Il “Volte-face” salviniano che non concede repliche

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Cala il sipario del governo giallo-verde che dal 1 agosto 2018 ha accompagnato il popolo italiano tra troppe critiche e qualche acclamazione.

Quella di ieri a Palazzo Madama è stata una giornata decisiva: l’ormai ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rivolto le sue comunicazioni al culmine di una crisi di governo che ha avuto inizio parecchi giorni prima, esattamente l’8 agosto: giorno successivo alla votazione riguardante la Tav per la quale Lega e M5s si erano divisi. I pentastellati avevano, infatti, presentato una mozione non vincolante per chiedere di bloccarne i lavori, dati gli alti rischi ambientali che ne derivano. I lavori continuano poiché la mozione fu bocciata ma questa vicenda dimostra, senza ombra di dubbio, il distacco dei m5s dai suoi alleati e dal governo di cui fa parte (viste anche le dichiarazioni di Conte).

La sera dell’8 agosto, a seguito di ciò, Salvini ha dichiarato in un comunicato l’inesistenza di una maggioranza e la necessità di elezioni anticipate. Impaziente di raggiungerle, il ministro ha presentato una mozione di sfiducia dichiarando che i M5s fossero solo un limite per un’azione proficua e incisiva del governo, potendo così promuovere le riforme e provvedimenti necessari. Le distanze tra le due forze politiche erano sempre più evidenti, conferendo la dovuta attenzione anche al recentissimo caso di Open Arms sulla base del quale, Conte si è espresso attraverso una lettera aperta indirizzata a Salvini accusandolo di “non aver rispettato e aver alterato del suo Presidente del Consiglio” cioè quella di far sbarcare i minori a bordo della nave. Conte parla di “sleale collaborazione”, l’ennesima non più disposto a sopportare.

La mozione che arriva prepotente ma con grande ingenuità presentata da Salvini, avrebbe dovuto condurre a nuove elezioni, da lui fortemente volute, a ottobre: mese decisivo poiché entro il 15 dello stesso, deve essere inviata la legge di bilancio e ancora, i tempi tecnici prestabiliti verrebbero compressi rischiosamente. Nei gironi successivi a questa mozione, si rende più evidente (o quasi) la vicinanza tra M5s e Pd parlando addirittura di “Coalizione Ursula” che sembra dare inizio a un riavvicinamento delle due forze politiche non senza malumori: quello di Calenda per esempio.

Ed ecco che si scorge il ritorno di Salvini quasi a far finta di niente, smentendo con assoluta prevedibilità di aver annunciato la fine del governo, disposto anche a ricucire i rapporti con il m5s circa il taglio dei parlamentari. La replica dei 5 stelle arriva dopo una riunione dei massimi dirigenti al quartier generale, nella quale lo hanno definito “inaffidabile” non certo pronti ad una riapertura. Gesto irresponsabile, incoerente e pressappoco farsesco quello di Matteo Salvini che è stato ribadito freddamente da Paolo Conte nella giornata del 20 agosto alle 15 in seno al suo discorso iniziale. “I comportamenti adottati dal ministro degli interni rivelano scarsa responsabilità istituzionale” lamenta poi, il momento in cui è stata aperta la crisi, in agosto, e dice “rinviare fino a oggi la decisione presa da tempo è un gesto di imprudenza istituzionale” “ponendo il Paese in una vorticosa spirale di incertezza politica e finanziaria” ricordando infatti che questi sono momenti delicati di interlocuzione con le istituzioni dell’Ue sostenendo che l’Italia sarà senz’altro “affetta da debolezza”. Non risparmiando niente, Conte descrive Salvini come colui che “Ha seguito solo i propri interessi e quelli del partito” e continua “Non abbiamo bisogno di persone con pieni poteri ma che abbiano responsabilità”. Gli attacchi non finiscono qui: l’ex premier invita Salvini a “fare politica senza dipendere dai consensi, dai sondaggi e dai social” suggerendogli, poi, una comunicazione riservata e evitare di “Insultare gli avversari politici pubblicamente”. Nel discorso non viene tralasciato il disprezzo per gli strumenti che la Lega utilizza per comunicare: riferendosi direttamente a Salvini che, durante i comizi fa presto a mostrare il Rosario sperando di ottenere seguito. “In questo modo” dice Conte “Non si garantisce la tutela dello stato moderno dove la religione è lontana dalla politica”.

Il discorso di Conte, però, non si riserva solo di attaccare Salvini ma affronta temi quali il futuro per i “nostri giovani” l’importanza dell’ambiente, connotando le sue parole di un forte e sentito europeismo, conferendo importanza all’Europa e non solo alla sovranità nazionale. All’Europa di inclusione, di responsabilità che si fa portavoce dell’Africa e non dimentica le periferie. Parla anche e soprattutto dell’Italia della sua ricchezza culturale e della sua bellezza ma soprattutto dell’importanza che essa riveste in ambito internazionale ed europeo in qualità di Paese fondatore. Con questo discorso, sincero e sentito Conte comunica le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. La replica di Salvini non tarda ad arrivare. “Rifarei tutto quello che ho fatto” dice. Si mostra poi, senza paura del giudizio degli italiani “Chi ha paura del giudizio del popolo non è libero” proclamandosi come tale. Successivamente ribadisce la sua apertura ai M5s con il taglio delle poltrone. Riferendosi poi, all’accusa di aver scelto un momento inadatto per presentare la sfiducia risponde in maniera ironica “I parlamentari lavorano sempre, anche ad agosto”. Continua unendosi a tutti quelli che hanno definito l’azione di Conte “ritardataria” e di aver continuato a lavorare a fianco a lui nonostante i problemi sollevati. “Se i M5s volevano il Pd bastava dirlo”, alimentando la sua convinzione di un precedente avvicinamento tra queste due forze politiche. Non tralascia il discorso in merito all’Ue e alla sovranità: “L’Italia non deve essere schiava di nessuno, non deve dipendere dalla firma di un funzionario dell’Ue”. In seguito risponde alle accuse mosse da Conte riguardanti la religione “Fai un torto se credi che gli italiani votino sulla base della religione, devo dimostrare che credo, io sono l’ultimo degli ultimi testimoni” dice convinto.

L’intervento di Salvini è intervallato e interrotto da urla, insulti e cartelli (tra cui quello di Bonafede) che gli urla “Torna a casa!”. In conclusione, si apre a delle previsioni per le quali è possibile che vi sarà un’alleanza tra M5s e Pd o ancora, quella che lui definisce “La via Maestra” cioè andare a nuove elezioni e lasciare che il popolo italiano decida. L’ultimo dei tre grandi protagonisti del dibattito è Renzi il quale critica il governo dichiarando di essere l’artefice del “clima d’odio” radicato e diffuso nella società, si riferisce a Salvini recitando dei versetti del Vangelo e facendo riferimento alla sua politica anti migratoria, alle sue azioni che non hanno niente da condividere con il suo credo.

Successivamente in un’intervista ai microfoni di La7, mostra la sua preoccupazione in materia economica e fa anche lui delle previsioni non molto chiare: andare alle elezioni con vittoria per Salvini, alleanza Lega e 5 stelle o alleanza Pd 5 stelle “Valutando più in là le forme” dice.  Molte sono state le opinioni riguardo questo Primo dibattito, tra cui quella di DaMilano (direttore dell’Espresso) che ha definito il discorso di Conte “un’autocandidatura fragorosa ma piccola. La cultura? Già vista.” Su Salvini invece, sostiene che il discorso sia “mezzo da piazza e mezzo facciamo finta che non sia successo nulla”. Si esprime anche Palmerini (Sole 24 ore) conferendo un grande ruolo a Mattarella “adesso ha un ruolo diverso, deve dare condizioni sui tempi e questo gli farà avere un ruolo da giocatore e non da arbitro”. Il dibattito si è concluso alle 20:30 circa, con la replica finale di Conte il quale sostiene di “Assumersi tutte le responsabilità di ciò che è stato fatto” dispensandosi però, dal tema immigrazione. Conclude dicendo: “La Lega ha presentato la sfiducia ed è stata ritirata, se amiamo i cittadini dobbiamo essere trasparenti” e poi “E’ mancato coraggio “riferendosi al dietrofront salviniano. “Questa crisi ha la firma di Salvini e se lui non ha il coraggio di ammetterlo, lo assumo io”. Conclude comunicando le dimissioni. Quelle di oggi sono ore cruciali per il futuro della politica italiana. Restate in aggiornamento.

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".