Giustizia smart: tra necessità e innovazione

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Distanze da mantenere, attività chiuse, smart working: il Covid-19 sta cambiando le sorti di ogni lavoratore. Nazioni intere completamente paralizzate, circondate e rinchiuse dalla barriera della paura. Ma tutto questo basta a fermare la giustizia? 

Assolutamente no. Nonostante la quarantena, essa continua a fare il proprio corso, solo in un modo un po’ diverso.

Il 14 marzo, infatti, l’Ordine degli Avvocati di Milano, la Camera penale, la Procura e il Tribunale hanno firmato un protocollo completamente rivoluzionario per l’amministrazione della giustizia in materia penale, sulla quale fino ad oggi vi erano state decise opposizioni alla digitalizzazione. Alcuni processi, nello specifico quelli da svolgere con particolare urgenza, sono passati dalle aule fisiche ad una gigantesca “aula virtuale”, che si snoda in diverse piattaforme per la comunicazione. Dalle convalide degli arresti ai passaggi di pratiche, la giustizia online si sta facendo strada al fine di poter continuare il proprio esercizio e garantire le migliori condizioni possibili rispetto ad un mondo che verte già in una cattiva situazione. 

Tutte queste novità, sebbene abbiano funzione di garanzia e certezza, suscitano comunque diverse domande, come: “Ma esattamente come funziona?”, o anche “Ci saranno cambiamenti per il futuro?”. 

Riguardo al funzionamento, ci sono diverse fasi da seguire: innanzitutto la polizia giudiziaria, dopo aver proceduto all’arresto, trasmette via mail al pubblico ministero di turno tutti gli atti che poi vengono inviati anche al difensore. Tutto viene poi caricato in formato PDF su un portale riservato agli atti urgenti. La cancelleria del pubblico ministero forma un fascicolo digitale, comprensivo del verbale di arresto e degli atti scansionati. Il giudice si collega con le parti e concede un termine di un’ora – prorogabile – all’avvocato per leggere tutto. Dopodiché, può iniziare la convalida o la direttissima. 

Accertata la regolare costituzione delle parti, il giudice, con decreto motivato, da atto che si proceda con la partecipazione a distanza «per ragioni di sicurezza», da individuarsi nell’attuale emergenza sanitaria determinata dal Covid-19.

Le postazione sono allestite anche in carcere o, se l’indagato è agli arresti domiciliari, al Comando più vicino dove viene predisposta un’apposita postazione per celebrare l’udienza di convalida da remoto.

Per rendere più stabile la connessione, il giudice può autorizzare le parti a disattivare il video o il microfono. Si evitano così rumori di sottofondo, per rendere l’audio migliore. Il collegamento da casa o dall’ufficio non esonera però l’avvocato dall’indossare la toga (un eccessivo formalismo?).

Gli sforzi compiuti sono molti, ma il dibattito in merito a queste pratiche è ancora aperto. Ci si chiede, ad esempio, come mai le piattaforme per l’amministrazione penale non siano state messe a disposizione già tempo addietro, insieme agli strumenti tecnologici forniti ai giudici di pace per i processi civili. Nello specifico, il Ministero ha messo a disposizione di quest’ultimi altre 2800 licenze Office 365 (comprensive della piattaforma di video conferenza Teams). Ma l’area penale (che non è informatizzata, se non in minima parte), quelle della Cassazione e quella minorile si snodano ancora in prevalenza attraverso la forma prettamente cartacea. 

Si è registrato inoltre un calo dell’80% dell’attività giudiziaria, e si sostiene che sia necessario rendere molto più semplice l’accesso e la disposizione delle piattaforme digitali, così da poter coprire un numero maggiore di casi, e poter avere un’amministrazione più fluida e veloce. 

Insomma, come già detto, gli sforzi compiuti sono molti, ma probabilmente non ancora sufficienti.

Con riguardo, invece, agli eventuali cambiamenti per il futuro, non si è ancora certi di cosa in effetti possa accadere, dato che questa nuova forma di giustizia è ancora agli esordi, ma chissà che non possa essere un inizio per una diversa procedura di deposito degli atti in formato digitale o tanto altro ancora. 

Ciò che è certo è che la giustizia non si lascia abbattere da alcun virus, e non permetterà a nessuna quarantena di rinchiuderla da qualche parte.

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