Prima serata di Sanremo 2020

Dallo scandalo di Lauro al coraggioso monologo di Rula Jebreal.

3' di lettura

Debutta con una media di 10 milioni 58mila telespettatori con il 52.2% di share il festival più importante della televisione italiana.
Ma cosa ha impressionato o commosso gli spettatori del Festival? Andiamo subito a commentare!

Sicuramente ciò che rimane impresso della serata di ieri è la performance di Achille Lauro. Lui ci aveva avvisati dicendo: “la mia esibizione sarà arte a 360 gradi“. E come contraddirlo?
Il giovane cantante romano subito dopo la propria esibizione ha pubblicato su Instagram un post con il quale motiva la scelta di “spogliarsi” sul palco: Lauro fa riferimento ad un affresco, che si trova nella Basilica superiore di Assisi, dipinto da Giotto, in cui San Francesco è rappresentato spoglio dai suoi abiti e dai beni materiali. Per alcuni questo è un tocco di classe ma per altri il gesto di Lauro è solo puro esibizionismo. Ma, se il suo look e l’esibizione nel complesso hanno conquistato molti giovani, un dubbio ci assale: che ne sarà del suo brano “Me ne frego“? Infatti pare che questo abbia lasciato un po’ l’amaro in bocca soprattutto per quei tanti che lo scoprirono proprio sullo stesso palco un anno fa e che quest’anno si aspettavano qualcosa in più dal nostro rapper romano. Ma ciò che rimane sicuramente è il carattere eclettico di Achille.

In primo piano (e un passo avanti) sono state messe le donne per la prima serata del festival.
Cominciando dal monologo di Diletta Leotta che ci mette davanti una realtà non contestabile: la bellezza conta anche oggi, ma non è un merito. La giornalista sportiva propone un monologo sulla bellezza: “Mi ha detto che sono bellissima. La bellezza capita, non è merito. Quando capita va bene, altrimenti col cavolo che sarei qui. Potete dire di sì. Lo so, sarei ipocrita se dicessi che il mio aspetto è secondario“. Così si rivolge alla nonna Elena, che “era bellissima e che è ancora pazzesca a 85 anni. Questo tempo fa lo sgambetto a tutti, me l’hai insegnato tu. Noi facciamo di tutto per trattenerlo ed evitarlo. Nel 2076, quando avrò l’età di mia nonna, sarò felice? Lei lo è. Ogni rughetta racconta momenti indimenticabili. Il tempo pasa per tutti, ma non per tutti allo stesso modo. Non ho paura e questo lo devo a te nonna“.

Tra i big in gara c’è un’altra donna meravigliosa che racconta la sua terribile storia: Gessica Notaro. Elegantissima, Miss Romagna, sfregiata con l’acido dal suo ex fidanzato, ha incantato l’Ariston con ‘La faccia e il cuore‘, la canzone scritta da Antonio Maggio ed Ermal Meta ispirata dalla sua tragica storia.
Gessica ha convinto con la sua interpretazione che conferma il suo talento canoro, la sua gioia di vivere e la sua volontà di riscattarsi dal sopruso subito. Amadeus l’ha presentata come una donna “forte e dal grande talento”, una donna rinata dopo l’aggressione con l’acido subita tre anni fa a opera del suo ex fidanzato Edson Tavares.
In ogni parola del brano c’è la tragedia di Gessica e la sua forza “Potevi sciogliermi i dubbi, hai sciolto il sorriso che avevo, ma ho quello di riserva” recita uno dei versi della canzone.

Fondamentale è il contributo alla serata di una grande donna: Rula Jebreal, che ci fa commuovere col suo lungo monologo dedicato alle donne e al loro diritto di essere ciò che vogliono. ‘Lei, aveva la biancheria intima quella sera?’, ‘Si ricorda di aver cercato su internet di un anticoncezionale quella mattina?’, ‘Se le donne non vogliono essere devono smetterla di vestirsi da poco di buono’. Queste sono solo alcune le frasi e le domande fatte alle vittime di violenze sessuali nelle aule di tribunali. Domande insinuanti che sottolineano una verità amara e crudele. Noi donne non siamo mai innocenti. Perché abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto. Perché siamo troppo belle o persino troppo brutte. Perché eravamo troppo disinibite e ce la siamo voluta. Le canzoni che ho citato stasera sono tutte scritte da uomini, tutte. E’ possibile trovare le parole giuste, è possibile raccontare l’amore, l’affetto e la cura (…) Adesso parlo agli uomini. Lasciateci quello che siamo e che vogliamo essere. Siete i nostri complici, i nostri compagni, indignatevi insieme a noi. Sono stata scelta stasera per celebrare la musica e le donne. Ma sono qui a parlare delle cose di cui è davvero necessario parlare. Ho messo il miglior vestito e in fondo il senso di tutto è nelle parole giuste. Domani chiedetevi come erano vestite le conduttrici di Sanremo. Ma che non si chieda ad una donna stuprata come era vestita quella notte. Che non si chieda mai più”. Lei si emoziona e si commuove. La platea si alza in piedi.

La serata di ieri ci ha riservato non poche sorprese senza mai risultare monotona. Cosa ci riserverà la seconda serata del festival?

CLAUDIA MIRABELLA – GABRIELE DIMARCO

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