Graphic novel: quando forma e contenuto si incontrano

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Le immagini prendono sempre più spazio nella nostra vita: lo abbiamo notato dall’uso (a volte spropositato) di instagram, dalla necessità sempre crescente di affiancare a un titolo di cronaca una foto che possa attirare lettori. Questa tendenza si riflette anche nel mondo della lettura. I graphic novels, conosciuti più come “fumetti”, non sono più oggetto di interesse dei pochi, della nicchia cresciuta con Topolino e Dylan dog. Entrate oggi in una libreria per toccare con mano questo fenomeno: con molte probabilità all’ingresso troverete un banchetto con esposti gli ultimi successi di Zerocalcare; noterete anche che lo scaffale dei fumetti non è più in fondo alla libreria, tra le storie per bambini e i libri di cucina, ma avanza sempre di più fino a conquistare lo scaffale adiacente ai libri di arte. 

A scalare le classifiche sono infatti fumettisti emergenti e non: il già citato Zerocalcare, LuFio, Sio, Ortolani…sono solo alcuni nomi dei protagonisti della “rinascita” del fumetto.

È interessante notare anche come non sia indispensabile recarsi fisicamente in libreria per scegliere il fumetto con cura: molti fumettisti, infatti, pubblicano i loro lavori sulle pagine instagram. Vi sarà sicuramente capitato di scorrere sul telefono e leggere le vignette di Coma Empirico, con i suoi disegni in bianco e nero, con qualche sferzata di giallo per la sua iconica luna; disegna pensieri e sensazioni, racconta episodi di vita sentimentale in cui ci riconosciamo un po’ tutti e per questo vengono immediatamente ricondivise. Ecco allora che il fumetto torna nella nostra vita, senza troppa resistenza lo accogliamo e, anche se facciamo fatica ad ammetterlo, diventiamo degli appassionati.  

Uno dei motivi per cui la lettura dei graphic novels è stata tacciata come fenomeno di nicchia è probabilmente la critica implicita e velata che da anni appartiene a questo genere: i fumetti sono considerati infantili, “disegnini” accompagnati da parole che raccontano storielle e niente di più. Nel nostro immaginario risulta difficile credere che possano trasmettere emozioni, sentimenti, pathos e pensieri profondi. Eppure, basterebbe mettere a tacere questi pregiudizi per un pomeriggio, sederci sul divano ed aprire “La profezia dell’armadillo” (Zerocalcare, 2011) per essere investiti dal sapore dolce-amaro delle storie di Zerocalcare: episodi divertenti, ingiustizie tristemente veritiere, tormenti quotidiani, tutti raccontati con immagini parlanti capaci di racchiudere interi discorsi.

Il graphic novel, quindi, non è da intendersi come semplice vignetta per bambini; al contrario, vi sono esempi che dimostrano quanto il fumetto diventi ogni giorno di più veicolo di informazioni, opinioni e proteste. Sarà il suo linguaggio diretto e intuitivo, la sua grafica invitante, la sua solo apparente semplicità di comprensione, a rendere il fumetto capace di interloquire con il suo lettore anche su argomenti piuttosto spinosi: è il caso di “Cinzia” di Leo Ortolani (2018). Nelle sue vignette, è racchiusa la storia di una donna trans alle prese con una società dedita ad annientare la sua natura.

Che le vignette si prestino ad innescare dibattiti e riflessioni sull’attualità non è una novità: molti giornali mantengono la tradizione della “vignetta satirica”, e non sono pochi i casi in cui i messaggi inviati da pochi disegni abbiano acceso incendi nell’opinione pubblica (ricordiamo qui il tristemente noto caso di Charlie Hebdo). Questo deve farci riflettere sulla forza intrinseca della grafica accompagnata da parole, e invitarci a porre maggiore attenzione su questo fenomeno.

La carica espressiva donata ai disegni è stata spesso anche motivo di condanna: il caso del fumettista americano Mike Diana ha aperto un cavilloso dibattito nella società degli anni ’90. Diana venne accusato di oscenità dal tribunale statunitense, in quanto le sue immagini vennero considerate esageratamente violente, crude e disturbanti. “Boiled angels” è il titolo della raccolta giudicata scandalosa, e ancora oggi si discute sulla legittimità di tale sentenza (proprio nel 2020 è stato prodotto un docufilm sul caso). A prescindere dal caso giuridico bisogna riflettere su quanto significante venga trasmesso dai disegni, e quanto questi possano avere un impatto sulla società.

I fumetti sono presenti nelle nostre librerie da secoli, hanno accompagnato e cresciuto intere generazioni e ci hanno dimostrato spesso di meritarsi un riconoscimento speciale; forse è arrivato il momento, anche per la nostra generazione, di dare una chance a questa forma d’arte, perché di questo si tratta. Quindi correte in libreria e lasciatevi ispirare dalla vignetta più colorata, o da quella più stilizzata; cedete al fascino delle parole in grassetto e seguite storie mozzafiato lungo i riquadri: non siate scettici per la forma, e scoprirete il contenuto.

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