Quelli che mal pensano

2' di lettura

“Sono intorno a me, ma non parlano con me.
Sono come me, ma si sentono meglio”

Con questi iconici ed immortali versi, tratti dal brano “Quelli che ben pensano”, Frankie Hi- NRG, nel 1997, lanciò un tremenda, quanto reale, invettiva contro la “nostra” finta società civile e contro gli elementi che l’hanno resa tale, un’accusa che in primis critica, non solo alcuni elementi, ma l’indole devastatrice e di supremazia insita nell’uomo, dunque nessuno può esimersi dalla critica di questa canzone, poiché tutti, in un modo o nell’ altro, siamo complici e contemporaneamente inermi vittime, di questa vizioso, subdolo ed appariscente sistema.

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi, a far promesse senza mantenerle mai, se non per calcolo, il fine è  solo l’utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro”

I versi scritti dall’ autore, riflettono e ricalcano alla  perfezione, la situazione sociale ed emotiva dell’ Italia post tangentopoli, illusa da un possibile cambiamento, e vestita di un bellissimo e prezioso abito di finta morale, piena di nuovi elementi pronti a giudicare , senza scrupoli, tutto e tutti, nascosti e protetti dalla loro  vita, apparentemente onesta e laboriosa, alla luce del giorno, per soddisfare il loro appetito di vanità, e mostrare la loro vera indole, durante la notte, quando tutto e buio, eccetto il loro dilaniante senso di colpa e di inferiorità, che faticosamente celano.

Anche se il brano è stato scritto e composto nell’ormai lontano 1997, questa critica non è certo limitata a quegli anni, poiché l’autore prendendo come pretesto la difficile situazione di quegli anni, ha plasmato un lucido e tagliente specchio  dell’ intera storia di tutto il genere umano,  soprattutto oggi, nella nostra odierna società, dominata interamente dai mass media e dai social network, dunque in preda all’egemonia dell’ apparenza , del conformismo, i versi di questo brano risuonano forti e tonanti  nelle nostre  menti, consapevoli della verità espressa da queste parole, ma al contempo totalmente assuefatte da questa ormai consolidata, triste e finta  realtà. Dunque, nessuno può assentarsi da questa lezione di  vera moralità, perché “Quelli che ben pensano” mette alla gogna  qualsiasi  cattiva devianza della pseudo morale umana, non appoggiandone nessuna, poiché qualsiasi atteggiamento, critica,morale, è purtroppo condizionata  dall’ intenzione e dalla volontà,  di autocompiacimento intrinseca nell’uomo e soprattutto nella società da esso creata, senza differenza di sesso, razza, ideologia politica e religiosa.  Ad enfatizzare questa chiave di lettura, giudicata dai più, eccessivamente estrema,  svolge un ruolo propedeutico il videoclip ufficiale, che nella sua semplicità, investe lo spettatore, ascoltatore, con disarmante efficacia, mostrandogli come, in una sola notte, all’interno di una singola auto, il mondo attuale possa  radicalmente trasformarsi, i pilastri fondanti di questa società, abbattuti, la ricercata civiltà che tanto millantiamo,  pura finzione.  Ci ritroviamo di fronte ad sorta di antica Babilonia , piena di personaggi  di ogni tipo, con soli pochi elementi comuni L’ipocrisia, la falsità, la vanità, il tutto amalgamato in un pasticcio di perbenismo assoluto, sorretto, così come da Atlante, dalle nostre spalle curve, e volontariamente reso da noi stessi  invisibile al nostro sguardo, ormai completamente chino sull’ ultimo modello Apple. 

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Alberto Pantò

Nato a Bronte.
Studente di Beni Culturali - Storico Artistici presso l'Università di Catania.
Semino dubbio, raccolgo cultura, vivo di bellezza