Effetto Salvini fa rotta al Sud e travolge Catania: ecco perché

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Matteo Salvini: attuale protagonista dei media e social media, interessante comunicatore decisionista dal linguaggio Trumpiano (facile, diretto, immediato, sdrammatizzante e capace di arrivare a chiunque), oggi ministro degli interni e leader del partito Lega, che ha portato a casa i voti di 4,3 milioni di italiani alle elezioni Europee dello scorso 26 Maggio in Italia.

 E’ sorprendente analizzare i risultati ottenuti, soprattutto se lo si fa nei comuni del Meridione e delle Isole, in cui ha ottenuto numeri elevatissimi rispetto agli scorsi anni.  In Sicilia è stato, infatti, il secondo partito più votato dopo il partito grillino, che rimane ancora in testa sul nostro territorio nonostante le perdite subìte.  Notevoli sono stati i risultati raggiunti a livello nazionale anche tra i giovanissimi; fa scalpore il fatto che il 38% dei giovani che ha quest’anno votato per la prima volta alle elezioni europee – gli appartenenti alla cosiddetta Generazione Z – abbia barrato sul simbolo della Lega. Dunque, per una volta, il comportamento di voto tra gli under ventidue è pressoché identico a quello dei genitori. 

Il partito di Salvini, rispetto al 2018, conquista – in definitiva – tre milioni di voti guadagnando il +29% dalla classe operaia, il +12% da quella professionista e il +18% nei ceti poveri e medio-bassi. 

Nella città di Catania poco più di 17.000 hanno votato per Lega (raggiungendo quasi il Partito Democratico)  per un totale di quasi 72.000 voti in tutta la provincia etnea. Le statistiche sono decisamente ribaltate rispetto alle precedenti elezioni europee in cui si contava, all’interno del comune, un misero 1%. 

Cosa è cambiato tra i cittadini? 

Punto a vantaggio del partito di maggioranza è sicuramente stato il fallimento del M5S riguardo alcuni punti del programma elettorale proposto lo scorso anno (come la proposta del Reddito di cittadinanza), fallimento che ha causato delusione e delusione che ha causato un cambiamento verso la nuova rassicurante rotta Salviniana che appare limpida e concreta a chi si sente disorientato. Sentendo le opinioni dei cittadini catanesi salta subito all’occhio l’esigenza di rinnovamento e distacco rispetto alle vecchie politiche e alle promesse nulle di chi ha detenuto il potere in passato. Che sia ancora solo una ricerca disperata di cambiamento? 

Un tema che ha fatto molto leva tra il popolo è stato sicuramente quello dell’immigrazione, con cui il ministro degli interni ha attirato moltissimo l’attenzione su di lui negli ultimi tempi. 

Con il “controllo” e la riduzione degli sbarchi (riguardo cui non entreremo in merito), ha ottenuto credibilità tra molti (come già detto prima) Siciliani ed Etnei che si sentono minacciati e intimoriti da questo fenomeno. “Bisogna prima preoccuparsi degli italiani è il motto per eccellenza del vicepremier ed è diventato motto anche di coloro che probabilmente preferirebbero non vedere, in giro per il centro storico della città di Catania, così tanti extracomunitari.  “Non si vedeva da molti anni in Italia un politico capace di, in così poco tempo, concretizzare ciò che dice”: in questo modo alcuni giovani studenti hanno risposto alla mia domanda sul perché sostenere e dare fiducia al partito Lega. 

Il potere di Matteo Salvini è chiaramente basato sul forte sentimento di patriottismo (vedi anche le proposte di valorizzazione del Made in Italy) ed interesse comunitario che fa sì che l’italiano si senta, in un certo qual modo, tutelato. Inoltre, altro suo cavallo di battaglia è la comunicazione estrema: creazione di slogan forti, ad effetto, notiziabili, che gli conferiscono parecchia visibilità, visibilità che pone lui un gradino più in alto rispetto ai suoi concorrenti. Gioca molto spesso la carta del “non girarci intorno” e questo, basandoci sull’opinione pubblica, sembrerebbe conferirgli il target di “colui che dice le cose come stanno davvero”. 

Tirando le somme, con queste elezioni europee la Lega ha portato a compimento uno dei processi di ridisegno del quadro politico nazionale con un blocco politico-identitario che è marcato da una proposta decisionista, anti-globalista, anti-tasse, anti-europeista e tutelante degli interessi nazionali.  

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