Libri a portata di clic

Vantaggi e svantaggi della lettura in digitale

5' di lettura

Nel corso dell’ultimo decennio lo sviluppo tecnologico ha rivoluzionato il nostro mondo e le nostre vite, arrivando a sconvolgere anche alcune delle nostre attività più tradizionali e consolidate.

Nel 2010, la lettura era un’attività quasi esclusivamente legata a pagine stampate, rilegate e profumanti d’inchiostro; gli ebook in commercio erano appena una manciata e gli e-reader apparivano probabilmente come stravaganze del mercato.

Negli ultimi anni, invece, il mercato dell’editoria digitale si è fatto sempre più spazio nelle nostre vite e se è vero che non tutti possediamo un e-reader, conosciamo almeno una persona che lo usa. E tutti, prima o poi, ci poniamo la stessa domanda: com’è leggere in digitale? E qual è lo strumento migliore per farlo?

Io stessa, da forte lettrice, mi sono posta queste domande per molti anni.

Oggi tutti possiamo leggere senza dover necessariamente comprare la copia cartacea di un libro: basta, in fondo, un semplice smartphone. Tuttavia, la prima cosa da tenere bene a mente è questa: leggere un libro su smartphone o tablet fa male alla vista e la affatica.

Questi dispositivi sono dotati di un’illuminazione perpendicolare allo schermo. Ciò significa che la luce colpisce direttamente i nostri occhi, che si sforzano di conseguenza. Questo porta, nella maggioranza dei casi, a mal di testa, nervosismo e incapacità di applicarsi e di godersi la lettura. Per questo motivo, la lettura di un testo lungo come un romanzo o un saggio dovrebbe essere assolutamente evitata su questi dispositivi, che oltretutto hanno schermi lucidi, poco visibili al sole e bombardati da notifiche e distrazioni.

In parole povere, questo tipo di lettura digitale possiamo considerarla bocciata.

Leggere su un e-reader è tutta un’altra storia.

Nonostante la forma e le dimensioni degli eReader -come Kindle e Kobo- possano suggerire qualche somiglianza con smartphone o tablet, nella realtà dei fatti il paragone non regge: un eReader simula la carta e l’inchiostro, il display è opaco e perfettamente visibile anche alla luce del sole.

Inoltre gli eReader possiedono un sistema di illuminazione parallela allo schermo, che non colpisce direttamente i nostri occhi, e che può essere attivato, disattivato o regolato secondo le nostre preferenze.

Anche solo per queste caratteristiche, la lettura su un e-reader è un’esperienza piacevole, che non richiede uno sforzo visivo e che consente di leggere anche per molte ore consecutive senza che ne vada della nostra salute.

Ci sono anche altre funzioni che ci vengono in aiuto: possiamo gestire il testo a nostro piacimento, modificandone la dimensione, l’interlinea, l’allineamento e i margini; possiamo evidenziare una frase e aggiungere una nota scritta con i nostri pensieri.

Inoltre, le dimensioni ridotte e il peso minimo di un eReader consentono di leggere molto più facilmente rispetto a un libro cartaceo: possiamo portare con noi “Guerra e pace” (1400 pagine) anche quando andiamo a fare una passeggiata o quando facciamo un viaggio, o banalmente possiamo leggerlo a letto coricati comodamente su un fianco.

Infine, il più grande vantaggio di questa modalità di lettura sono i prezzi: naturalmente i libri in formato ebook costano meno rispetto alle copie fisiche, specialmente per i classici, che in ebook e nelle edizioni migliori costano intorno ai €3 (contro i 10€-20€ della copia cartacea).

Non c’è alcun dubbio: la lettura in digitale ha tanti vantaggi.

Che differenze ci sono tra la lettura digitale e quella su un libro cartaceo?

Sono un topo di biblioteca che legge in media cinquanta libri l’anno, e ho sempre letto quasi esclusivamente in cartaceo. Quando il mese scorso ho acquistato il mio Kobo, ero scettica: credevo che la lettura sull’eReader sarebbe stata drasticamente diversa e che non mi sarebbe piaciuta affatto.

Mi sono ricreduta molto presto: le due esperienze di lettura sono quasi identiche. L’unica vera, grande, differenza (e anche l’unico difetto degno di nota) è il non poter toccare e sfogliare le pagine e non poter avvertire il peso del libro.

La mancanza di queste sensazioni tattili certamente si avverte, ma in fondo la componente fondamentale di un libro è il suo contenuto; e qualora questo dovesse piacerci molto, cosa ci vieta di acquistare la copia cartacea da tenere in libreria?

In fin dei conti, appare chiaro che ci sia più differenza tra un Kindle e un iPhone di quanta ce ne sia tra un Kindle e un libro cartaceo.

L’acquisto di un eReader, tuttavia non è conveniente in tutti i casi.

Gli e-reader meno costosi presenti sul mercato in questo momento, costano dagli €80 (Kindle) ai €130 (Kindle Paperwhite e Kobo Clara HD). Non sono cifre vertiginose e sono facilmente accessibili, tuttavia sono pur sempre una spesa, che ne implicherà altre per acquistare gli ebook da leggere sul dispositivo.

Un approssimativo calcolo a mente ci suggerisce che per ammortizzare i costi e per poter davvero parlare di convenienza di un eReader è necessario leggere circa 7-8 libri all’anno -essere dunque lettori nella media-, mentre chi legge solo saltuariamente non constaterà un risparmio effettivo, almeno non nell’immediato.

I libri cartacei sono destinati a scomparire?

Nonostante il mercato degli ebook sia cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni e nonostante alcune ipotesi estreme circolanti in rete, credo che questo sia difficile.

Di certo la vendita di copie cartacee risente della diffusione delle copie digitali, ma per fortuna esiste una fascia, seppur piccola, di popolazione che ha una grande passione per la lettura e una spiccata predilezione verso i libri cartacei. Basti pensare ai bibliotecari, ai librai o a chi parla di libri sui social: sono tutte persone che mandano avanti l’amore per la lettura e per i libri, che trasmettono la loro passione anche agli altri. Queste persone contribuiscono significativamente alla sopravvivenza delle copie cartacee, e tutto lascia pensare che continueranno a farlo.

Il futuro dei libri cartacei non è certo roseo, ma potrebbe non essere così apocalittico come qualcuno presagisce.

L’impatto degli ebook sull’editoria

I libri in formato digitale non richiedono costi di stampa, né di distribuzione; sono quindi un utile alleato dell’editoria, poiché permettono un guadagno parallelo alla vendita delle copie cartacee. Ma non solo. Il formato digitale aiuta l’editoria anche in momenti di difficoltà come l’epidemia in cui ci troviamo: le case editrici si trovano impossibilitate a produrre copie cartacee, ma fortunatamente possono mandare avanti il loro lavoro tramite la pubblicazione delle nuove uscite in formato digitale.

Anche gli scrittori emergenti sono enormemente avvantaggiati da questa modalità, poiché qualora questi non riescano a trovare un editore che li pubblichi, possono pubblicarsi da soli, e facilmente, in formato digitale.

Tutto suggerisce che gli ebook rappresentino un ampliamento degli orizzonti del mercato editoriale, anche se purtroppo esiste il rovescio della medaglia: gli ebook sono facilmente fruibili e, in quanto file digitali, possono essere distribuiti illegalmente in rete.

Infatti, nonostante gli ebook acquistabili sugli store online siano file provvisti di una protezione, una volta acquistati basta qualche procedura (del tutto illegale) per estrapolare il file originale e trasmetterlo online ad altre persone, che potranno leggere quel libro senza averlo pagato. Questo rappresenta inevitabilmente una perdita, in termini economici, per le case editrici e per gli autori che pubblicano i loro libri in formato digitale.

In generale, acquistare un libro non è solo una “spesa”, ma anche una dimostrazione di rispetto verso chi lavora in questo campo già piuttosto svantaggiato, ed è bene tenerlo a mente quando ci imbattiamo in file “piratati”.

L’ecosostenibilità della lettura digitale

Sappiamo che la produzione di un libro cartaceo ha un certo impatto sull’ambiente, in quanto richiede l’abbattimento di alberi e dunque la distruzione di ecosistemi. A confronto, l’impatto ambientale di una copia digitale sembra essere poca cosa.

Tuttavia, un ebook necessita di un eReader per esser letto, cioè di un dispositivo dotato di batteria e display, che vengono prodotti mediante l’utilizzo di minerali non rinnovabili come columbite-tantalite. Infatti, secondo il New York Times, produrre un eReader corrisponde a stampare circa cinquanta libri.

Dunque non è tutto oro ciò che luccica, e anche la lettura digitale ha un impatto non trascurabile sull’ambiente. La buona notizia è che se durante gli anni di utilizzo di un eReader leggiamo più di cinquanta libri, allora l’impatto di questo sull’ambiente viene praticamente azzerato.

In conclusione, la lettura digitale è una nuova e interessante frontiera, ma è necessaria una consapevole valutazione tra spesa, beneficio e impatto ambientale per comprendere se valga la pena acquistare un eReader o se continuare a leggere “alla vecchia maniera”.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •