Manca davvero poco al nuovo album: intervista a L’Elfo

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Non ha bisogno di presentazione Luca Trischitta, in arte L’Elfo, che a Catania è un’istituzione. Ma per riconoscenza nei confronti del rapper, devo raccontare com’è arrivato al successo.

L’Elfo inizia a muovere i suoi primi passi nella musica intorno al 2007, quando si appassiona di freestyle; nel 2009, vince il torneo regionale del “Tecniche Perfette”, arrivando poi in semifinale nel torneo nazionale. In quell’anno, insieme a Punch, forma la crew Double Damage. I due pubblicano poi un EP dal titolo “Addio”, nel 2010. Quattro anni dopo, esce il suo album d’esordio, “L’ignorapper”, interamente prodotto da NelloProd; in quell’estate, L’Elfo partecipa alle gare di freestyle per le preselezioni di MTV Spit, gare che vincerà e che gli permetteranno di partecipare al programma. A partire dal 2017, il rapper catanese inizia a pubblicare pezzi che diventeranno classici a Catania, da “Sangue Catanese” a “Pi tutti i carusi”, passando da “Funghi in salsa rosa”, fino ad arrivare alla collaborazione con Nerone in “Levici manu”. Il 2018 è l’anno della consacrazione definitiva: esce “Gipsy Prince”, album prodotto da Funkyman, ormai fedele collaboratore di L’Elfo, che contiene vari feat tra cui Madman, Inoki, Egreen e MRB. L’album ottiene più di 5 milioni di ascolti su Spotify, ed è un gran successo per il rapper siculo. Successo che, nell’autunno 2019, porterà L’Elfo a firmare un contratto per Polydor, una delle più importanti case discografiche. Ho avuto il piacere di poterlo intervistare per Controverso.

Com’è stato iniziare a fare freestyle in un momento in cui c’era Giankarlo Ira a dominare?

Quando ero più giovane, Giankarlo Ira era sicuramente un punto di riferimento artisticamente parlando, ci sono delle sfide su Youtube che hanno fatto la storia. Ne approfitto per menzionare il 2theBeat, dove Giankarlo ha fatto grandi performance.

La scena catanese, negli ultimi anni, ha visto emergere talenti interessanti. Reiven e Il Dottore sono riconosciuti da anni da altri freestyler italiani, mentre Eva Rea ha raggiunto 14 milioni di visualizzazioni per la sua audizione ad X Factor. In che rapporti sei con loro?

Reiven lo trovo molto interessante, abbiamo anche collaborato per una traccia. Per quanto riguarda gli altri, sono contento che abbiano ottenuto dei riconoscimenti.

A Catania L’Elfo, a Palermo Johnny Marsiglia. La Sicilia vedrà mai una collaborazione tra i suoi maggiori esponenti?

Ho dichiarato apertamente la mia disponibilità per una collaborazione con Johnny Marsiglia, quindi mi sa che il verdetto non spetta a me.

Com’è nata la collaborazione con Funkyman? Oltre alle sue produzioni, nel nuovo album ce ne saranno altre?

Funkyman è sicuramente la mia spalla, è l’unico che è riuscito a tenermi testa per quanto riguarda il mio processo artistico, la mia velocità e la mia voglia di fare, quindi viva Funkyman! Per quanto riguarda il disco, le produzioni sono state affidate interamente a lui.

Com’è cambiata la tua visione del mondo da quando hai firmato per Polydor?

Firmare per una major così importante ha soltanto valorizzato quella che era la mia musica, quindi io sono sempre con i piedi per terra e farò sempre cose che reputo di alta qualità e originali, che riguardano sempre me.

Quanto dovranno ancora aspettare i tuoi fan per la pubblicazione dell’album?

Siamo arrivati ormai al terzo estratto del mio nuovo disco, quindi credo proprio che manchi davvero poco. Molto presto ci sarà una data ufficiale, o almeno speriamo.

Pochi giorni fa è uscita “Boogie Woogie”, in collaborazione con il rapper napoletano Clementino. Com’è nata la tua amicizia con lui?

In realtà io e Clementino ci conosciamo da una vita. Si ricorda di me e di quand’ero più giovane, quando partecipavo alle gare di freestyle, e dopo i vari traguardi che ho raggiunto, credevo fosse arrivato il momento di fare una bella collaborazione tra noi due, e sinceramente sono molto contento del risultato.

Un messaggio per spingere i giovani a restare a casa (si specifica che la presente intervista è stata rilasciata in pendenza della cd. “Fase 1”)

Io credo che questa quarantena non sia poi così pesante, nel senso che c’è gente che sta chiusa in casa in condizioni molto più gravi. Poi ci sono mille cose da fare, puoi anche iniziare a scoprire nuove passioni, basta un po’ di creatività e si può fare tutto anche da casa.

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Gabriele Dimarco

Gabriele, 23 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo il calcio e la musica, sono due passioni che riescono ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.