Intelligenza Artificiale e Cinema: due mondi in fusione

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La tecnologia sta cambiando i nostri comportamenti, la nostra cultura, i nostri processi organizzativi e perfino le nostre percezioni: come possiamo provare a governare e interpretare tutto questo e fare in modo che l’umanità non le subisca, diventandone succube? È in particolar modo l’Intelligenza Artificiale a promettere di sconvolgere le nostre abitudini, influenzando sempre di più il panorama socio-culturale.

Non è da considerarsi un caso, infatti, la trovata del regista cinematografico Tony Kaye che, se riuscirà nel suo intento, riuscirà a portare sul grande schermo un vero robot come protagonista del suo prossimo film, al quale verrà insegnato persino la recitazione. L’impresa sarà possibile sottoponendo l’automa in questione ad uno specifico addestramento, relativo a diversi metodi e tecniche di recitazione.

Niente CGI, quindi: Kaye vuole una vera Intelligenza Artificiale a decidere le sorti del suo prossimo film che, secondo i primi rumours dovrebbe chiamarsi 2nd Born, sequel di 1st Born, e che dovrebbe già essere in fase di pre-produzione.

Due mondi profondamente diversi e complessi che si incontrano e che si intrecceranno per la realizzazione di un film senza precedenti. Per l’ennesima volta il cinema mostra la sua grande capacità di raccontare storie di qualunque tipo, con qualsiasi mezzo e con obiettivi precisi.

Il cinema è uno sguardo profondamente rivelatore. Capace di mostrarci un altrove e spesso, mettendolo al centro delle proprie intenzioni comunicative, ce ne fornisce modelli e figure. Mettendo a punto un certo modo di vedere le cose, i film ci hanno aiutato a vederle.

Si tratta però anche di uno sguardo vincolante: nell’aprirci gli occhi, i film ci hanno suggerito cosa guardare e come guardarlo.

Con quale sguardo il cinema mostrerà il nuovo film di Tony Kaye, non è possibile saperlo: solo dopo la visione si avrà la possibilità di pensare e analizzare ancor meglio, con sguardo rivelatore o vincolante, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’era dell’antropocene. Un’era in cui il dominio dell’uomo è ormai esteso su tutto, dove anche solo il contatto visivo con delle tecnologie robo-vitali, attuali, esistenti e operose può comportare profondi mutamenti.

Quella fantascienza robotica di cui tanto il cinema ha parlato e di cui continua a parlare forse non è più tanto lontana. I campi della robotica e della cibernetica avanzano con inarrestabili cavalcate verso nuovi obiettivi e conquiste, lusingando grandi rivoluzioni e trasformazioni, irrompendo sempre di più all’interno delle diverse sfere della vita; e, a quanto pare, questi campi sembrano essere davvero pronti ad abbracciare quello della Settima Arte.

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Giovanni Distefano

Diplomato all'Istituto Tecnico Industriale "G.Ferraris" di Acireale e Studente di Scienze e Lingue per la Comunicazione presso l'Università di Catania.
Appassionato di cinema, fotografia, arti marziali e tutto ciò che è inerente al mondo culturale.
Amo viaggiare e immergermi nella natura.