Dissing: quando le parole diventano un’arma

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Il termine dissing fa parte dello slang afro-americano e deriva da “disrespecting” che, tradotto, significa “mancare di rispetto”. Questo termine è legato alla cultura hip-hop, e risale agli anni ’90, quando esistevano già delle vere e proprie diatribe nel mondo del rap americano.

Il termine diss comparve per la prima volta nel pezzo “I Can’t Live Without My Radio” di LL Cool J, uscito nel 1985. Lo stesso rapper fu al centro di un importante dissing con Canibus sulla fine degli anni Novanta. Infatti, nel 1997, i due rapper collaborarono insieme nella canzone “4,3,2,1” (alla quale parteciparono anche Method Man, DMX e Redman); tutto partì da un verso che scrisse Canibus, cioè “L, is that a mic on your arm? Let me borrow that” (“L, è un microfono quello sul tuo braccio? Prestamelo”), riferendosi al tatuaggio di un microfono che LL aveva sul suo braccio. Quest’ultimo rispose all’interno dello stesso pezzo, affermando che si era sentito mancare di rispetto: “The symbol on my arm is off limits to challengers…You don’t wanna borrow that, you wanna idolize” (“Il simbolo sul mio braccio è troppo per gli sfidanti… Non lo vuoi in prestito, lo vuoi idolatrare”).

Prima che la canzone venisse diffusa, LL chiese a Canibus di cambiare il verso. Secondo Canibus, LL aveva promesso che avrebbe tolto anche il suo, cosa che invece LL negò. Alla fine, Canibus tolse il verso, ed il pezzo venne messo in distribuzione. La gente iniziò a capire cos’era successo, e Canibus raccontò la sua versione della storia, affermando che LL Cool J non aveva eliminato dal brano la risposta. Il dissing tra i due continuò, con Canibus che attaccò nuovamente LL nella canzone “Second Round K.O.” (tra l’altro, nel video del pezzo appare Mike Tyson, ex amico di LL, che ora esulta per Canibus); LL Cool J rispose con “The Ripper Strikes Back”, in cui il rapper di New York attacca Canibus, Mike Tyson ed il produttore di Canibus, Wyclef Jean.

Tornando indietro negli anni, si può dire che il diss più importante della storia dell’hip-hop americano avvenne nella diatriba tra Tupac e The Notorious B.I.G.

I due si conobbero nel 1993, e diventarono subito grandi amici. L’anno successivo, registrarono anche un pezzo assieme, “Runnin’ from tha Police”, un testo talmente violento che non venne mai pubblicato in nessun album. Ad un certo punto, le loro strade si divisero. B.I.G. viveva un periodo d’oro, ma venne accusato di essere uno degli artefici dell’attentato del 30 novembre 1994, che colpì lo studio in cui registrava Tupac; mentre quest’ultimo venne arrestato con l’accusa di abuso sessuale e condannato a quattro anni e mezzo di carcere. Qualche giorno dopo l’incarcerazione di Tupac, venne pubblicato il secondo singolo di The Notorious B.I.G., tratto dall’album “Ready to Die”, ovvero “Big Poppa”; ed è da qui che iniziò la rivalità tra i due rapper. Infatti, il video di questa canzone venne realizzato all’interno del club in cui Tupac conobbe la ragazza che poi l’accusò di violenza sessuale. Da quel momento, Tupac iniziò ad odiare B.I.G.

La faida tra i due arrivò al suo culmine nel 1996. In quell’anno, Tupac pubblicò “Hit ‘Em Up”, che passerà alla storia come il diss più famoso di tutta la cultura rap. Infatti, in quel pezzo Tupac attacca The B.I.G. Notorious, dicendo anche di essere andato a letto con sua moglie, Faith Evans: “I ain’t got no motherfuckin friends, that’s why I fucked yo’ bitch, you fat motherfucker” (“Non ho nessun fottutissimo amico, è per questo che mi sono scopato la tua puttana, fottutissimo ciccione”). 

Qualche mese dopo, Tupac venne ucciso a Los Angeles,colpito da quattro proiettili sparati da un’auto in corsa; B.I.G. e Puff Daddy furono accusati per molto tempo di essere i mandanti dell’omicidio, ma non furono trovate prove. Il 9 marzo 1997 venne ucciso anche The B.I.G. Notorious, in un agguato con armi da fuoco, in circostanze simili all’uccisione di Tupac, avvenuta solo sei mesi prima.

In Italia, il termine dissing fa il suo ingresso negli anni 2000. La più famosa battaglia è quella tra Fabri Fibra e Vacca.Tutto iniziò quando a quest’ultimo, durante un’intervista, venne chiesto di stilare una lista dei dieci migliori rapper. Fibra non venne nominato tra questi, e decise di rispondere a Vacca nel pezzo “Zombie”, in cui lo accusò di sputare nel piatto dove aveva mangiato. La risposta di Vacca arrivò nella canzone “Il diavolo non esiste”, dove il rapper sardo dice:“Le storie che racconti non stanno né in terra né in cielo, mai creduto alle favole, a Fabri Fibra nemmeno”, accusando quindi Fibra di essere un bugiardo. Fibra sganciò allora una bomba, rispondendo con un pezzo di ben 11 minuti, intitolato “Niente di personale”; Vacca rispose con “Nella Fossa”, in cui da dell’uomo inutile al rapper di Senigallia, che decise di chiudere questo dissing con “Fatti da parte”, dove dedica un verso alla madre del rivale: “Tua madre è mia fan e viene ai miei concerti, e si diverte, è uno spasso“. Anche Vacca chiuse definitivamente la faida, con “Ritarducci”, nome che veniva dato a Fabri Fibra (il cui cognome è Tarducci) dal prete del suo paese per il suo costante ritardo.

Un altro dissing che ha fatto discutere nel nostro Paese è quello iniziato da Marracash e Guè Pequeno nei confronti di Fedez e J-Ax. Infatti, nel loro album “Santeria”, uscito nel 2015, i due rapper milanesi hanno inserito “Purdi”, un pezzo il cui testo è pieno di riferimenti non troppo velati nei confronti dei due “Comunisti col Rolex”, come ad esempio:“La tua pagina è il museo del tuo ego, con la musica a margine, quanto rido con i post che fai, strappalacrime, strappa-like“.

Da allora sono continuate a volare scintille sui social, ma Fedez non ha mai risposto in una canzone. Arriverà mai una reazione da parte del cantante di Buccinasco?

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Gabriele Dimarco

Gabriele, 23 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo il calcio e la musica, sono due passioni che riescono ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.