Freud: tra serie e realtà

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Da poco più di una settimana Netlix ha messo a disposizione la tanto attesa serie-evento “Freud”, che ha come protagonista il padre della psicoanalisi Sigmund Freud. 

La serie è stata tanto esaltata quanto criticata. Facciamo chiarezza: se è pur vero che intitolando la fiction “Freud” ci si aspetti, quanto meno, che l’oggetto principale sia proprio la psicoanalisi, bisogna comunque accettare che ci siano vari linguaggi e vari metodi per affrontare un argomento corposo come pochi. In poche parole, la scelta del regista, Marvin Kren, di trasformare una serie storica in un thriller tendente all’horror, potrebbe essere giustificata dalla volontà di rendere la visione appetibile a tutti. Se questo fosse il vero scopo della serie, allora possiamo dire che è stato raggiunto a pieni voti: il giallo è intrigante e ben strutturato, la tensione cresce di episodio in episodio, e le otto puntate scorrono senza annoiare. 

Bisogna comunque mettere sulla bilancia il peso della componente storica e divulgativa, che a conti fatti, risulta modesta e a tratti insignificante. 

Andiamo con ordine: la trasposizione storica è eccellente, il clima di fine Ottocento è magistralmente ricreato dalla sceneggiatura, che inserisce Freud appena trentenne in una Vienna parte dell’Impero Austro-Ungarico con tutte le tensioni politiche dell’epoca. La serie cerca inoltre di raffigurare l’ambiente culturale e scientifico in cui si affacciano le ricerche del protagonista, e anche in questo risulta precisa; i professori e i medici che vengono citati sono infatti realmente esistiti, e vennero realmente a contatto con Freud. 

Quel che rimane in sospeso, fino all’ottavo episodio, è proprio la componente psicoanalitica. Sebbene le puntate siano intitolate con termini e opere adoperati e scritte da Freud (Totem e tabù; Catarsi; Isteria; Trauma…), risulta difficile cogliere il collegamento tra il thriller accattivante e la vera essenza della ricerca freudiana. 

Possiamo però notare delle sottili allegorie, e lievi rimandi al pensiero di Freud:

SPOILER ALLERT 

• Freud si avvicina realmente all’ipnosi e abbraccia questa terapia durante i primi anni della propria carriera. Nella serie, infatti, troviamo un Freud giovane che è molto diverso dal padre della psicoanalisi che conosciamo oggi. 

• I rimandi alla teoria sessuale di Freud sono sparpagliati nel corso della serie: il primo omicidio vede una donna infilzata con un coltello nella vagina (fase genitale); il secondo una bambina con le dita in bocca (fase orale). Viene inoltre evidenziata la perversione sessuale del principe ereditario Rudolf in correlazione al difficile rapporto col padre. 

• Gli studi di Freud su malattie mentali come schizofrenia, isteria, dissociazione della personalità, sono accennati grazie al personaggio di Fleur; vengono mostrati i sintomi di queste malattie e intravediamo la sostanziale differenza tra il metodo freudiano e le credenze dell’epoca: i medici contemporanei a Freud si limitano a trattare queste malattie come problemi fisiologici, e si ostinano a curarle come tali, senza ottenere risultati. 

• Negli ultimi tre episodi il carico psicoanalitico si ingrandisce, e attraverso escamotage scenici vengono trattati argomenti quali: inconscio, complesso edipico e contenuti latenti della psiche.

• Sforzandoci possiamo anche notare un’allegoria tra i personaggi. Osservando l’interazione tra i tre personaggi principali, quali Freud, Fleur e l’ispettore Kiss, Fleur potrebbe rappresentare l’Es(la parte “selvaggia” della psiche); Kiss il Super-io (il senso del dovere e l’educazione); e Freud l’Io, dove Es e Superio convergono tramite una lotta. 

Nel complesso, quindi, la serie non è totalmente snaturata, così come criticata da molti; l’idea del giallo può essere considerata vincente, poiché contribuisce a creare l’atmosfera e il clima che nel Novecento sorse con le ricerche di Freud. Così come, all’interno della fiction, Freud indaga su crimini e casi polizieschi, allo stesso modo, figurativamente parlando, fecero le sue scoperte nella reale narrazione dei fatti: queste seguirono infatti le orme della psiche umana, per catturarne infine l’essenza.

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