Incontro con Luca Bianchini: la potenza della sensibilità e dell’ironia impressi con l’inchiostro

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Si è svolto in data 27 settembre, a chiusura del primo mese di appuntamenti letterari, il terzo incontro dei “Catania Book Days”, con protagonista Luca Bianchini. 

Autore torinese, dotato di grande simpatia ed empatia comunicativa, ha svolto, prima di definirsi effettivamente uno scrittore, diversi incarichi come copywriter, curando le campagne pubblicitarie di grandi aziende, come Ferrero, Pagine Gialle, Fiat, Tim e Piaggio. 

Nel 2013 arriva il primo, grande successo, con la pubblicazione di “Io che amo solo te”, seguito poi, nel 2015, dalla relativa trasposizione cinematografica, diretta dall’amico di università Marco Ponti. 

Durante l’incontro, scandito continuamente da battute ed intelligente, e quasi tagliente ironia, Luca Bianchini si è soffermato sui propri romanzi più recenti, “Nessuno come noi” (2017) e “So che un giorno tornerai” (2018), analizzando, in maniera dinamica, il processo creativo che porta alla nascita di una nuova storia. E in riferimento a ciò, Bianchini sottolinea l’importanza dell’ascolto e del contatto con l’altrui esperienza; ascolto che non deve avvenire in maniera passiva, ma che deve essere coadiuvato da una sensibilità ed una apertura mentale ed emotiva, “così da lasciarsi realmente colpire nel proprio intimo, e trovando così il coraggio di osare per raccontare qualcosa. Osando si vince sempre”. 

Bianchini ha continuato poi raccontando dell’importanza della scelta del luogo di ambientazione di un racconto, ambientazione che in qualche modo deve riflettere quelle che sono le caratteristiche fondamentali del personaggio. Come lo stesso autore afferma, questo concetto è stato fondamentale per la contestualizzazione del suo ultimo romanzo, “So che un giorno tornerai”. La storia è infatti ambientata a Trieste, città di confine tra cielo e mare, tra Italia e Iugoslavia, dicotomica e complessa come Emma, protagonista di questa storia di abbandono e di riscoperta delle proprie origini e della propria essenza. 

Parlando, poi, di “Nessuno come noi”, Bianchini si apre ad una riflessione sulle differenze e sulle somiglianze rispetto gli adolescenti del 2019 e gli adolescenti del 1987. Senza mai assumere i caratteri di una paternale, l’autore sottolinea l’attuale vulnerabilità e fragilità dei giovani, elementi che si nutrono degli innumerevoli filtri mediatici che vengono posti tra l’essere umano e la realtà, sostanziale ed emotiva, che lo circonda.

Da ciò non discende però una demonizzazione della comunicazione tramite schermo, come si è facilmente dedotto dall’entusiasmo trapelato dalle parole di Bianchini rispetto l’esperienza di trasposizione cinematografica di cui sono stati oggetto alcuni dei suoi libri. L’autore ha però rimarcato la propria affezione alla parola scritta, poiché “se il racconto ti piace veramente, il film lo realizzi tu, e sarà sempre quello più bello”. 

Luca Bianchini, insomma, non fa mistero delle proprie idee circa l’importanza della sensibilità umana e circa la capacità, necessaria, di guardare alla realtà con sguardo ironico e aperto. Caratteristiche, queste, che saranno sicuramente ravvisabili nel suo prossimo romanzo, attualmente in fase di realizzazione.  

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