Never Stop

5' di lettura

Cosa fare quando un virus violento si abbatte sul tuo Paese? 

Le strade sono deserte e le persone hanno dovuto rinunciare alla loro quotidianità per un’azione buona. 

Il mondo si è fermato. 

Sembra di ritornare al passato. 

Periodo Trecento, la Grande Peste. 

Forse tutte queste malattie vogliono combattere contro di noi e vedere la nostra forza. È un punto di vista che ci può aiutare a non mollare mai e ad affrontare sempre tutto. 

Adesso siamo nel 2020, non c’è Boccaccio a comporre la sua grande opera e nella sua cornice non ci sono 10 ragazzi. In questa cornice moderna ci sono quattro ragazzi, due donne e due uomini: Adelaide, Camilla, Raffaello e Thomas, che si ispirano a Boccaccio, ma decidono di cambiare tutto e adattarsi al loro tempo. La struttura è uguale: temi, rubrica e novelle. Ma quest’ultime hanno un particolare. Sono le loro storie, i loro avvenimenti, che li hanno cambiati; contengono le loro emozioni e una morale da sottolineare.

La scrittura li ha aiutati a conoscere se stessi e gli altri. E non solo. Aiuta a staccare un po’ dal “mondo tecnologico” e rientrare nel “mondo reale”, riscoprendo i veri piaceri della lettura e scrittura. 

Quest’ultima aiuta a liberare ogni emozione, ad aprirci pienamente, a superare i propri limiti e a togliere le maschere che ognuno di noi ha messo sul viso per proteggerci dal “mondo esterno”.

Dobbiamo vedere la scrittura come la pittura della voce.

“Non si scrive perché si ha qualcosa da dire, ma perché si ha voglia di dire qualcosa.” 

Storia di Adelaide

Tema: amore 

È la storia di due ragazzi, Bryan e Celeste, che, dopo episodi che hanno messo a dura prova il loro amore, sono riusciti a stare insieme.

Non sono stati anni facili per me e Bryan.

Abbiamo superato ogni peripezia. 

Abbiamo scoperto il vero significato dell’amore e capito che noi riusciamo a superare ogni ostacolo insieme, mano nella mano. 

Ci sono stati episodi belli, ma anche brutti.

Quest’ultimi ci facevano crollare e pensare di mollare tutto. Ho capito che come soffriamo noi donne, la stessa cosa succede agli uomini, solo che loro vogliono apparire così forti ai nostri occhi, e molto spesso non riusciamo a comprendere questa “reazione”. Quando decidi di stare con una persona, devi prenderti cura di lei, trovare una complicità, e far entrare l’altro nel proprio fragile mondo.

Ma anche se ci sono periodi bui, dove non si vede neanche uno spiraglio di luce, vale la pena buttare tutto quello che si è creato? È bello stare insieme nei momenti di gioia per poter vedere la spensieratezza negli occhi dell’altro, ma provate a stare accanto pure nei momenti cupi. È qui che il rapporto si rafforza, migliora e diventa più maturo. 

Se io e Bryan ci fossimo arresi, ora probabilmente non saremmo felici.

L’amore è ogni giorno. Non conosce date o scadenze. Chi ama, ama sempre. 

E a chi non crede più, voglio dire che l’amore c’è, è presente nei piccoli gesti. Si presenta in mille sfaccettature.

Storia di Camilla

Tema: ipocondria

L’ipocondria può essere soffocata? 

La storia ha per protagonista una ragazza di nome Alessandra, che attraverso vari metodi riesce ad allontanare il suo incubo peggiore.

Ci sono giorni in cui la mia “ipocondria” è così opprimente che non mi lascia nemmeno un minuto serena. 

La paura aumenta sempre di più quando sento il telegiornale o leggo qualche drammatica notizia. 

Mia mamma mi ripete sempre di vivermi la vita.

Ma come faccio? Ogni minima cosa mi tormenta.

La notte è quella parte della giornata dove la mia fobia si accresce. Ogni sera soffoco i pianti sul mio cuscino. Mi da un senso di angoscia. Il giorno invece mi trasmette positività, e mi sento carica. Il vero problema è: come posso cercare di trovare un equilibrio? 

Dopo una lezione di filosofia decisi di approfondire Epicuro, e soprattutto il suo punto di vista sulla morte. Diceva lui: “Quando noi viviamo, la morte non c’è. Quando c’è lei, non ci siamo noi”.

Quando siamo vivi, la morte non c’è e quindi non ci può causare un danno; quando c’è, non ci siamo noi e, quindi, egualmente, non ne possiamo avere alcun danno. Pensiamo al tempo prima della nostra nascita. Non il tempo dei nove mesi di gestazione, quando eravamo nel grembo materno, ma prima di essere concepiti. Non ci siamo mai preoccupati per il fatto che non esistevamo, perché avremmo dovuto se non c’eravamo? 

Allo stesso modo, non dobbiamo preoccuparci per la nostra non-esistenza dopo la morte.

Dopo questa ricerca, decisi di cambiare il mio stile di vita. 

Cominciai a svagarmi con gli amici, a sfogarmi in palestra e correre all’aria aperta con il mio partner.

Da quando ho cambiato modo di vivere, tutti i tristi pensieri magicamente sono scomparsi.

Dobbiamo dare a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della nostra vita, perché ogni momento è un dono prezioso e non pensare ai mali e alle sofferenze ci aiuterà a vivere appieno. 

Storia di Raffaello

Tema: danza. 

È la storia di un ragazzo gay, Roberto, che dopo mille sofferenze è riuscito a fare ciò che più amava: la danza.

“Dio ha creato l’uomo e la donna, e così deve essere per sempre, non possono esistere rapporti tra due stessi sessi.” 

Da questa affermazione della maggior parte delle persone, si può dedurre che nessun altro amore, che non sia eterosessuale, sia ammesso su questo mondo. Siamo nel 2020, e ancora esistono questi tabù. La verità è che io sono felice così, sono me stesso, ma con un altro orientamento sessuale. Perché devono fare della mia felicità la mia infelicità? 

Non sono stato ammesso a molti talent show di danza perché sono gay. I gay vengono definiti come delle razze inferiori, come gli ebrei, i musulmani, e quindi vengono emarginati dal “comune”. 

La danza è sempre stata parte di me, tramite essa rappresento le mie emozioni e ciò che provo in quel determinato momento. Dopo aver pensato che il mio sogno fosse svanito per sempre, come una nana nera, ecco che una speranza si riaccese dentro di me.

Sono riuscito a fare ciò che ho sempre amato di più, e adesso ho aperto una scuola tutta mia, “Butterfly’s school”, perché ogni ballerino che si esibisce vola e con lui vola ogni suo sentimento. Solo chi sogna, può riuscire a volare. Sono un ballerino gay, felice e orgoglioso della mia determinazione e costanza. Non possiamo comprendere l’omosessualità, se la scindiamo dall’amore. 

Storia di Thomas

Tema: ricerca della felicità.

È la storia di un ragazzo, Dario, che dopo aver attraversato un periodo buio, ritrova la felicità e cerca di attribuirle un proprio significato.

La vita si sa, è fatta di momenti belli e brutti. Ma quando ti capita un periodo brutto, sostieni di non essere abbastanza forte per superarlo; sembra di rimanere per sempre a terra, e non di non riuscire mai a rialzarti.

È quello che ho provato io, dopo episodi che hanno inciso profondamente su di me. 

Ma dopo la pioggia, arriva sempre l’arcobaleno. 

E capisci che la felicità è sempre presente, basta cercarla; e quando meno te l’aspetti, la trovi. 

Felicità.

Otto lettere.

Una parola.

Ma che significato ha? 

Per me la felicità è come l’arte. Quando siamo felici, la nostra vita si tinge di mille colori, colori positivi. 

La felicità è essere se stessi, in mezzo a tante persone che si nascondono per la paura di non essere accettati dagli altri. Che poi, gli altri sono uguali a te, anche se poi non lo dicono.

La felicità è la persona che ci sta accanto e che suscita in noi una miriade di emozioni e che, quando siamo con lei, inevitabilmente ci alleggerisce.

Che poi, alla parola “felicità”, abbiamo tutti associato un volto.

La felicità è sorridere sempre, anche se il mondo ti sta crollando addosso. 

Come dice una famosa frase di Democrito: “la felicità non consiste nel possedere dei trofei e dell’oro. È nell’anima che dimora la sede della beatitudine.”

Ma le cicatrici del dolore rimangono, è inevitabile. Non dobbiamo reprimere le sofferenze, ma superare l’ostacolo e trovare il bello nel brutto. Solo così saremo sulla giusta strada per la ricerca della felicità, e riusciremo a rispondere alla domanda: “ma la felicità che sintomi ha?”

-Vittoria Nicolosi, Liceo Enrico Boggio Lera, III AL 

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