Addio Ennio Morricone: l’uomo che con la sua musica ha aggiunto un po’ di poesia alla settima arte

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Nato a Roma il 10 novembre 1928, Morricone si era diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba, composizione, strumentazione, direzione di banda e musica corale. Maestro d’orchestra, debuttò nel cinema con il film di Luciano Salce Il federale (1961), mentre stava per imporsi come arrangiatore delle più famose canzoni italiane dei primi anni ’60. Come giovane arrangiatore della RCA italiana, ha contribuito anche a formare il sound tipico di quegli anni, confezionando brani come Sapore di sale, Il mondo, Se telefonando, e i successi di Edoardo Vianello; suoi anche gli arrangiamenti di tutti i successi di Gianni Morandi.

Nel cinema, il nome di Morricone è legato innanzitutto alla collaborazione con il regista Sergio Leone, per il quale compose negli anni Sessanta le colonne sonore degli “spaghetti-western”  Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, e poi negli anni Ottanta di C’era una volta in America, l’ultimo film della carriera di Leone.

Leone e Morricone, che erano stati compagni di scuola alle elementari, iniziarono a collaborare negli anni Sessanta. Realizzarono la loro prima collaborazione per il film Per un pugno di dollari, il primo della cosiddetta trilogia del dollaro e il primo “spaghetti-western” di Leone, in cui è evidente la presenza della tromba, strumento a lui particolarmente familiare. Forse conseguentemente allo sforzo di far sembrare il film più americano, e quindi più autenticamente western, Morricone raccontò di ritenere Per un pugno di dollari il peggior film di Leone e la sua peggior colonna sonora.

Per uno dei motivi de Il buono, il brutto, il cattivo, composto da sue sole note, Morricone si ispirò all’ululato di un coyote. Le note sono le stesse per i tre protagonisti, ma sono fatte da uno strumento diverso: un flauto per il buono, un arghilofono per il cattivo e una voce umana per il brutto.

In molti casi Morricone componeva le musiche prima che Leone girasse il film (e infatti Leone parlò di Morricone come del suo “sceneggiatore”): successe, per esempio, con C’era una volta il West.

Nello stesso periodo Morricone cominciò a collaborare anche con Bernardo Bertolucci.

Ma Morricone fece anche moltissimo altro, nel cinema e nella musica.

Nella sua lunga carriera Morricone arrangiò diverse canzoni, comprese almeno un paio che è praticamente impossibile non conoscere, e centinaia di colonne sonore e collaborò con registi italiani e stranieri: si occupò di colonne sonore per film di ogni genere, lavorando con Brian De Palma, John Carpenter, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci e Quentin Tarantino. Vinse un premio Oscar alla carriera nel 2007 e, nove anni dopo, un Oscar per la miglior colonna sonora per The Hateful Eight, di Quentin Tarantino, con cui aveva un rapporto di stima e amicizia.

Oltre alla carriera da arrangiatore e compositore, Morricone è stato insegnante di conservatorio, autore di diversi dischi e, come direttore d’orchestra, protagonista di tanti apprezzati concerti in Italia e nel mondo, sebbene non abbia mai imparato l’inglese e sebbene per anni, prima di iniziare a suonare in giro per il mondo, si fosse rifiutato di volare: negli Stati Uniti, per esempio, ci andò per la prima volta nel 2007, a 78 anni.

I Premi e l’Oscar

Vinse il suo primo Nastro d’argento nel 1965 per il film intitolato Per un pugno di dollari di Sergio Leone e il successivo nel 1970.

La prima nomination per un Premio Oscar arrivò nel 1979 per la colonna sonora de I giorni del cielo (Days of Heaven), al quale seguirono nel 1986 quella per Mission (The Mission), che gli permise di conquistare il BAFTA (The British Academy of Film & Television Arts) e il Golden Globe; arrivarono altre nomine nel 1987 per The Untouchables – Gli intoccabili, che vincerà il Nastro d’argento, il BAFTA, il Golden Globe e il Grammy Award, per Bugsy nel 1992 e nel 2001 per Malèna. Nel 1984, vinse un altro BAFTA per la colonna sonora di C’era una volta in America, l’ultimo film di Sergio Leone.

L’Oscar alla carriera gli fu consegnato da Clint Eastwood “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film”, con standing ovation e lungo applauso del pubblico. Le sue parole furono esplicative:  «Voglio ringraziare l’accademia per questo onore che mi ha fatto, dandomi questo ambito premio, però voglio ringraziare anche tutti quelli che hanno voluto questo premio per me fortemente, e hanno sentito profondamente di concedermelo. Veramente; voglio ringraziare anche i miei registi, i registi che mi hanno chiamato con la loro fiducia, a scrivere musica nei loro film, veramente non sarei qui se non per loro. Il mio pensiero va anche a tutti gli artisti che hanno meritato questo premio e che non lo hanno avuto. Io gli auguro di averlo in un prossimo vicino futuro. Credo che questo premio sia per me, non un punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorarmi al servizio del cinema e al servizio anche della mia personale estetica sulla musica applicata. Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo e io la amo alla stessa maniera e questo premio è anche per lei».

Dopo l’Oscar per The Hateful Eight, Morricone dichiarò di credere di aver scritto colonne sonore migliori di quella per la quale vinse l’Oscar.

Morricone vinse quell’Oscar, diventando la persona più anziana ad aver vinto un Oscar competitivo, cioè non alla carriera (record poi superato nel 2018, quando lo sceneggiatore James Ivory vinse l’Oscar a 89 anni).

Bisogna inoltre menzionare le tre lauree honoris causa: dall’Università di Cagliari, dall’ Università di Roma e dall’Università di Milano in Scienze della Musica e dello Spettacolo.

Il grande musicista compositore, il cui nome resterà per sempre scritto nella storia della musica e del cinema per le sue colonne sonore, ha scritto dal 1946 a oggi anche un centinaio di brani classici. Ed era in particolare questa l’attività alla quale da tempo aveva deciso di dedicarsi prevalentemente.

Quando il 26 febbraio 2016 la sua stella è stata impressa nella Walk of Fame, Morricone volle sottolineare come il primo a dover essere soddisfatto della sua composizione doveva essere lui: «Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica».

Ennio Morricone è il musicista italiano più importante e noto per la musica cinematografica: ci ha lasciati oggi provocando un grande vuoto, ma il suo ricordo e le sue composizioni ci accompagneranno per sempre.

“Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistono il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata.”

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Giovanni Distefano

Diplomato all'Istituto Tecnico Industriale "G.Ferraris" di Acireale e Studente di Scienze e Lingue per la Comunicazione presso l'Università di Catania.
Appassionato di cinema, fotografia, arti marziali e tutto ciò che è inerente al mondo culturale.
Amo viaggiare e immergermi nella natura.