Si resti, arrinesci?

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Dai movimenti studenteschi a Confindustria, dalle parrocchie alle aule delle Università, in questi giorni il tema che risuona è uno: l’emergenza Emigrazione dalla Sicilia.

Solo alcuni dati: dal 2002 al 2017 la Sicilia ha perso 500mila abitanti. Continuando così nei prossimi 10 anni la popolazione diminuirà di circa 300000 unità. È come se una città come Catania sparisse in 10 anni dalla cartina. Dato non meno importante: negli ultimi 3 anni, sono stati persi 50.000 laureati under 35.

Dove siamo? Dove potremmo essere?

Dalla pagina Gruppo Giovani Imprenditori Catania

Il 5 ottobre, negli splendidi locali del SAL, si è tenuto un incontro fortemente voluto dalla giovane componente produttiva del nostro territorio, per iniziare un dialogo costruttivo con Amministrazione e tessuto sociale-economico della nostra Regione. Il titolo, “Un’impresa a Statuto Speciale”, implica l’attenzione rivolta al sistema economico che, secondo Gianluca Costanzo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Catania, dovrebbe diventare il centro della nostra idea di sviluppo del territorio.

Nondimeno, bisogna ricordare la nostra condizione di terra a Statuto Speciale: l’idea comune è che lo Statuto come bandiera retorica non abbia giovato e non giovi a nessuno. Lo Statuto dovrebbe essere uno strumento unico per incrementare la competitività della Regione Siciliana, eppure così non è, o perlomeno fino ad ora non è stato, e lo confermano i dati -riportati dal Presidente Musumeci- per cui la Sicilia continua ad attestarsi come ultima regione in Italia. Nonostante il disastro, numerosi esempi della nostra imprenditoria sono stati portati: due per tutti, la “Resco Group”, che trasforma pneumatici fuori uso in acciaio, apportando un beneficio all’ambiente, generando reddito dalla trasformazione del rifiuto in risorsa, e la “Ceo Tree”, competente nella formazione imprenditoriale.

Cosa resta da fare allora? Confindustria Giovani, nelle figure di Gianluca Costanzo e Gero La Rocca, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria della Sicilia, si pone una serie di obiettivi, integrati in un Patto Generazionale sottoscritto dal Presidente Nello Musumeci e dal Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Giancarlo Cancelleri. Il documento sancisce l’impegno per: creare imprese sostenibili, che seguano scelte industriali compatibili con il nostro territorio, che lo arricchiscano senza deturparlo; l’assunzione di giovani da parte di altri giovani, in un clima di solidale competitività; la formazione 4.0 per i giovani imprenditori del futuro, che dovranno ripopolare questa terra; un piano shock per le infrastrutture, punto nevralgico per la risoluzione del problema del trasporto di persone e cose; una Pubblica Amministrazione 4.0, più trasparente ed efficiente; modernizzazione e digitalizzazione dei processi. Cosa resta ancora? Resta creare le condizioni per un welfare sostenibile e un fronte compatto contro la criminalizzazione. In che tempi? Un contadino pianta l’ulivo per i suoi figli, sapendo che non potrà godere della sua ombra. La rapidità è un valore, ma lo sguardo dello statista dev’essere più lungo.

Dall’altra parte della Sicilia, nel frattempo, sorgeva un Movimento, nato da una campagna Social, “Si resti, arrinesci”, che, con toni, tecniche e modalità operative diverse, afferma gli stessi obiettivi: bloccare la desertificazione, invertire la rotta. Nicola Maugeri, da Catania, ci illustra i dati preoccupanti. Domiziana Giorgianni, portavoce del gruppo di Messina, durante l’assemblea a Palermo, partecipata da ragazzi di tutta la Sicilia, sostiene come non si possa rimanere inermi davanti a una situazione ormai insostenibile. L’emergenza sociale dilaga. La povertà e la disoccupazione costringono intere famiglie a dividersi. Di fronte a tutto questo, la politica non fa nulla.

Si resti, arrinesci

Il 10 ottobre a Catania, nella Facoltà di Scienze Politiche, si è dibattuto sulle diverse sfaccettature dell’emergenza emigrazione e su quali siano le conseguenze per chi resta. Padre Antonio Garau, del “Movimento delle valigie di cartone”, promuove manifestazioni in stile Ghandi, contemplando il silenzio come arma letale. Ma i ragazzi, d’altro canto, pretendono di essere ascoltati da chi governa. La prima grande manifestazione si terrà il 25 ottobre a Palermo, con partenza alle ore 9.30 da Piazza Verdi. Presenti alcune Consulte Giovanili ed alcune associazioni universitarie.
Anche ieri, esempi positivi di speranza sono venuti dal mondo dell’imprenditoria, nello specifico da “Formability” di Ragusa, che si impegna nella formazione 4.0, con l’aspettativa di incentivare i ragazzi a investire il proprio futuro qui.

#restiamo? Sfida accettata.

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