e allunga l’indice assumendo un comportamento incerto per ricevere la suprema intelligenza divina, la scintilla reale del Dio.

Il mantello e la corte angelica che assorbono la figura del Dio, corrispondono all’immagine di un cervello umano. Il rapporto tra creatore e creato, così, subisce una trasfigurazione nel quale l’uomo tende la sua mano, non più verso il suo creatore ma verso la sua ragione, con lo spreco di tutte le sue energie.

Ciò che differisce l’uomo dalla bestia è la capacità di raziocinio, presa di coscienza e assorbimento della vera essenza dell’essere. L’uomo, privato o privandosi di questa facoltà perde la sua essenza umana e si avvicina sempre di più alla sua natura animale, perdendo l’orientamento della sua esistenza; facendosi così trasportare da correnti futili e vivendo nella totale illusione di libertà.

Già nel corso dell’ottocento il filosofo Karl Marx, teorizzando su un socialismo scientifico e la dipendenza del proletariato rispetto alla borghesia, vedeva nell’ideologia lo smascheramento della propria illusione. Solo una posizione ideologica e culturale rendeva e rende ancora oggi l’uomo libero da ogni convenzione sociale. Non a caso infatti l’individuo è strettamente legato alla sua società, in un rapporto analogo di scambio reciproco.

La metafora artistica-filosofica della citata “Creazione di Adamo”, quì, vuole indicare il raggiungimento dei limiti da parte dell’uomo. Un tale raggiungimento deve effettuarsi per la conoscenza e il conseguimento delle virtù. Il superamento dei limiti, invece, tende all’esagerazione che può portare alla distruzione di sé e degli altri.

Oggi più che mai, l’ideologia dominante, infatti, sta realizzando sempre di più una società priva di moderazione orientandoci verso un’esagerazione e una sempre minore capacità di cedere agli accessi. Così gli adolescenti, soprattutto, assumono un carattere di totale dipendenza verso nuove tecnologie.

Social-networks, cellulari, videogiochi, televisione, computer e Internet, possono mettere in cattivo stato la salute della loro vita (New Addiction). La situazione si presenta alterata nel caso dei nativi digitali che nascendo improntati nel mondo della tecnologia vengono privati di una corretta educazione e formazione graduale.

Tutto ciò sembra causare il passaggio da Homo Sapiens a Homo Digitalis, illudendoci così di vivere finalmente una sana forma di progresso.

Ma siamo davvero sicuri di esserci evoluti?

Avendo presente il quadro sociale attuale, da una parte e la differenza tra sviluppo e progresso, dall’altra; sembrerebbe che il termine sviluppo risulti essere più appropriato.

Il disorientamento causato da queste oramai dipendenze, sembra portare all’insensibilità umana, chiusura verso rapporti sociali autentici e un rifiuto verso l’emancipazione. Possiamo dunque notare come più che un’evoluzione, si stia procedendo ad un processo di regressione.

Per evitare tutto ciò bisognerebbe premiare l’esperienza intesa come viaggio. Il viaggio che si differenzia da un banale trasporto proprio per la capacità di assorbimento in sé delle concrete esperienze. Altro rimedio sarebbe quello di rinforzare la parte sana di ogni singolo individuo e la capacità di essere resilienti con sé e con gli altri, così da costituire un aiuto per sé e per gli altri.

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Alessio Di Carlo

Nato a Siracusa, il 26/06/1997.
Studente di Filosofia presso l'Università Degli Studi di Catania.

Curioso e aperto verso ogni forma di cultura.