Giornata mondiale della Fisioterapia

La Fisioterapia nella vita di tutti

3' di lettura

8 settembre 2019: oggi, come ogni consueto anno in questo giorno, si celebra la giornata mondiale della Fisioterapia; dal 1996, infatti, la WCPT (World Confederation for Physical Therapy) sfrutta quest’occasione come una possibilità per sensibilizzare tutti sull’importanza della Fisioterapia, oltre che permettere ad ogni singolo professionista di farsi conoscere come tale e portare, dunque, valore e spessore a questa professione.

Risulta necessario, quindi, chiarire tutto ciò che è riconducibile a questa figura professionale, in modo da comprendere maggiormente questo “mondo” e, di conseguenza, la volontà di dedicargli una giornata celebrativa. 

Innanzitutto, chi è il fisioterapista?

Molto spesso si sente parlare di questa professione, ma non si riesce spesso ad associare una giusta immagine e/o attribuire un giusto valore e riconoscimento ad una professione che sta acquisendo sempre più importanza all’interno della società. Partendo dal principio, è utile capire chi è e cosa svolge la figura del fisioterapista. Come afferma il D.M. 741/94 Il Fisioterapista è un professionista della Sanità in possesso del diploma di Laurea o titolo equipollente, che lavora in stretto rapporto con la persona assistita, valutando e trattando le disfunzioni presenti nelle aeree della motricità, sensibilità, delle funzioni corticali superiori e viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita.

Dove può lavorare e in che modo?

Può lavorare autonomamente, come anche all’interno di equipe multidisciplinari, svolgendo così la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Quali sono i suoi obiettivi all’interno della sua pratica clinica? 

Il fisioterapista si propone come obiettivo quello di portare a termine un programma terapeutico e riabilitativo che possa includere il paziente nella sua totalità, portando quest’ultimo al raggiungimento di specifici outcome e quindi alla risoluzione del suo problema quanto più precocemente possibile. Nel caso in cui sia necessario, può proporre l’adozione di protesi ed ausili, addestrandone all’uso e verificandone l’efficacia; può, inoltre, svolgere attività di studio, di didattica e di ricerca nel proprio ambito professionale, attraverso tanta formazione e continui aggiornamenti, talora conseguiti con ulteriori specializzazioni in campo universitario. 

Su quale tipologia di pazienti lavora il fisioterapista? Quali sono i campi d’applicazione della sua professione?

Egli può lavorare su tutte le tipologie di pazienti e quindi su tutte le fasce d’età (es. riabilitazione in età evolutiva, adulta e senile); può esercitare la sua professione in ambito neurologico, piuttosto che ortopedico, traumatologico, sportivo, cardiologico, uroginecologico, ecc.

Spesso quando si pensa al fisioterapista, ci si riferisce a colui che fa esclusivamente massaggi o addirittura al tanto famoso “aggiustaossa”, quando invece non è assolutamente così: il fisioterapista può praticare massoterapia, cioè l’insieme di tutte quelle manovre terapeutiche al fine di allentare tensioni muscolari, per esempio, lavorando così su mialgie, dolori articolari ed altro ancora, ma può agire in tanti altri casi, talvolta anche molto complessi; basti pensare ad un paziente post-ictus o comunque affetto da altre varie patologie di natura neurologica; può lavorare anche con un paziente reduce da fratture ossee o da interventi protesici come anche lo sportivo, al fine di prepararlo atleticamente ad una gara, migliorando così la sua performance fisica e sportiva. Questi sono solo alcuni esempi, esposti esclusivamente per rendere più chiare le varie applicazioni di questa professione.

Come diventare fisioterapista oggi?

Per diventare fisioterapista e quindi essere abilitato all’esercizio della professione è necessario frequentare e portare a conclusione il Corso di Laurea in Fisioterapia.

L’accesso al corso di laurea è a numero programmato ed è quindi subordinato al superamento di un test d’ingresso. Il corso di laurea prevede 3 anni formativi  in cui, oltre i vari esami, sono previste tante ore di tirocinio a scopo professionalizzante, con l’obiettivo di raggiungere 180 CFU al termine del percorso.

Alla conclusione di quest’ultimo, è prevista una prova finale, che ha valore di Esame di Stato abilitante all’esercizio professionale.

Non esistono dunque scuole, corsi di varia struttura/natura o enti simili che possono rilasciare un titolo che dia in Italia la possibilità di lavorare in quest’ambito ed essere, quindi, un fisioterapista! 

Questo aspetto, infatti, è molto importante e da tenere in considerazione, soprattutto se entriamo nel tortuoso e difficoltoso caos dell’abusivismo.

Ad oggi, purtroppo, ci sono in giro tanti operatori “volenterosi” di addentrarsi nel settore, che non hanno alcun titolo per farlo; si passa, infatti, da coloro i quali hanno un titolo non idoneo a svolgere questa professione, a chi ha frequentato solo corsi di formazione e simili, e con tanto di prepotenza cerca di inserirsi in qualsiasi “spazio” lavorativo, a chi addirittura non possiede alcun titolo.

Si capisce bene, quindi, quanto sia importante informare tutti a riguardo, su ciò che è giusto e su ciò che invece in un mondo legittimamente corretto non dovrebbe accadere, anche perché oggi è importante non solo denunciare quando si ha a che fare con abusivi di professione, ma gioca anche un ruolo fondamentale un unico strumento utile per contrastare l’abusivismo: l’informazione!

Parlare e informare gli altri di questa meravigliosa professione, molto spesso usurpata, ma che dà a noi del settore infinite e gloriose soddisfazioni.

In conclusione, buona giornata (mondiale) della Fisioterapia a tutti!

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Massimiliano Scanio

Nato a Catania, classe '98. Attualmente studente del corso di laurea in Fisioterapia. Amo quello che faccio e mi piace scrivere. Sostenitore di nuove idee e confronti costruttivi, amante della verità.