La letteratura coinvolgente come una filastrocca di Rodari: la narrativa per ragazzi al Catania Book Festival

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Mancano ormai pochi giorni all’inizio del Catania Book Festival, il cui programma può vantare un ventaglio di ospiti che palesa immediatamente la varietà di spunti e argomenti che verranno trattati durante questa edizione.
Simone Dei Pieri, il giovane organizzatore del Festival, parla dell’obiettivo di far passare il messaggio chiaro e inequivocabile che “il libro è di tutti” e, in particolar modo, è proprio dei giovani, perché senza di loro non ci sarebbe la minima possibilità di sviluppo e di crescita.

Quali sono gli ospiti che avete deciso di coinvolgere per quanto riguarda il genere della narrativa per ragazzi?

“Molti sono gli argomenti che verranno trattati trasversalmente, come il femminismo, lo sport, la musica, il cinema. In mezzo a questo quadro, però, emergono quelli che saranno gli ospiti più giovani del Festival: Charlotte Moccia, conosciuta sui social e su Youtube come Charlotte M. che, con i suoi tredici anni e con tutto l’entusiasmo che l’ha portata ad avere l’enorme seguito che la contraddistingue, presenterà il suo libro “Un’estate al college infestato”; un’altra importante ospite è Eleonora Gaggero, attrice nata sul set della serie Disney “Alex & Co” e autrice del libro “Sul più bello” a partire dal quale, a ottobre, uscirà l’omonimo film con Giuseppe Maggio, altro giovane ospite della manifestazione.


La narrativa per ragazzi spesso non è considerata “cultura” al pari del resto della narrativa e non c’è niente di più sbagliato, perché la cultura parte e passa proprio da lì. Molti di noi hanno iniziato a leggere con “Harry Potter”, con “Eragon”, per poi arrivare magari a “Il Signore degli Anelli”, o approdare ai grandi classici come ad esempio “L’isola del tesoro”, per citarne uno, perché avvicinati da un altro libro. Tutti i collegamenti che ci portano a sviluppare un nostro proprio bagaglio nascono dalla nostra curiosità come lettori, ma la curiosità dev’essere stimolata. La letteratura serve ad aprire mondi. È un percorso che si compie in maniera spontanea e personale, ma sempre sotto la guida attenta della propria curiosità.”

Simone, dal vostro programma emerge che avete prestato una particolare attenzione al mondo della fumettistica, che al giorno d’oggi diventa sempre più uno strumento utile a raccontare in maniera accattivante fatti di cronaca e argomenti importanti. Pensi che il fumetto possa essere un modo per attirare più facilmente quella curiosità che citavi prima?

“Giusto a questo proposito, abbiamo deciso di parlare di Monster Allergy, una delle perle del fumetto italiano, insieme a Francesco Artibani, Katja Centomo, Arianna Rea e Licia Troisi. Un viaggio che compiremo partendo dal fumetto e approdando alla fortunata serie animata.
Un’importante figura si è servita poi dell’ausilio del fumetto come strumento di vera e propria divulgazione: stiamo parlando di Rick DuFer. Pseudonimo di Riccardo Del Ferro, si tratta di un divulgatore, educatore e insegnante di scrittura creativa e sceneggiatura. Con la sua graphic novel illustrata da Daniel Cuello “Spinoza & PopCorn: un saggio di filosofia pop”, non ha fatto altro che tradurre in chiave fumettistica le serie tv, collegandole ai più grandi della filosofia, con degli spunti che traspongono il tutto in una chiave moderna e decisamente più accessibile ai ragazzi.
L’immagine, fin dal tempo delle pitture rupestri, ci propone un tipo di comunicazione molto immediata ed è dunque più istantanea rispetto a qualsiasi testo”.

Proprio Rodari è riuscito in maniera emblematica a comunicare ai ragazzi tramite le sue opere. Il libro può essere ancora un mezzo così potente per parlare ai più piccoli? Circondato da tutti gli altri mezzi di comunicazione che oggi rivestono un ruolo sempre più preponderante, cosa pensi che il libro abbia in più da offrire?

“Credo che la questione debba essere osservata da un altro punto di vista. Noi amanti della lettura tendiamo a elevare il libro al di sopra di tanti altri strumenti di comunicazione. Il libro non dev’essere un’alternativa, ma un aggancio ad altro. Bisognerebbe accostare l’utilizzo della televisione, dei computer, dei videogiochi alla lettura e portare dunque i ragazzi ad apprezzarla come qualcosa “in più”. Spesso mi chiedono che cosa io pensi in merito ai personaggi che non sono propriamente legati al mondo della letteratura ma a quello, magari, dello spettacolo, e che scrivono dei libri. Io penso sia l’occasione giusta, per i librai, per coinvolgere con maestria quel pubblico che rappresenta il seguito di questi personaggi e che può in questo modo avvicinarsi a un mondo del tutto nuovo e scoprirne quindi la bellezza. Farlo con i più piccoli è fondamentale e Rodari l’aveva capito: la filastrocca ti strappa un sorriso, indipendentemente dalla tua età, ma ti coinvolge senza obbligatoriamente sottrarti a qualcos’altro. La lettura diventa dunque un nuovo universo che è tutto da esplorare”.

Non resta allora che aspettare l’inizio del Festival – che si terrà presso l’Istituto Ardizzone Gioeni dall’8 al 10 ottobre – e che è pronto a stupirci e incantarci: grandi e piccoli, ragazzi e non, attraverso un viaggio nella letteratura che sicuramente arricchirà ciascuno di noi.

Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”

Gianni Rodari

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