Kanye West e il gospel rap

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Pochi giorni fa è uscito “JESUS IS KING”, la nuova opera di Kanye West, ritorno che ha fatto suscitare tanta curiosità soprattutto nei suoi fan di vecchia data.

Il motivo? Semplice, il buon West ha deciso di mescolare rap e gospel in questo disco, che ha anche il compito di portare avanti un messaggio evangelico, basta ascoltare “Use this Gospel” in cui cita alcuni passaggi della Bibbia.

Ma il gospel rap non nasce con il nuovo lavoro di Kanye West, bisogna tornare negli anni 80 per ritrovare le origini di questo genere, infatti, proprio in quegli anni escono due album che segnano la genesi del gospel rap: stiamo parlando di “The Gospel Beat: Jesus Christ” di MC Sweet e “Bible Break” di Stephen Wiley; quest’ultimo ha successivamente fondato una chiesa nell’Oklahoma di cui è diventato pastore.

Altri rapper americani, soprattutto degli anni 2000, hanno iniziato a parlare di Dio per cercare di dimenticare la droga, pensiamo a DMX che, nella canzone “Right/Wrong”, recita ‘See, God is great, and that’s why I’m still livin’/ He gave to me, so I’ma keep on givin’ ovvero: “Vedi, Dio è grande, ed è per questo che sto ancora vivendo/ Egli ha dato a me, e così continuerò a dare a lui”.

Tornando a Kanye e a “JESUS IS KING”, il rapper di Chicago intrattiene addirittura un vero e proprio dialogo con Dio nel brano “Follow God” ,dove riprende le sonorità del suo secondo album, ovvero “Late Registration”, uscito nell’ormai lontano 2005. 

“Closed on Sunday” è un inno alla domenica, ovvero il giorno più importante per chi ha fede in Cristo, il giorno del riposo in famiglia, e la sonorità del pezzo rispetta la tematica poiché la chitarra all’inizio richiama un senso di pace e di serenità; in questo brano il rapper fa riferimento anche a Chick-fil-A, fast food americano di proprietà di un’impresa cristiana e chiuso, per l’appunto, ogni domenica.

Il discorso cambia quando si ascolta “On God”, brano totalmente autobiografico; infatti, qui, Kanye parla di alcuni momenti della sua vita: l’incidente del 2002 in cui ha rischiato la vita, il successo commerciale (grazie anche alla sua linea di abbigliamento) o ancora il ranch che ha comprato nel Wyoming. E probabilmente questa è la traccia che più si associa al rapper americano sia per sonorità che per tematica: elenca infatti un infinito numero di cose che K.W. può vantarsi di avere; non a caso negli ultimi giorni ha dichiarato di ritenersi il più grande artista di tutti i tempi.

Di certo Kanye West ci lascia sospesi nel vuoto in questo album, che divide a metà la critica proprio per aver costruito un intero album sul tema religioso e per aver usato delle sonorità tipiche del gospel rap, ma il rapper americano avrà l’occasione di rifarsi presto. Il giorno di Natale uscirà il secondo capitolo di “JESUS IS KING” intitolato “JESUS IS BORN”, non ci resta che aspettare il 25 dicembre.

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Gabriele Dimarco

Gabriele,22 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo lo sport, e in particolar modo il calcio, sin da piccolo e credo che sia una delle poche cose che riescano ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.