A-mors, ovvero l’eterno attraverso l’amore nell’arte e nella poesia

2' di lettura

Cosa sarebbe il mondo senza l’amore?

L’etimologia della parola amore risale al sanscrito kama, desiderio, passione, attrazione. Anche il verbo amare risale alla radice indoeuropea ka, da cui (c)amare, cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale.

Un’altra interpretazione etimologica della parola amore fa risalire il termine al verbo greco mao, desidero, da cui il latino amor, che indica un’attrazione esteriore, viscerale, quasi animalesca, da distinguere da un’attrazione mentale, razionale, spirituale, per esprimere la quale era usato il verbo diligere, cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.

Un’ulteriore e meno probabile, ma curiosa ed interessante, interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors, senza morte. L’origine del termine, quasi a sottolineare l’intensità senza fine di questo potentissimo sentimento. Amore, senza morte.

E pensiamo, adesso, cosa sarebbe il mondo senza l’amore? Cosa ne sarebbe di tutta la bellezza che abbiamo intorno?

Esisterebbe l’arte se non esistesse l’amore?

Prendiamo come primo esempio il sommo Dante e il suo ipotetico viaggio nell’altro mondo.

Tutto si conclude con una frase “l’amor che move il sol e l’altre stelle”. Dopo mille peripezie, il grande autore ci svela il segreto della vita, il motore che fa muovere il mondo: l’amore. In fondo lui l’aveva già conosciuto; l’amore lo aveva trovato negli occhi di Beatrice, nella sua propensione alla religione, nella sua patria. Ed è grazie all’amore di Dante che oggi abbiamo dei così saldi pilastri letterari.

In fondo, l’amore è ciò che ispira autori di ogni tempo e spazio: dall’amor cortese alla bellissima “ho sceso dandoti il braccio” di Montale.

L’amore ha partorito poesie romantiche e non solo.

È certo che l’impegno civile sia amore per il prossimo e per la patria.

È anche doveroso ricordare che la maggior parte dei testi a noi giunti siano frutto di un amore non corrisposto che a tratti può causare speranza, serenità o tormento.

“Amore e psiche” è la spettacolare scultura di Canova esposta al Louvre. Lo scultore riuscì a cogliere la bellezza del sentimento che figurava la scena dei due amanti, i cui sguardi rappresentano un sentimento immenso e immortale.

Pensiamo al “Bacio” di Klimt o quello di Hayez, dove le due figure sembrano fondersi fino a diventare una sola. In fondo, non è proprio questo l’amore? Sentirsi una persona sola in due, avere una persona o un qualcosa che ci completi?

E, adesso, guardiamoci intorno. L’amore per il progresso ha fatto sì che la razza umana crescesse e si evolvesse; l’amore per il prossimo fa si che in molte parti del mondo viviamo pacificamente tra di noi. È l’amor che move il sol e l’altre stelle. Lo conosciamo nel momento in cui veniamo al mondo, e sentiamo la voce della persona che più di tutte ci amerà. Lo portiamo sempre con noi, tra le nostre passioni e aspirazioni; lo troveremo nella persona che ameremo di più in tutta la vita, non importa se durerà per sempre o no. Lo porteremo con noi fino a quando non saremo polvere ed ombra, e vivrà ancora in eterno nell’impronta che abbiamo lasciato sul mondo e nelle persone che abbiamo amato.

Pensiamo, adesso: cosa sarebbe il mondo senza l’arte? Cosa sarebbe il mondo senza l’amore? Solo un cumulo di carcasse vuote e di cocci rotti.

Fortunatamente, però, siamo ancora capaci di amare, possiamo stare sereni, il mondo continuerà a girare. E vivremo in eterno, se solo saremo capaci di amare: “a-mors, senza morte”

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •