Domenica 9 Maggio: Costantino De Luca e le sue “Pillole di storia”

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Si è conclusa, la scorsa domenica, la rassegna degli incontri che hanno avuto luogo in questo mese di Maggio per il CataniaBookMay, tenutosi online a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Il protagonista dell’intervista è stato Costantino De Luca, noto al pubblico per la sua pagina “Pillole di storia”, che conta oggi più di 214.000 “mi piace” su Facebook e quasi 68.000 followers su Instagram; autore, inoltre, del libro “Pillole di storia antica”, uscito nel 2019 ed edito da Newton Compton Editori.

Ciò che salta all’occhio, e che ha colpito anche lo staff, è stato sicuramente il fatto che Costantino non sia laureato in storia; egli racconta dunque della sua spiccata passione per la materia, nata da bambino leggendo il libro “Annibale” e maturata negli anni proprio attraverso la lettura di romanzi storici, poi delle opere di autori antichi e, infine, dei saggi storici. La paura di intraprendere un percorso universitario che facesse della storia l’unico sbocco lavorativo possibile ha però portato Costantino a studiare economia e ad iniziare a lavorare in questo stesso settore. È stato su whatsapp, un giorno e del tutto per caso che, raccontando a una sua amica un aneddoto storico su Annibale e su come perse un occhio nella traversata delle Alpi, a Costantino venne chiesto di raccontare una pillola di storia al giorno; una curiosità di poche righe che, dato l’entusiasmo riscontrato, egli ha poi deciso di pubblicare anche su Facebook nella pagina il cui nome, tanto facilmente quanto esaustivamente, già lasciava intendere l’obiettivo da essa prefissato.

Il successo e i numerosissimi seguaci, ottenuti già nel giro di poche settimane, hanno portato l’autore a curare sempre di più la stesura di ogni curiosità, comprendendo la possibile portata del progetto e iniziando ad immaginare la storia non solo come una grande passione, ma anche, finalmente, come un lavoro.

Entrando nel vivo della discussione, si affronta il problema delle epidemie e delle fake news: è vero che la storia si ripete sempre simile a se stessa? Viene citato l’esempio dell’epidemia di peste del Trecento, che ha decimato un terzo della popolazione europea e che ha inevitabilmente scatenato una serie di reazioni sociali dettate dalla paura, facilmente rapportabili a ciò che, in misura minore, è accaduto in questo periodo. La colpa venne allora attribuita agli ebrei, accusati di aver avvelenato i pozzi per uccidere il maggior numero di cristiani. La conseguenza fu la creazione di veri e propri roghi in diversi paesi d’Europa; la necessità di trovare un capro espiatorio derivante dalla stessa disinformazione che può portare, oggi, ad accanirsi contro il 5G.

È vero, dunque, che non traiamo insegnamento dalla storia; che essa si ripete, e lo fa perché la tecnologia si evolve, la scienza fa progressi sempre più considerevoli, l’informazione è facilmente accessibile a tutti, ma c’è da considerare che il carattere delle persone, gli istinti, rimangono invariati nel corso dei secoli. Inoltre, altro elemento di notevole importanza è che, molto spesso, la storia non la si conosce neanche, e non si può imparare da ciò che non si conosce.

La storia, a scuola, viene con molta facilità bistrattata ed etichettata come “materia noiosa” perché spesso, purtroppo, manca il tempo necessario per addentrarsi nel suo studio e per di più i programmi scolastici inglobano spesso una fetta di antichità che può destare poca curiosità agli occhi di un ragazzo: basterebbe soffermarsi su alcuni scritti dello scurrile e divertente Marziale, o dello stesso Catullo, troppo spesso relegato nelle sue odi d’amore per Lesbia.

È tutto “storia”. Chiunque abbia una passione, di qualsiasi genere, può essere un possibile appassionato di storia. A chi ama i romanzi rosa si potrebbe far leggere l’Ars Amatoria di Ovidio: ironica, paradossalmente attuale e capace, al contempo, di tuffare il lettore in un contesto tutto romano con dei consigli d’amore. A chi ama la caccia si può raccontare di Federico II di Svevia, e di come abbia perso di vista per qualche giorno l’assedio della città di Parma per andare a caccia con il falcone, decisione che gli costò la presa della città.

È facile, per chi si approccia alla storia, anche cadere in luoghi comuni ormai cristallizzati nell’immaginario collettivo e che è importante sfatare. Costantino porta l’esempio delle brioches di Maria Antonietta, che mai ha pronunciato la frase che, sicuramente, tutti conosciamo.

Un’altra fake news storica riguarda invece i Romani e il sale che, la leggenda vuole, essi avrebbero cosparso sul suolo una volta distrutta la città di Cartagine. In realtà questa usanza viene citata come gesto simbolico all’interno della Bibbia e di alcuni testi assiri; traslata tra il Settecento e l’Ottocento da qualche autore e portata dall’Oriente all’Occidente, viene poi presa erroneamente come notizia storicamente attendibile da un illustre autore, che ha impresso definitivamente questo fatto mai avvenuto nella narrazione della storia romana. Nessuno storico dell’epoca ne fa menzione, neanche Polibio, che si trovava lì al momento della presa della città.

Il futuro della divulgazione, che oggi è uno strumento potenzialmente nelle mani di chiunque, comporta dunque la necessità di saper discernere, saper interpretare, saper capire cosa ritenere fondato e cosa no: sia per quanto riguarda il divulgatore, che per quanto riguarda il lettore.

Molteplici le pagine di “pillole” nate nei due anni successivi all’iniziativa di Costantino, che si dice contento di essere diventato un esempio per invogliare qualcuno a mettere disposizione le proprie conoscenze. Parecchie, purtroppo, anche quelle nate senza apportare alcuna novità nell’offerta presentata al lettore, molte delle quali chiuse spesso dopo un breve periodo per la mole di lavoro che ogni pillola richiede, parecchie ore e numerose fonti da consultare e approfondire.

Ci si sofferma inoltre sulla storia recente e sull’avvento di internet che costituisce, probabilmente, l’evento di maggiore rilievo e quello che occuperà una pagina importantissima sui futuri libri di storia, avendo cambiato in maniera incontrovertibile e determinante la vita di ognuno di noi.

Il virus? La storia ci insegna che ogni epidemia ha sempre avuto più di un’ondata, ma speriamo di saper gestire il tutto al meglio, riducendo al minimo il numero dei morti.

Intanto speriamo, come progetto a breve termine, di poter incontrare Costantino di presenza a Ottobre. Lo ringraziamo per averci dimostrato che “di cultura si mangia”, e che è possibile fare della propria passione un vero lavoro, anche quando la società ti scoraggia per le poche prospettive lavorative che il mercato presenta; se metti passione in ciò che fai, sarà quella stessa società a rendertene merito.

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