Chi cuce il filo della speranza?

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In data 18 e 19 Maggio si è svolta a Catania l’VIII edizione dell’Umbertata, evento nato dall’impegno della Parrocchia del Crocifisso dei Miracoli, in sinergia con i cittadini e numerose associazioni, al fine di realizzare la promozione di una idea di cittadinanza attiva, concreta e propositiva.

Quest’anno il tema fondamentale che ha fatto da collante tra le numerose iniziative svoltesi è stato la speranza, intesa nelle sue più svariate accezioni, dalle più macroscopiche alle più intime e personali.

La redazione di “Controverso” ha predisposto per l’occasione una serie di domande da rivolgere ai cittadini, al fine di saggiare una predisposizione comune rispetto ad un atteggiamento di positività o di negatività. Tra i partecipanti sottopostosi al questionario vi è stato anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, del quale verranno di seguito riportate le risposte alle domande più interessanti.

Pensa ci sia speranza per i quartieri disagiati della nostra città?

Si, penso ci sia una speranza, nonostante la città stia vivendo un momento delicato. Il comune si trova infatti  a dover gestire una situazione difficile dal punto di vista economico, considerato lo stato di dissesto e la mancanza di liquidità ereditata dalla precedente amministrazione. Risorse significative sono state stanziate in esecuzione del “Patto per Catania”, il quale sarà peraltro rimodulato per apportare delle modifiche rispetto ad opere ivi previste, con una particolare attenzione all’attuale emergenza abitativa. La città di Catania ha grandi potenzialità, evidenziate parzialmente dall’attuale sviluppo del turismo, che ha portato ad un incremento del 70% del tasso di soggiorno.

Pensa ci sia la speranza che un giorno la raccolta differenziata funzioni concretamente nella nostra città?

È difficile. L’attuazione efficiente della raccolta differenziata dipende anche dal superamento di alcuni retaggi culturali insiti nel catanese. È senz’altro necessario riversare fiducia nei giovani, attraverso la predisposizione di un’opera di sensibilizzazione da attuarsi nelle aule scolastiche di ogni grado. Inoltre, è purtroppo altrettanto necessario far leva sull’elemento coercitivo, con la comminatoria di sanzioni amministrative pecuniarie più incisive. 

Attualmente solo alcune zone della città sono sottoposte ad una differenziazione nella raccolta dei rifiuti, ora arrivata al 13% del suolo urbano (precedentemente, 7%). È stato emesso un nuovo bando, concordato con la Procura, per aggiungere ulteriori 4 lotti, al fine di ampliare la raccolta porta a porta.

L’attuazione concreta della raccolta differenziata è di interesse comune, poichè comporterebbe un risparmio collettivo dato da minori spese di gestione della discarica, con conseguente diminuzione per ciascuno della Tassa sui Rifiuti.

C’è speranza per l’Europa del futuro, considerando anche le imminenti elezioni?

Ho ricoperto il ruolo di europarlamentare per 4 anni, riscontrando diverse anomalie nel funzionamento interno dell’Unione Europea. Vi sono infatti difficoltà oggettive già negli iter legislativi, provocate ad esempio da difformità tra le lingue parlate. Le iniziative sono poi spesso disattese dagli Stati, e l’intera impostazione dell’Europa ha un’impronta troppo burocratica, e troppo poco politica. È senza dubbio impossibile andare ad ignorare l’importante funzione di armonia e stabilità tra gli Stati che l’Unione persegue, ma sono ancora necessarie numerose modifiche per migliorarne e sfruttarne le potenzialità.

Per quanto concerne la questione immigrazione, ad esempio, l’Italia è stata lasciata sola; mentre in Grecia è stato realizzato un accordo con la Turchia, dal valore di 6 miliardi di euro.

Pensa ci sia la speranza per i giovani della nostra terra di potersi costruire qui un futuro?

Come ho già detto prima, Catania presenta grandi potenzialità. I siciliani possiedono un quid pluris rispetto ai giovani di altre zone del Paese; hanno una maggiore elasticità e velocità mentale. 

È auspicabile realizzare una inversione di tendenza per impiegare maggiori risorse in Sicilia, anche nell’ambito della sanità, attraverso la promozione di nuovi concorsi. Negli anni ‘60/’70 si è proceduto ad una industrializzazione forzata, che non ha prodotto i benefici sperati rispetto alle somme, peraltro ingenti, che sono state impiegate. Lo sviluppo del turismo, invece, implica l’utilizzo di risorse ben più esigue, ed una prospettiva di guadagno sicuramente maggiore. La Sicilia, attualmente, ha una capacità recettiva scadente, ed una presenza turistica limitata rispetto alle proprie potenzialità. L’incremento dei soggiorni è stato infatti provocato dalle odierne condizioni geopolitiche, più che dalla capacità di ricezione della nostra Isola. 

Pensa che l’istruzione italiana possa considerarsi attualmente valida?

La nostra istruzione presenta delle pecche e delle differenze fondamentali rispetto Paesi come la Germania, dove il valore della pratica è nettamente più sottolineato rispetto all’Italia. Nella nostra organizzazione scolastica si ravvisa un eccessivo distacco dal sistema economico-produttivo, con conseguente difetto di un diretto confronto con la realtà lavorativa.

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