Terza serata di Sanremo 2020

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La terza puntata del Festival di Sanremo è stata dedicata alle cover di canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.
Così abbiamo assistito a prestazioni degne di nota e altre totalmente bocciate, ecco chi per noi è promosso a pieni voti:

  • Raphael Gualazzi con “E se domani”: accompagnato dalla talentuosissima Simona Molinari, il buon Gualazzi ci propone una versione sofisticata e delicatissima di questo brano che fu portato alla gloria da Mina; un pianoforte e la voce, basta solo questo ai due artisti per conquistarci e farci sognare con loro.
  • Elodie con “Adesso tu”: la cantante romana si presenta da sola e forse è proprio per questo motivo che riesce a portare sul palco una versione molto riuscita e vicina a quella originale di Eros Ramazzotti con la quale il cantautore si conquistò la vittoria al Festival di Sanremo del 1986.
  • Rancore con “Luce (Tramonti a Nord Est)”: non era facile scrivere delle strofe rap su un brano del genere ma Rancore ci è riuscito alla grande, la voce de “La rappresentante di lista” è cristallina e il tutto è accompagnato dalla produzione di Dardust che fornisce un’altra delle sue perle, sicuramente ha colpito positivamente.

Mentre le cover che hanno meno convinto e quindi bocciate sono:

  • Morgan e Bugo con “Canzone per te”: l’unico intento riuscito è stato quello di farmi spegnere la tv, complimenti!
    P.S. Bugo incommentabile
  • Giordana Angi con “La nevicata del ’56”: accompagnata da un formidabile quartetto di musicisti la Angi riesce comunque a rendere questa canzone noiosa, lei ha 26 anni ma forse ha sbagliato repertorio.
  • Diodato con “24 mila baci”: sulla carta l’accoppiata Diodato/Nina Zilli esalta ma nella realtà dei fatti si è assistito ad un dramma musicale, i due non entrano in sintonia vocalmente e Diodato non dà il meglio di sé, peccato!

Sicuramente, la terza serata, coi suoi alti e bassi, riesce a tenere alti gli ascolti del festival. Benigni lo definisce “il festival più bello che abbia mai visto”.
Infatti, il grande attore, regista, artista è stato l’ospite attesissimo della terza serata e non ha esitato a portarci un po’ della sua arte, unica nel suo genere. Infatti Benigni, ovviamente dilungandosi un po’, ci delizia col suo monologo nel quale parla del “cantico dei cantici” un libro della Bibbia e lo rende attuale.
Nonostante ciò, però, questa mattina spopolano le critiche: Benigni aveva già recitato un monologo molto simile nel 2006, in un teatro. Che vi abbia preso spunto o no, in fondo è sempre Benigni, e riuscirebbe ad incantarci in ogni caso.

A metà serata viene presentata una nobile iniziativa, portata avanti da sette grandi artiste e, in primis, donne. Al Festival sono arrivate Laura Pausini, Alessandra Amoroso, Giorgia, Emma, Elisa, Gianna Nannini e Fiorella Mannoia. 7 grandi donne tutte insieme riunite contro la violenza sulle donne.
Saranno protagoniste il 19 settembre al Campovolo dell’evento “Una nessuna centomila”. “Centomila come le voci che speriamo di avere tra il pubblico, hanno spiegato”.

“Questa sera tutte siamo qui. Una donna lotta e lo fa per tutte le altre. Mai più una donna deve subire delle violenze”. Gianna Nannini ha aggiunto: “Ci siamo schierate ancora una volta perché non ne possiamo più”. Fiorella spiega che il ricavato del concerto sarà devoluto ai centri di violenza scelti nel territorio.

Sicuramente poco fondamentale è stata la partecipazione di Georgina Rodriguez, la famosissima moglie di Cristiano Ronaldo che a stento (e pure male) ha pronunciato i nomi di dodici cantanti in gara. Bella sicuramente, ma è altro che rende nota e capace una donna!

Non mancano le sorprese durante la serata e non mancano le donne che spiccano per la loro intelligenza, loquacità e capacità: una di queste è Alketa Vejsiu: entusiasta, spigliata e incontenibile nel suo fiume di parole, la conduttrice della televisione albanese ha conquistato il palco con la sua parlantina. «Per me questo è un invito speciale, il punto più alto della mia carriera, rappresenta il sogno di una nazione. L’Italia è un esempio di integrazione e accoglienza».
A fine serata è arrivato anche il suo monologo in cui ha parlato della dittatura in Albania e del legame fra Albania e Italia, seguito dal duetto a sorpresa con Bobby Solo sulle note di «Una lacrima sul viso»: «C’era una volta un Paese dove ad ascoltare la musica di Baglioni e Celentano diventavi nemico del popolo, potevi finire in prigione. Un posto dove se eri bionda venivi sospettata perché bionda era Raffaella Carrà. Anni bui, in cui Sanremo veniva ascoltato di nascosto.[…] Grazie Italia per avere tenuti accesi i nostri sogni, non ci avete abbandonato. Non lo avete fatto quando raggiungevamo la vostra costa per vivere. L’Italia ha illuminato nostro cammino con la sua cultura, la sua musica, la sua arte e la sua bellezza. Sono qui stasera per dire grazie a Sanremo, grazie da noi che ti abbiamo sognato anche al di là del mare. Non sei soltanto tempio della musica italiana ma anche esempio di integrazione. Stasera voglio dare un messaggio d’amore: la musica supera i confini tra i Paesi, non ha bisogno di passaporti, visti o bandiere, ma semplicemente si diffonde e ci insegna ad amare e volare.”

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