Le vittime del sabato sera

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Sono tanti i fenomeni negativi che colpiscono l’adolescenza. Uno di questi è sicuramente l’incoscienza. Quando si è giovani, non si pensa spesso alle conseguenze delle proprie azioni e ciò può portare a perdere molto di noi. In certi casi, anche la vita.

Si parla di vittime del sabato sera già da molti anni. 

Alla fine degli anni ’60 il numero dei giovani che escono la sera e vanno a divertirsi aumenta rispetto agli anni precedenti. Si va al cinema, si esce con gli amici, si cerca di far colpo sulla ragazza dei propri sogni. Ma, è proprio intorno agli anni sessanta che i giovani cominciano ad abusare di droghe e alcool. Così iniziano i famosi ”anni di piombo” e le vittime del sabato sera diventano appunto giovani che, dopo una settimana stressante, escono per sballarsi e provare a superare i propri limiti fisici. È così che questi giovani pieni di vita cominciano a trasformarsi in freddi cadaveri.

Negli anni ’80 e ’90 la mortalità notturna giovanile si verificava prevalentemente nelle regioni del nord. Si pensi che nelle sole tre province romagnole di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna ogni anno si contavano anche 25/28 ragazzi morti nelle due notti del weekend dal divertimento esasperato. Oggi, grazie ai controlli della Polizia Stradale e delle altre forze di polizia e alle campagne sensibilizzazione e informazione, sulle strade della Romagna si è passati negli ultimi 4- 5 anni a 5-6 giovani morti in un anno(fonte: Ansa). Tuttavia, ora il fenomeno ha assunto connotati di rischio più elevato rispetto al passato nelle regioni del centro e del sud Italia, dove fino ai primi anni del nuovo millennio era quasi sconosciuto. Qui, le vittime del sabato sera, aumentano sempre di più.

 Il 2019 è uno scenario straziante. La notte più tragica di quest’anno è stata quella del 13 luglio. A Jesolo un’auto ne sperona un’altra, facendola precipitare in un canale. Muoiono in quattro, tutti tra i 22 e i 23 anni. E ancora, nella stessa notte, un 28enne perde la vita, andando a sbattere contro un albero. Sempre nella notte tra sabato e domenica, a Cesena, un veicolo sbatte contro un muretto e finisce in un fosso. Muore il 37enne alla guida e i tre passeggeri di 19, 17 e 14 anni. A Castrocaro Terme una ragazza a bordo di uno scooter cade e perde la vita per le ferite riportate. Un altro centauro, questa volta a Caserta, non ce la fa dopo aver perso il controllo della moto.

Infine sulla A7 nei pressi di Genova perde la vita un giovane a causa di un incidente. Secondo le statistiche elaborate da Aci e Istat, nel 2018 in Italia sono morte, in media, 9 persone al giorno a bordo di auto e moto. Niente meno che 172.553 incidenti in un anno hanno causato 3.334 decessi e 242.919 feriti. In questa triste classifica la “maglia nera” spetta a Genova, seguita da Bari, Brescia e Messina. 

L’ultimo mese si è portato via, il 13 ottobre, la vita di quattro ragazzi di Belpasso, in provincia di Catania. Il 6 ottobre, a Rende, in provincia di Cosenza, in uno schianto frontale tra due auto sulla statale 107 sono morti quattro amici, tutti tra i 18 e 19 anni, mentre una coppia di trentenni è rimasta ferita. Sarebbe stato invece qualche bicchiere di troppo a provocare l’incidente che il 28 settembre scorso è costata la vita a tre dipendenti di un supermercato a Ferrara, tutti tra i 21 e i 28 anni. Il giovane alla guida, di 24 anni, amico e collega dei tre, è indagato per omicidio stradale plurimo: ai controlli dell’alcol test è risultato positivo con un tasso dell’1,30 sensibilmente superiore al limite imposto dalla legge. 

Ci passano davanti agli occhi le notizie di giovani vite strappate via dall’incoscienza dell’età. L’incoscienza è diversa dalla spensieratezza che è sicuramente una prerogativa della gioventu’, purchè non si trasformi nella prima.

A volte bisognerebbe ricordare che non siamo immortali. Bisognerebbe semplicemente dare più importanza alla vita e, soprattutto, avere rispetto di quella altrui. In strada non siamo mai soli. Occorre riflettere sulla possibilità che a causa delle nostre azioni, potremmo porre fine a vite innocenti e distruggere la vita di intere famiglie. Ricordiamoci che la vita non è una cosa da poco e non dovremmo mai sottovalutarla. Le vittime del sabato sera sono persone. Potrebbe capitare a un tuo caro, a tuo figlio, a te. 

La prossima volta che non ti senti in forma e ti metti al volante comunque, magari ubriaco, o in balía dell’euforia con i tuoi amici, chiediti: “ne vale davvero la pena?”

E ricorda che, come dice Massimo Gramellini, “C’è sempre più amore in chi rimane che in chi se ne va.”

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