Un nuovo metodo di apprendimento: la didattica a distanza

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Niente suoni di campanelle, niente rumori tra i corridoi e niente risate. La scuola è cambiata. Da quando il COVID-19 è entrato nelle nostre vite ha portato numerosi cambiamenti, tra cui un nuovo modo di fare scuola. Questo metodo prevede che da casa ogni studente possa continuare il proprio percorso scolastico. Si cerca, quindi, di trovare la normalità nell’anormalità.

Sebbene sembri difficile, perché nessuno potrà mai sostituire la tradizionale spiegazione del docente, dobbiamo prendere atto di quello che ci circonda in questo momento. Viviamo ore difficili che ci portano a stare a casa e a pensare, inevitabilmente, ai nostri compagni. Quando apriamo il computer li ritroviamo in video lezione pronti, insieme all’insegnante, ad apprendere.“La didattica a distanza sta diventando una risorsa che sopperisce all’impossibilità di fare lezione in presenza, e sta permettendo a docenti, ragazzi e famiglie di riscoprire una vicinanza, una collaborazione ed un’alleanza che sono ancora più preziose di fronte al senso di incertezza che comprensibilmente tutti sentiamo”. Così il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina si esprime, attraverso una lettera, in merito alla didattica a distanza e continua dicendo che “la scuola ha il dovere di arrivare a chi non ha i mezzi e i modi per connettersi con i propri docenti, sia per continuare ad apprendere sia per continuare ad incontrare la sua comunità di riferimento, compagni e docenti in primis”. Un messaggio di solidarietà che trasmette forza, sicurezza e senso del dovere.

Per aiutare gli studenti in difficoltà sono stati stanziati 85 milioni per potenziare la didattica a distanza. Tra questi fondi stanziati, 70 milioni andranno utilizzati per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali. Nessuno va lasciato indietro, perché tutti meritano il diritto allo studio. I ringraziamenti per il continuo funzionamento di questo “motore” d’apprendimento sono, senza dubbio, per tutte le figure scolastiche che si adoperano al fine di garantire il proseguimento delle lezioni. Sono però tanti i dubbi che ci assillano ogni giorno e le perplessità che dominano le vite degli studenti. Si ritornerà a scuola? Come faranno i docenti a valutare gli studenti? Gli studenti che affronteranno gli esami di licenza media e di maturità come procederanno?

Sul possibile rientro a scuola la ministra Azzolina si è espressa durante un’intervista a “Di Martedì”, programma di Giovanni Floris su La7, dicendo che “le scuole riapriranno quando avremo la certezza che il quadro epidemiologico dell’Italia ci permetterà di mandare i nostri studenti a scuola nella massima sicurezza”. In merito al 6 politico la ministra ha invitato tutti gli studenti a studiare, essere seri e rigorosi. È importante, quindi, che gli studenti di ogni ordine e grado, continuino ad apprendere, per tenere sempre attiva la “fiamma” del sapere.

Un peso in meno per tutti i maturandi che quest’anno saranno giudicati dai professori delle loro classi poiché non ci saranno i tre commissari esterni, ma sei commissari interni e un presidente esterno.

Poi ci sono i bimbi più piccoli, dai 3 ai 6 anni, che, come spiega Dianora Bardi del centro studi ImparaDigitale: “a quell’età è importante rivedere la maestra, i compagni e fare qualche attività a casa. Purtroppo manca un aspetto, quello della vicinanza, che è fondamentale per i bambini più piccoli”.

Per seguire al meglio le lezioni a distanza, il Ministero dell’Istruzione ha consigliato alcune piattaforme ufficiali come Google Suite, Office 365 Education A1, We School, Amazon Chime. Tutti “luoghi d’incontro” che permettono lo svolgimento dei compiti, dei test e la possibilità di vedersi attraverso lo schermo. Le opinioni degli studenti, al riguardo, sono davvero contrastanti. Alcuni liceali, ad esempio, preferiscono questo nuovo tipo di didattica, poiché riescono a consegnare con maggiore tranquillità i compiti assegnati. Ma altri, invece, preferivano di gran lunga il metodo tradizionale, perché la spiegazione del docente risultava essere più chiara. Pagine Word, Power Point, moduli Google ecc.. sono i nuovi “quaderni” dove poter eseguire le consegne assegnate.  In momenti dove la scuola non si ferma, neanche i ragazzi dovrebbero farlo.

Non ci resta che aspettare e osservare l’andamento della situazione, con la speranza di ritornare presto alla routine quotidiana.

Antonio Guglielmino

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