Rotaract Catania Etna Centenario e FAI Giovani di Catania sulle tracce di Sant’Agata

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Negli scorsi giorni circa cinquanta persone, tra cui numerosi turisti, hanno preso parte alla passeggiata culturale “Sulle tracce di Sant’Agata”, nata dalla collaborazione tra il Rotaract Club “Catania Etna Centenario”, e il gruppo Giovani del FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Catania. Quest’ultimo nasce dieci anni fa, ed è stato il primo gruppo Giovani del FAI fondato in Italia; ad oggi è composto da diversi ragazzi tra i 18 e i 35 anni, che si fanno portavoce dell’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale del nostro Paese e della nostra Regione.

Come suggerisce il titolo dell’iniziativa, oggetto della visita guidata sono stati i luoghi in cui, secondo la tradizione, la giovane Martire fu chiamata a testimoniare la propria fede. La letteratura agiografica, in particolare gli Atti del Martirio, racconta infatti gli interrogatori, le torture e le angherie che Agata ha dovuto patire per volere del proconsole Quinziano, mosso dal proprio dovere di funzionario imperiale e da una passione non corrisposta verso la Santa.

La prima tappa del percorso è stata la chiesa di Sant’Agata la Vetere, eretta nel 264 per volontà dell’allora vescovo Everio. Partendo dall’edificio attuale, posteriore al rovinoso terremoto del 1693, i visitatori sono stati guidati attraverso i livelli sotterranei, fino a raggiungere le cripte cimiteriali. Particolare interesse ha suscitato la lapide posta nel 1752 a segnare il punto in cui ad Agata vennero strappati i seni con delle tenaglie, all’interno dell’antico palazzo del governatore. “Empio, crudele e disumano tiranno, non ti vergogni a strappare in una donna ciò che tu stesso succhiasti nella madre tua?” (dagli Atti del Martirio)

Attraverso un passaggio interno, i gruppi si sono poi trasferiti nella vicina chiesa di Sant’Agata al Carcere, così chiamata perché innalzata sulle rovine delle prigioni romane. Qui è stato possibile entrare nella cella in cui Agata sarebbe stata rinchiusa, e nella quale ricevette l’apparizione di San Pietro, che la guarì da tutte le sue ferite. Presso la soglia è oggi custodita una lastra di pietra con le orme della Santa.

A seguire la chiesa di San Biagio, detta anche Sant’Agata alla Fornace poiché racchiude il sito in cui la giovane fu sottoposta al supplizio dei carboni ardenti. Si racconta che durante l’esecuzione di tale condanna, un terremoto scosse la città di Catania, provocando la fuga dei soldati romani e dello stesso Quinziano, successivamente inghiottito da due gorghi formatesi nel fiume Simeto. Non a caso, peraltro, la Chiesa si trova nelle immediate vicinanze dell’anfiteatro romano, in cui persero la vita numerosi cristiani e di cui, durante la visita, si sono ammirati alcuni scorci pressoché sconosciuti al turismo di massa.

Dopo una passeggiata tra i palazzi nobiliari che si affacciano lungo la Via Etnea, i partecipanti hanno avuto accesso al Museo diocesano, al cui interno hanno ammirato il fercolo con cui, com’è noto, viene portato in processione il busto reliquiario della Santa. La visita è culminata con un affaccio dalla terrazza panoramica del museo. Lo spettacolo di Catania dall’alto, dagli archi ferroviari lungo la costa alla maestosa vetta innevata del Vulcano, ha suscitato viva ammirazione e più di uno scatto, specie tra i forestieri.

Gli organizzatori hanno confermato che tutti i contributi in denaro raccolti durante la manifestazione saranno usati per finanziare un progetto congiunto di utilità sociale, di cui si starebbero studiando i dettagli.

«L’ottima riuscita di questa iniziativa, all’interno di un anno sociale peraltro assai ricco di appuntamenti, conferma in noi rotaractiani il desiderio di continuare a spenderci, malgrado i molteplici impegni personali e professionali, per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro bellissimo territorio», ha dichiarato a margine il presidente del Rotaract, Andrea Olivo. «Desidero rivolgere un sincero ringraziamento agli infaticabili amici del FAI Giovani – ha aggiunto – in particolare alla Capogruppo, Silvia Majorana, ed alle sue ottime collaboratrici che, con le loro dotte spiegazioni, hanno saputo rendere il nostro itinerario tra Storia, Arte e Fede affascinante e denso di interesse».

Entrambi i sodalizi hanno espresso l’intento di conferire continuità alla collaborazione così felicemente avviata.

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