La nave della speranza non approda a Cuba

Embargo statunitense: dalla guerra fredda al covid-19

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“Gli Stati Uniti ci bloccano crudelmente e ci condannano a privazioni che sono ancora peggiori nel mezzo di una pandemia”. Così esordisce il Presidente Cubano Miguel Diaz-Canel su Twitter, qualche minuto dopo aver avuto notizia del blocco alle importazioni di respiratori polmonari, il 16 aprile 2020, al quale l’isola sarebbe sottoposta per via dell’embargo Statunitense, nonostante l’aggravarsi della crisi economico-sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19, di cui è vittima insieme al resto del mondo. 

Le aziende coinvolte hanno dichiarato di essere in attesa di una licenza specifica del Dipartimento della difesa di Washington, il quale si dimostra non curante della drammatica situazione cubana. Le ragioni sulle quali si fonda l’embargo contro Cuba sono, senza dubbio, di carattere politico, data la stretta connessione del blocco con l’ascesa di Fidel Castro (1959) che mostrò, fin da subito, la volontà di opporsi all’oppressivo controllo del governo statunitense sull’economia cubana, tramite una serie di riforme a cui l’allora Presidente Kennedy rispose, in maniera definitiva, con il Proclama 3447 del 1962, con il quale sancì il blocco economico contro l’isola, culmine dell’escalation di un conflitto che, pur non sfociando in un diretto conflitto armato, ebbe le caratteristiche di una guerra dal punto di vista diplomatico, economico e legale delle relazioni. Nel 1996, inoltre, gli Stati Uniti emanarono la legge Helms-Burton, con la quale annunciarono che avrebbero ritirato i finanziamenti verso le organizzazioni internazionali che avessero violato l’embargo e di annullare le importazioni da quei Paesi che avrebbero effettuato traffici con Cuba nella stessa misura delle importazioni da questi effettuate. L’illegittimità della legge è stata riconosciuta da molti data l’evidente violazione del diritto di autodeterminazione dei singoli Stati, della libertà degli scambi economici e del divieto di non ingerenza nelle questioni di sovranità interna. 

Nel 2009, durante la sua presidenza, Barack Obama ha ordinato la revoca di numerose restrizioni sancite dal bloqueo e l’intenzione di porvi definitivamente fine, riscontrando, però, l’opposizione del Congresso sotto il controllo del Partito Repubblicano, di cui necessitava l’approvazione per procedere con l’ufficializzazione del ritiro. Il nuovo Presidente Donald Trump ha ordinato l’embargo fino a data da destinarsi, marcando l’accento su una condizione, il ritorno delle “libere elezioni” nell’isola. Nel febbraio 2019 la Vicepresidente della commissione europea si è così espressa: “L’Unione europea riconosce l’impatto negativo dell’embargo imposto dagli Stati Uniti sull’economia cubana e sul tenore di vita del popolo cubano e ritiene che tale embargo non concorra all’obiettivo di miglioramento della vita dei cubani, bensì che rechi loro danno. La revoca dell’embargo potrebbe facilitare l’apertura dell’economia cubana a beneficio della popolazione. Inoltre, al di là delle conseguenze nefaste dell’embargo per la popolazione cubana, le sanzioni unilaterali e le altre misure adottate dagli Stati Uniti incidono negativamente sugli interessi economici dell’UE, costituendo un ostacolo al commercio legale con Cuba e scoraggiando i potenziali investimenti europei nell’isola. Per questi motivi, l’Unione europea si è opposta all’embargo con fermezza e costanza, e continuerà a farlo in futuro”. 

Oggi, nonostante sia in corso la Pandemia di un virus che ha visto numerose vite stroncate dall’ignoto e che ha generato sofferenza e morte su scala mondiale, non curandosi dei confini geopolitici stabiliti dall’uomo o dalla natura, il Presidente statunitense rinnova, giorno dopo giorno, la decisione da lui presa, ignorando la richiesta di revocare le sanzioni a Cuba, mossa da innumerevoli organizzazioni internazionali che si battono per il riconoscimento e la tutela dei diritti umani nel mondo, in vista anche degli aiuti (tra cui attrezzature e macchinari vari ed équipe di infermieri e medici) che l’isola continua ad inviare agli Stati che si trovano in maggiore difficoltà, tra cui l’Italia. In questo scenario si inseriscono anche altre scelte adoperate dal governo Trump in risposta al virus, tra cui ricordiamo la decisione di sospendere i finanziamenti all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dopo avergli rivolto numerose accuse relative a ritardi su informazioni e interventi contro la pandemia. Al contrario, invece, si può avere riscontro della non curanza manifestata dal Presidente in persona agli inizi della diffusione del virus e della negligenza, di cui continua a dare prova, con cui pretende di agire in materia; alimentata, peraltro, dalla irragionevole convinzione della sua superiorità intellettuale nei confronti della comunità scientifica e dell’autorità di ricerca e sviluppo avanzata biomedica (barda) di cui era a capo Rick Bright, rimosso dal suo incarico per essersi opposto alle manovre anti-covid proposte da Donald Trump dopo averle definite “prive di fondamento scientifico”. 

È questo il vero volto degli Stati Uniti? 

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Rebecca Leonardi

Nata a Catania il 10/03/2001.
Diplomata con lode presso il liceo classico Nicola Spedalieri di Catania.
Studentessa di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania.
Amante della cultura in tutte le sue declinazioni.