Film e serie Tv horror da non perdere: un viaggio tra i cult e le ultime uscite

8' di lettura

Ognuno di noi si è imbattuto nella sua vita in un film horror, anche i meno inclini alla visione di questo genere di film. Molti li evitano, per paura o semplicemente gusti cinematografici diversi, altri invece ne vanno matti.

La forza del cinema horror è sempre stata quella di riuscire a provocare nello spettatore un sentimento di inquietudine e di paura che riesca ad affascinarlo e cullarlo, oppure a turbarlo, dando vita a un contrasto di sensazioni negative che provocano una sorta di piacere e di attrazione.

Ultimamente, poi, abbiamo assistito a una vera e propria rinascita di questo genere, che viene apprezzato non solo dal pubblico, ma anche dalla critica (pensiamo per esempio a Scappa-Get Out, che nel 2018 si è aggiudicato un Oscar alla miglior sceneggiatura originale).

Visto, quindi, il successo riscontrato, è facile capire perché tutti sappiano cosa si intende quando si parla di genere “Horror”; non è sempre facile, però, scegliere il film giusto. 

Già, perché di horror se ne realizzano tanti, soprattutto negli ultimi  anni, ma quelli che meritano veramente tale appellativo non sono in realtà così tanti. Elencarli tutti sarebbe impossibile: la filmografia horror inizia nel 1896 con  “Le manoir du diable” di George Méliès, e da allora ad oggi siamo passati attraverso tantissime storie che ci hanno terrorizzato e che sono poi diventate pietre miliare della cinematografia mondiale. Basti pensare all’Esorcista o a Shining; a tutte quelle saghe come Non aprite quella porta,in cui è presente il serial killer o lo psicopatico di turno pronto a fare piazza pulita con i vari protagonisti della storia.

Di seguito, quindi, degli spunti tra quelli che sono i più grandi successi del cinema Horror a partire dagli anni ‘60-‘70.

Psyco (1960)

Non propriamente un horror nella sua accezione spaventosa, macabra e terrificante: piuttosto, un giallo o un thriller dai risvolti raccapriccianti. Tuttavia, alcune scene e alcuni attimi di tensione ci portano ad inserire l’iconico film di Alfred Hitchcock tra i migliori film horror da vedere. La pellicola, tratta da un omonimo romanzo, è diventata celebre anche ai meno cinefili per la leggendaria scena della doccia con Janet Leigh. Un film che non poteva essere escluso dalla lista, avendo segnato un’epoca cinematografica e le vite di ogni amante del cinema, e non solo dell’orrore.

Rosemary’s Baby (1968)

Tratto dell’omonimo romanzo di Ira Levin, è considerato una delle opere più autorevoli del regista Roman Polanski. Il film mescola con abilità più sottogeneri dell’horror creando un mix di tensione caratterizzato da ottime  performance attoriali.

Rosemary e Guy Woodhouse, una giovane coppia, si trasferiscono in un nuovo appartamento a New York dalla sinistra fama. La notte in cui la giovane coppia concepisce un bambino segna l’inizio di un incubo: Rosemary scopre che il marito Guy ha permesso al diavolo di ingravidarla in cambio di una carriera da attore. 

Il resto, lo potete scoprire da voi. 

Suspiria (1976)

Suspiria è il capolavoro horror di Dario Argento, nonché la prima incursione nel soprannaturale del regista dopo la fine di un percorso di sperimentazione con il thriller culminato nel memorabile Profondo Rosso. Suspiria è  una fiaba gotica sospesa tra sogno e incubo, con sprazzi di sontuosa violenza. Uno degli apici della filmografia di Argento, che ne ha decretato lo status di regista horror di culto.

Veniamo adesso agli anni ’80-‘90.

The fog (1980)

John Carpenter è uno dei più grandi registi horror, e tra le sue pellicole più riuscite e d’atmosfera c’è senza dubbio The Fog, una suggestiva storia di fantasmi, elemento legato alla tradizione di Halloween, in cui Carpenter mostra la sua capacità di creare tensione e la sensazione di terrore e pericolo incombente, in questo caso rappresentato da una nebbia che porta con sé gli spiriti tormentati e vendicativi dell’equipaggio di una nave spinta con l’inganno a schiantarsi contro gli scogli di una vicina cittadina costiera.

La casa (1981)

Un film girato da un appena ventenne Sam Raimi, grazie all’intercessione di amici e parenti, sfruttando come location la propria casa. Un film basato su un’idea appena abbozzata ma in grado di consentire la maggiore libertà d’espressione possibile. Non ne esistono molti di film come Evil Dead. Cinque giovani amici si recano in un malmesso chalet nel bel mezzo del bosco per trascorrere il week-end. Nella cantina fanno il ritrovamento di un vecchio registratore a nastro, su cui è impressa la voce di uno studioso di archeologia che parla del “Naturon Demonto”, un volume sumero che consente di riportare in vita spiriti, demoni e defunti. Nell’istante in cui la voce del professore pronuncia l’antichissima formula magica, il demone che giace in quella landa riprende vita.

Sicuramente uno degli horror più significativi della sua epoca.

La mosca (1986)

Diretto da David Cronenberg, la pellicola è diventata un vero cult del genere. Ebbe un vastissimo successo, prima presso il pubblico statunitense, poi in tutto il resto del mondo. Vinse l’Oscar al miglior trucco 1987.

Una tragica storia d’amore, evoluzione e morte: il geniale ed eccentrico scienziato Seth Brundle ha trovato il modo di realizzare il teletrasporto, ma quando lo prova su se stesso qualcosa non va per il verso giusto e… Il resto è storia. 

The Blair Witch Project (1999)

Tre studenti di cinematografia scompaiono dopo un viaggio in una foresta del Maryland, durante il quale hanno registrato un documentario sulla leggenda locale di Blair Witch, lasciando solo le loro immagini come prova.

Realizzato da una coppia di registi/autori esordienti, Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez, che sfruttano la tecnica del found footage, il film si colloca a metà strada tra il genere documentaristico e l’horror.

Siete arrivati fino a qui? Bene allora, ultima carrellata di titoli a partire dagli anni 2000!

Pulse (2001)

Ghost story di Kiyoshi Kurosawa. Tra tutti i film dell’ondata di horror giapponesi dei primi anni 2000, Pulse è di gran lunga il più inquietante. Per tutto il film, si respira un’atmosfera opprimente che però non deriva tanto dall’alone sinistro degli eventi che funestano i protagonisti, quanto dal costante senso di tristezza e di rassegnazione alla vita che accompagna ogni loro gesto, ogni loro parola, denunciando un senso di avversione generale nei confronti della società. Triste, bello e inquietante: uno dei pochi film Thriller/Horror che lasciano il segno.

L’evocazione – The Conjuring (2013)

Il film è un piccolo capolavoro del cinema horror che strizza l’occhio ai grandi registi e opere del passato come L’esorcista, ma James Wan è uno dei pochi in grado di creare qualcosa di degno di tale influenza. Questa storia di fantasmi proviene dagli stessi spunti di vita reale di Amityville Horror: nei primi anni ’70, gli investigatori del paranormale Ed e Lorraine Warren fanno visita ad una famiglia del Rhode Island che crede che la loro casa sia infestata. 

The Conjuring è un ritorno diabolicamente efficace all’horror in studio stile anni ’70, quando il ritmo metodico e il tono gelido superavano il gore a buon mercato.

The Babadook (2014)

“BABADOOK È L’UOMO NERO, CHE TI TOGLIE IL SONNO INTERO, È UNO SGUARDO O UNA FIGURA, IL TUO TORMENTO, LA TUA PAURA”.

Invischiata tra le lenzuola e le notti di un innocente, la filastrocca scivola come inchiostro lungo la pellicola firmata Jennifer Kent, rimembrando uno spavento atavico quanto superficialmente sciocco: l’uomo nero. La presenza misteriosa, capace di movimentare i sogni tranquilli di tutti i bimbi del mondo, assume in Babadook toni taglienti e ci introduce in intrichi di memorie e follie in grado di lasciarci sprofondare nell’abisso putrido della sofferenza repressa, mascherata e talmente infelice da far davvero paura.

Dall’Australia, con notevoli problemi nella distribuzione , soprattutto in Italia, uno dei migliori horror psicologici degli ultimi anni.

The Witch (2015)

Un CAPOLAVORO di horror atmosferico, brillantemente realizzato da Robert Eggers che segue la discesa nella disperazione e nella follia di una famiglia di contadini del New England del XXVII secolo, dopo che il loro bambino è stato rapito da una strega locale. Anche se il film contiene alcune sequenze di grande suspance, gran parte del suo travolgente senso di inquietudine deriva da ciò che non si vede sullo schermo, insieme alla tensione che inevitabilmente si crea quando la famiglia contrappone la sua instancabile visione puritana al potere spietato di Madre Natura.

Impossibile trovare difetti in questo film forse troppo poco conosciuto, ma di cui si consiglia caldamente la visione; maniacalmente curato in ogni reparto, ogni dettaglio, ogni scelta e in ogni allusione. Ogni inquadratura è un quadro: impossibile staccare gli occhi dallo schermo; le performance attoriali sono impressionanti, il montaggio è a tratti sublime. e la sceneggiatura è carichissima di riferimenti biblici.

Un Horror come pochi.

Scappa – Get Out (2017)

Il film è un ritorno perfetto al ‘thriller sociale’ degli anni ’70, amatissimo dallo sceneggiatore e regista Jordan Peele. La pellicola targata Universal Pictures, in bilico tra thriller e horror, indaga le differenze di razza di una minuscola comunità e le perverse ideologie di una realtà che spaventa più di qualsiasi film dell’orrore. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar 2018 per la migliore sceneggiatura originale.

Madre! (2017)

Madre! è il settimo film del regista Darren Aronofsky ed è probabilmente la sua opera più ambiziosa, nonostante i suoi vecchi successi.

La pellicola non è contestualizzabile in un unico genere, dato che è difficile rinchiudere in una categoria un film d’autore; è di certo un film che utilizza l’orrore per mostrare ciò che il genere umano ha sempre fatto nei confronti della Terra e nei confronti del prossimo, non rendendosi conto della distruzione che viene portata non solo alla società ma all’intero pianeta a causa della superstizione, dell’egocentrismo e dell’avidità.

Lei si è trasferita nella grande casa isolata in mezzo ai campi di grano per amore di Lui, e poiché la casa di Lui è stata completamente distrutta da un incendio, Lei la ricostruisce pezzo dopo pezzo, con determinazione e concretezza. Lui, invece, non riesce a superare il blocco che gli impedisce di scrivere e passa le giornate davanti alla pagina bianca. Mentre Lei desidera ardentemente costruire con Lui una famiglia, Lui si concentra ostinatamente sul proprio sterile horror vacui.Finché nella casa isolata irrompe uno sconosciuto.

Un’opera davvero unica e sublime, dalle importanti tematiche, carica di misteri, turbamenti e angosce fino all’esplosione finale di una disturbante violenza.  Un Aronofsky che continua ad affermarsi come uno dei più grandi registi contemporanei.    

Una menzione speciale, infine, va dedicata ad alcune serie tv che hanno brillantemente portato sul piccolo schermo il genere Horror.

Anche il piccolo schermo infatti, soprattutto negli ultimi anni a causa del boom che ha investito il mondo delle serie TV, è stato colpito da prodotti tipici del genere i cui risultati sono stati tutt’altro che banali.

American Horror Story (2011)

Negli ultimi anni, è stata la serie tv horror per eccellenza. Con stagioni perfettamente autoconclusive ma sottilmente interconnesse, Ryan Murphy ha fatto un lavoro discontinuo ma comunque di grande rilevanza. American Horror Story è un vortice di situazioni horror/camp a cui non si può non prestare attenzione, nonostante alcune brutture nella sceneggiatura.

Hannibal (2013)

Hannibal è uno psico-thriller trattante le vicende, le perversioni e la follia di uno dei più apprezzati serial killer dell’universo letterario poliziesco dagli anni Settanta ad oggi, ovvero il dottor Hannibal Lecter. Straordinaria creazione dell’egocentrico e sistemico sceneggiatore televisivo Bryan Fuller, purtroppo giunta al termine anticipatamente (causa cancellazione da parte della NBC), è una delle serie TV più intriganti, allucinanti e crude degli ultimi anni.

Un vero e proprio gioiellino.

Haunted (2018)

Haunted, una serie di stampo horror, di cui per il momento si è parlato poco e i cui episodi iniziano proprio con la frase“The following is a true story” (quella che segue è una storia vera). Haunted è stata rilasciata il 19 ottobre ed è una docu-serie nella quale persone comuni si ritrovano con amici e parenti per raccontare tragiche storie vere avvenute nel loro passato. La serie è strutturata su sei episodi auto-conclusivi di stampo documentaristico, in cui ogni puntata viene aperta dal vero protagonista che, seduto in cerchio in un salotto con amici e familiari, inizia a raccontare la terribile storia che ha vissuto. Nel corso della puntata il racconto viene poi alternato con la ricostruzione dell’avvenimento interpretato dagli attori.

Ogni racconto riesce a coinvolgere lo spettatore in turbinio di sensazioni a dir poco piacevoli. Una serie ad hoc per gli amanti del genere.

The Haunting of Hill House (2018)

I membri di una famiglia divisa affrontano i ricordi tormentosi legati alla loro vecchia casa e gli eventi terrificanti che li hanno spinti ad abbandonarla.

È una serie composta da una sola stagione, distribuita in esclusiva da Netflix il 12 ottobre 2018. Il soggetto è tratto dal romanzo L’incubo di Hill House, della scrittrice Shirley Jackson, datato 1959. La regia è di Mike Flanagan. La serie conta 10 episodi di 40 minuti circa l’uno. La stagione è strutturata in maniera particolare, alternando il presente con il passato, dando ogni tanto un piccolo sguardo al futuro.

Riuscire a costruire una serie horror nel 2018 non è un’impresa facile, soprattutto quando il soggetto risale agli anni Cinquanta. Ma il regista ci è riuscito brillantemente, riuscendo a creare un prodotto tecnicamente accurato, dando spazio una narrazione (anche se un po’ lenta) carica di ansia e terrore.

In conclusione, possiamo affermare che sia su grande che su piccolo schermo, il genere Horror è riuscito a regalarci storie di paure, ansie e turbamenti, spesso scendendo nei meandri degli aspetti più complessi e profondi della vita, altre volte affrontando questioni meramente superficiali o di fantasia. Quando stile, narrazione, tecnica e genio si mescolano, il risultato non può non portare alla realizzazione di un prodotto capace di convogliare l’intero pubblico davanti uno schermo, nell’attesa che la paura faccia da padrona.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •  
Giovanni Distefano

Diplomato all'Istituto Tecnico Industriale "G.Ferraris" di Acireale e Studente di Scienze e Lingue per la Comunicazione presso l'Università di Catania.
Appassionato di cinema, fotografia, arti marziali e tutto ciò che è inerente al mondo culturale.
Amo viaggiare e immergermi nella natura.