CataniaBookFestival, tra giornalismo e fenomeni migratori: il libro come collante storico

3' di lettura

Poesia, sport, arte, cinema, scienza: il Catania Book Festival è pronto per farvi immergere nei meandri della cultura servendosi dell’unico oggetto che, a detta di Simone Dei Pieri, è letteralmente vivo. Il programma ufficiale preannuncia la trattazione di tematiche non di poco conto, in presenza di numerosi artisti, con il fine di far rivivere la cultura affinché questa non diventi un elemento elitario. Lo strumento che consente un accesso diretto alla cultura è il libro. 

Simone Dei Pieri, giovane organizzatore del Festival, ci racconta:

“Il libro è l’unico oggetto che fa la muffa se lasciato in un ambiente umido, a differenza di una bottiglia di plastica o di un videogioco. Il libro è vivo davvero. Si fa narratore di storie che ti portano altrove e ti apre nuovi orizzonti, adatto alla trattazione di ogni tema”. 

Esso si pone in contrasto con la tendenza ad atteggiarsi davanti ad ogni quesito con un tono di superficialità, inducendo il lettore a considerare diversi punti di vista, come un dipinto ricco di dettagli che sfuggono all’occhio nudo, in grado di essere colti solo a seguito di un’attenta visione d’insieme. Il libro non si limita a situare un evento nel suo contesto, ma incita a vedere come questo contesto si modifichi, o come altrimenti lo chiarisca; assimila prospettive multidisciplinari, rafforzando il pensiero critico e la costruzione di un’epistemologia personale.

Simone, sfogliando il programma del Festival, ci ha colpiti uno tra i tanti temi trattati: il fenomeno migratorio. Ritieni, dunque, sia importante parlarne, anche attraverso un libro?

“Assolutamente sì. Le migrazioni rappresentano un fenomeno storico di cui la Sicilia è stata, ed è tuttora, protagonista. La nostra cultura si fonda sul continuo avvicendarsi di altri popoli che hanno abitato la nostra terra in passato, lasciandoci, oggi, un bagaglio che si fa carico delle loro storie e delle loro idee, così da rappresentare una spinta positiva e di apertura verso il nuovo. Assisto, paradossalmente, al diffondersi di un sentimento di paura, da cui ci lasciamo travolgere, verso chi identifichiamo come altro, con la conseguente tendenza ad adottare un atteggiamento di chiusura, in antitesi con la nostra storia. La paura nasce quando ci si pone davanti a ciò che non si conosce, e di questa pura ignoranza si nutre; noi, come un bambino non ancora in grado di nuotare, temiamo la vastità del mare che abbiamo di fronte. Il libro, quale strumento di conoscenza, funge da salvagente. Ce ne parlerà, ad esempio, Angela Caponnetto, presentatrice del suo libro “Attraverso i tuoi occhi – Cronache dalle migrazioni”.

Da dov’è nata l’idea di inserire il giornalismo, in particolare d’inchiesta, all’interno di un festival riservato al libro?

“Fare giornalismo e scrivere un libro camminano di pari passo. L’apparente lontananza tra i due mezzi di comunicazione può essere facilmente superata se si rinviene alla natura di entrambi. Basti pensare all’invenzione della stampa, che portò alla redazione della Bibbia di Gutenberg.” 

Il prodotto stampato risponde all’esigenza di individuare un mezzo con il quale diffondere e raccogliere le notizie, diverso dagli scriptoria dei monasteri. Servendosi della stessa tecnica di produzione dei libri, iniziarono ad essere scritti i primi giornali, i “fogliacci”. “La parificazione degli strumenti di scrittura di libri e giornali, manifesta, sin da principio, la loro interconnessione. Oggi, sentiamo la necessità di ricercare un giornalismo qualitativamente puro e di restituirgli una voce importante”. Nella nostra società non mancano di certo i mezzi di diffusione delle notizie; è sufficiente fare riferimento ai social media, che ci consentono di venire a conoscenza, in tempo reale, di fatti e avvenimenti da ogni parte del mondo. “Il fenomeno di diffusione mediatica, d’altra parte, dà luogo ad un grande problema: la creazione di fake news, spesso giustificata dall’esigenza dei loro ideatori di ottenere un numero sempre crescente di visualizzazioni. Il problema è amplificato quando oggetto di notizie false è un tema di grande rilevanza sociale. La nascita del giornalismo di inchiesta rappresenta un grande traguardo, se lo si vede come superamento del tabù sulla criminalità organizzata, di cui oggi si può e si deve parlare. In tal senso intendiamo far rivivere il giornalismo.” 

Il giornalista Pablo Trincia terrà un incontro sulle numerose inchieste giornalistiche che hanno cambiato il mondo, gettando una luce su fatti prima nascosti e illuminando l’opinione pubblica su avvenimenti terribili che spesso passano inosservati.

Il Catania Book Festival, che si terrà giorno 8, 9 e 10 Ottobre presso l’Istituto Ardizzone Gioieni, si prospetta essere un evento culturale imperdibile.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •  
Rebecca Leonardi

Nata a Catania il 10/03/2001.
Diplomata con lode presso il liceo classico Nicola Spedalieri di Catania.
Studentessa di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania.
Amante della cultura in tutte le sue declinazioni.