GUERRA SUI DAZI : Scontro Usa-Ue

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Nelle scorse settimane, la temutissima misura protezionista di Trump è diventata realtà. Il presidente degli USA ha firmato i documenti relativi all’ ufficializzazione dei dazi del 25% sull’importazione di acciaio e il 10% sull’alluminio.

Dopo molte pressioni da parte di moltissime nazioni, gli Usa hanno deciso:  “I dazi americani rimangono”. Nessuna concessione alla UE, anche se partner strategica e militare. Tutto questo dopo il summit trilaterale con USA, UE e Giappone. L’Unione Europea si è mossa subito con una riunione tra la commissaria europea responsabile per il commercio estero, Cecilia Malmstroem, il ministro dell’ economia giapponese Hiroshige Seko ed anche il rappresentante della Casa Bianca per il commercio, Robert Lighthizer. Inoltre Macron si é fatto portavoce della UE ed ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il presidente francese ha dichiarato “ Noi rispettiamo le regole del commercio mondiale. La UE risponderà in modo proporzionale ad ogni azione unilaterale”. Il presidente degli USA ha risposto su twitter con “ L’Unione Europea, Paesi meravigliosi che trattano molto male gli Stati Uniti sul commercio, si lamentano per i dazi su acciaio e alluminio. Se tolgono le loro orribili barriere e dazi sui prodotti americani che importano, faremo altrettanto. In caso contrario, tasseremo le auto”, parole dure anche per i giapponesi.

Infatti Trump gli ha rinfacciato un debito bilaterale di 100 miliardi di dollari, che ha definito “iniquo e insostenibile, un problema a cui bisogna trovare una soluzione”. Ci sono alcune nazioni esentate dai dazi, come Canada, Messico e Australia. Per le prime due nazioni, perché è in corso un negoziato per riformare le clausole del mercato unico, inoltre in Canada, alcune multinazionali americane di ferro e alluminio, hanno stabilimenti. Ma non si sa nulla sulle motivazioni dell’ esenzione dell’ Australia, voci non confermate affermano che le lobby australiane siano state efficaci. I dazi sono già in vigore dal 26 di marzo ed è già pronta la contromossa dell’ Unione Europea sulle importazioni USA di moto (Harley Davidson), jeans e burro di arachidi.

Si minaccia questo perché l’export negli USA della UE su acciaio e alluminio vale rispettivamente 5,3 e 1,1 miliardi l’anno. Quanto costa all’Italia in termini economici?

Secondo Federacciaio, gli imprenditori italiani dovrebbero dire addio a ben 653 milioni di dollari tra acciaio e alluminio, cioè 1/10 del volume d’affari. Verrebbe danneggiato l’export italiano, un settore che ha aiutato molto la nostra nazione ad uscire dalla grande crisi economica. Le nostre esportazioni verso l’America sono cresciute del 137% negli ultimi otto anni, per un valore di 40,5 miliardi di euro. Se dovesse continuare la guerra commerciale, molto probabilmente il nostro amato “made in Italy”  sarebbe a rischio con i suoi 7 miliardi di euro in export verso gli USA. Inoltre si aggiungerebbe alla lista il settore dell’automotive e dei macchinari che esportano beni per un valore di oltre 14 miliardi di euro.

Oggi, nell’era della globalizzazione, il protezionismo è un’arma a doppio taglio e sicuramente si riverserà contro le nazioni che utilizzano quest’arma. Speriamo che Trump ritorni sui suoi passi.

 

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Carmelo Schillaci

Nato a Cuneo il 15/01/2001. Frequenta il quinto anno del liceo "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
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