Salaam alaykum Abdellah e Abubakar

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Sabato 22 giugno a Palazzo de Gaetani, sede dell’associazione Trame di Quartiere, si è tenuta la conferenza stampa per presentare il progetto “Le nostre città invisibili. Incontri e nuove narrazioni del mondo in città” coordinato da ACRA e co-finanziato dall’AICS. Il progetto vuole contribuire a favorire il dialogo Interculturale e a valorizzare il contributo dei cittadini di origine straniera all’interno della società italiana. E per farlo, sono state realizzate delle passeggiate urbane Interculturali chiamate Migrantour.

Figura chiave del Migrantour è il narratore Interculturale, il vero protagonista delle passeggiate; simboleggia la mediazione della cultura di appartenenza e di quella italiana, mostrando quindi le città in cui viviamo da un punto di vista completamente diverso dal nostro. 

Questo progetto, ad oggi presente in 10 città, è portato avanti a Catania da Trame di Quartiere e Oxfam Italia, che hanno realizzato l’itinerario Migrantour “Catania Interculturale. Passeggiata tra San Berillo e Civita“, un percorso di circa due ore tra due storici con lo scopo di far conoscere ai partecipanti alcuni luoghi simbolo dei due quartieri. 

Partendo da Palazzo de Gaetani i nostri due narratori, Abdellah (originario del Marocco) e Abubakar (originario della Liberia), hanno raccontato la storia dei luoghi che ci trovavamo di fronte: dallo smembramento di San Berillo fino alla moschea di piazza Cutelli, gli aneddoti su Catania si sono mischiati con i ricordi dei nostri narratori, che con le loro parole ci hanno portato in terre lontane. Così, di che stavamo attraversando il mercato di Catania, ci siamo magicamente trasportati a Fès, con bancarelle in realtà non diverse alle nostre, e anche queste piene di commercianti urlanti. Poi via, dentro un negozio tipico, a raccontare come si fa il cous cous, e di come, nonostante gli sforzi, non si riesce mai a cucinare bene come faceva la mamma. 

Perché alla fine è questo, il messaggio di fondo del progetto: tutto il mondo è paese. 

Cambia solo il nome con cui chiamiamo le cose. 

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