Libertà Turca appesa ad un filo: il governo Erdogan prende le forbici

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In Turchia, paese già noto per le tumultuose lotte per la conquista della libertà popolare, il governo Erdogan sfodera una nuova mossa con la quale si aggiudica un’estensione del controllo anche sui social network.

Diventa legge, nella giornata del 29 luglio 2020, la proposta “Antisocial” del partito del presidente turco e dell’alleato partito nazionalista, che rende il governo in grado di veicolare i contenuti pubblicati e pubblicabili. La nuova legge impone la nomina di un rappresentante legale per ciascuna delle piattaforme che registrano più di un milione di utenti giornalieri. In caso di mancata nomina di tale rappresentante, che deve necessariamente essere un cittadino turco, sono previste sanzioni e la riduzione progressiva della larghezza di banda della piattaforma rendendola, infine, inaccessibile. I social media dovranno, inoltre, archiviare tutti i dati degli utenti così da facilitare gli accessi alla magistratura. Una delle domande che potrebbe sorgere spontanea è: “Ma come ha fatto questa proposta a diventare una legge?”.

Il presidente Recep Tayyip Erdogan la progettava già da anni, affinandone il contenuto così da renderla inattaccabile. Questa, infatti, propone come suo scopo quello di censurare i commenti negativi, eliminare la diffusione dell’odio e dei crimini cibernetici. Nonostante tale obiettivo appaia molto nobile, sono ben note le imposizioni che gravano sul popolo turco da tempo; per questo, tale cambiamento, avvenuto nelle ultime ore, ha fatto già insorgere le prime proteste volte alla conquista di una libertà che sembra diventare solo un’utopia.

Interviene anche Amnesty International, organizzazione governativa per la protezione dei diritti umani, che accusa il governo Erdogan di violazione del diritto alla libertà di espressione online e spiega come questa legge spiani in realtà la strada verso la “censura libera”, affidata cioè direttamente alle mani dei potenti, liberi di esercitarla come meglio credono. Diverse sono, dunque, le opinioni in merito a questa nuova legge, che spaziano dalla mancanza di libertà, alla speranza di un diverso approccio ai social media. È possibile che le speranze di questi ultimi vengano realizzate? Le previsioni, purtroppo, non sembrano lasciare spazio a finali felici.

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