Seconda serata di Sanremo 2020

Spazio ai giovani (e non)

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Con il solito boom di ascolti continua il festival più amato dagli Italiani che per la seconda serata ha dato spazio ai giovani (e ai meno giovani).
A inizio serata ci sorprende una sfavillante Elettra Lamborghini che, con la sua solita vitalità e (giustappunto) elettricità, scende le scale in un abito insolito ma particolare come lei. Durante la sua energica performance, la regina del twerk, non poteva che mostrare uno dei caratteri che l’ha resa tanto famosa. Che dire… Unica nel suo genere, rimasta sempre un po’ bambina, Elettra ci racconta nel suo testo il suo amore per la musica e la sua emozione era quasi palpabile.

Sul palco dell’Ariston si è fatta sentire anche la scena rap grazie alle esibizioni di Rancore e Junior Cally, ma purtroppo il risultato ottenuto non è quello meritato.
Tarek Iurcich, in arte Rancore, ha portato un brano ricco di raffigurazioni e simbologie, partendo dal titolo “Eden” e dalla ricorrente immagine della mela, simbolo del male, che presenta vari significati nel brano: partendo dalla citazione sugli attentati del 11 settembre “L’11 settembre ti ho riconosciuto, tu quando dici grande mela è un codice muto” in cui la grande Mela corrisponde per l’appunto a New York, fino ad arrivare ad Alan Turing, il matematico che riuscì a decifrare i messaggi scambiati tra diplomatici e militari nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, che morì avvelenato e Rancore cita proprio l’episodio “Un inventore muore, nella mela che morde c’era il cianuro“.
Il basso posizionamento nella classifica della giuria demoscopica dà l’impressione che il rapper arrivi ai giovani ma non al “tipico” pubblico sanremese che è abituato a testi meno impegnativi, quindi sicuramente parte penalizzato da questo fattore ma attenzione perché potrebbe comunque tornare a casa con il Premio della Critica “Mia Martini”.

Per quanto riguarda Junior Cally, potremmo discuterne per ore ma il punto è che il giovane rapper di Focene rimane vittima dei pregiudizi che si sono creati intorno a lui nelle scorse settimane dovuti ad un testo del 2017 contenente frasi crudi.
Quindi qualsiasi fosse stato il brano presentato le critiche sarebbero arrivate comunque, ma obbiettivamente il Cally porta un testo che rappresenta lo specchio dell’Italia e attacca il populismo che domina il nostro paese, e lo fa con profondo coraggio. Dalla sua performance esce tutta la grinta di chi sa che deve far ricredere tutta Italia (o quasi) e soprattutto vuole portarvi dalla sua parte, perché non esiste neutralità per Junior Cally, o stai con lui o stai con i potenti e questo ieri sera lo ha fatto capire, forse serve un secondo ascolto per prendere posizione ma si merita un’altra chance.

Sanremo ha lasciato sicuramente spazio ai giovani ma, a metà serata, ci ha fatto fare un tuffo nel passato attendendo con fervore il mitico ritorno dei “Ricchi e Poveri”!
Con la loro vitalità e le loro meravigliose voci e canzoni, ci dimostrano che l’età è solo un numero e che si può restare giovani nell’anima, basta solo volerlo!

Insolita ma straordinaria è l’esibizione di Paolo Palumbo: rapper 22enne affetto da Sla che è arrivato dritto al cuore del pubblico di Sanremo, in una performance applauditissima. Le sue rime si compongono attraverso gli occhi e diventano parole grazie alla voce di un computer, ma non per questo provocano meno emozioni. Nonostante la sclerosi laterale amiotrofica che lo ha colpito a soli 18 anni, questo giovane ha trovato la forza di fare molte cose con il sostegno della sua famiglia. Anche portare sul palco dell’Ariston un messaggio di speranza. “Se vi dicono che i sogni non si realizzano sappiate che i limiti sono solo dentro di sé“. “La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma di un ragazzo che non si è arreso – è il messaggio che Paolo ha lanciato con la voce metallica del sistema con cui comunica con il resto del mondo grazie al movimento degli occhi-. I limiti sono solo dentro di noi. Ricordate che il tempo che abbiamo a disposizione è poco ed è nella mente che ristagnano le disabilità più gravi“. E infine interroga il pubblico con domande semplici ma che vanno dritte al punto: “Avete speso bene il vostro tempo? Avete detto a tutti “ti voglio bene”? Avete cercato un lavoro che vi faccia svegliare al mattino col sorriso?”

La seconda serata di Sanremo, dunque, non ci ha lasciato indifferenti, ci ha fatto ballare, emozionare e ridere. Del resto, semplicemente mitico come (da) sempre!

GABRIELE DIMARCO – CLAUDIA MIRABELLA

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Gabriele Dimarco

Gabriele,22 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo lo sport, e in particolar modo il calcio, sin da piccolo e credo che sia una delle poche cose che riescano ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.